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Save the date: 12 Ottobre h 18 inaugurazione della preview della mostra Merca(r)tor di N.Silva e P.Turati

SAVE THE DATE: Inaugurazione Giovedì 12 Ottobre h 18 – presso il Tower Center Torino Castello, Ag. princ. di Reale Mutua Assicurazioni, Piazza Castello 113, Torino- della preview, che ivi si protrarrà in concomitanza di “Turin Design of the city” fino a Martedì 24 Ottobre, seguita dalla successiva esposizione pubblica -che si aprirà sotto l’egida di Banca Generali col vernissage di Venerdì 3 Novembre alle h 18, per poi proseguire fino a Venerdì 10 Novembre presso il Circolo del Design di Torino, in via Giolitti 26/a, in concomitanza della settimana di “Artissima”- di “Merca(r)tor”, della pittrice italoamericana Natalie Silva, realizzatrice delle opere, e dell’economista Paolo Turati, autore del concept e dei bozzetti, a cura di Luca Barsi, che propone in 41 grandi opere ad olio/acrilici su tela o legno altrettante interpretazioni di famose storie della finanza mondiale di tutti i tempi.

Lo Staff di Tactica

12 ottobre – 24 ottobre · Piazza Castello, 113, 10121 Torino TO, Italia
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SI APRANO LE PORTE PALATINE AL RIFLUSSO LONDINESE DI “TESTE”( PER MODA, ARTE, CULTURA…)

Un tema di cui si parla già da un po’…ovviamente Milano farà la parte del Leone per quanto attiene alla Finanza, non di meno ci sono altri settori in cui il riflusso di “teste” italiane da Londra potrebbe essere intercettato, predisponendo adeguate ‘provvidenze’ per chi rientra, anche da Città come Torino: immagino la moda e l’industria dell’arte e della cultura,  must storici della capitale subalpina.

Paolo Turati

I big italiani della finanza che vivono a Londra stanno prevedendo di trasferirsi a Milano, grazie agli sgravi fiscali concessi a chi rientra nel paese in un periodo di…
it.reuters.com

VI ASPETTO SABATO 14 OTTOBRE H 17 A PALAZZO SALMATORIS PER IL VERNISSAGE DELLA MOSTRA DI LUCIO FONTANA!

“Tutti pazzi per Lucio Fontana”, e da tempo, me compreso( qui in un’immagine di repertorio alla Pinacoteca dell’Albertina durante un’importante expo internazionale che avevo avuto il piacere di aver reso possibile venisse realizzato a quei massimi livelli). Vi aspetto pertanto a Palazzo Salmatoris di Cherasco Sabato 14 Ottobre alle h 17, dove terrò un breve speech inaugurativo della Mostra “Lucio Fontana e l’annullamento della pittura dal Gruppo Zero all’Arte Analitica”. Catalogo contenente mio contributo critico.

Paolo Turati

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I BULBI DI TULIPANO NELL’OLANDA ORANGISTA DEL ‘600 ERANO I BITCOIN ODIERNI

Di una delle crisi speculative più antiche fra quelle documentate, c’è proprio, infatti( come correttamente citato di recente da Jamie Dimon, numero uno di J.P. Morgan nel mettere in guardia su Bitcoin: https://www.agi.it/economia/bitcoin_tulipani_jp_morgan_bolla-2148448/news/2017-09-13/ )  quella olandese dei bulbi di tulipano del 1637. Ne ho parlato io stesso una decina di anni fa nel mio romanzo storico LUCE D’ORANGE, Edito da ANANKE, sulla vita di Jan Vermeer. Come ogni crisi, a pagare furono gli ultimi a prendere il cerino in mano( cioè il popolo minuto: nella fattispecie del Bitcoin saranno tutti piccolissimi risparmiatori) e, infatti, già dieci/quindi anni dopo, molte categorie avevano recuperato ampie agiatezze.
“Quando una Società raggiunge il( l’eccesso nel n.d.r.) benessere, il primo sintomo lo si vede dai simboli in cui questo va a ad essere rappresentato. Un simbolo importante, per i benestanti olandesi, consisteva nella decorazione della propria casa e dipinti e sculture ne erano un aspetto determinante. Certo, c’era anche l’impellenza di esibire nelle abitazioni bei mobili e vetri cattedrale, oppure di indossare vesti di fine seta tinta o comode calzature, o ancora di mostrare giardini i cui tulipani derivassero da bulbi rarissimi, ma l’arte rappresentava quel valore aggiunto, quel quid, in cui molti vedevano rispecchiarsi le loro aspirazioni più ambiziose(…).
Denari, effettivamente, ne erano tornati a girare nuovamente in modo cospicuo( nel 1653 n.d.r.) da qualche tempo e anche piccole imprese come quelle dei Vermeer se ne avvantaggiavano decisamente: superata la crisi dei bulbi di tulipano del 1637, altre attività si erano proposte come trainanti in maniera significativa dell’intera economia olandese. A Delft, per esempio, i birrai non erano più i soli esponenti di un’ elite industriale e commerciale di livello nazionale. I produttori di piastrelle di ceramica (le famose “blu” di Delft) stavano, per esempio, riscotendo successi lusinghieri. Il loro numero aumentava anno dopo anno ed i quantitativi esportati facevano sì che l’introito di valuta estera rendesse sempre più solido il livello di cambio internazionale del Fiorino.”

Paolo Turati

https://www.agi.it/economia/bitcoin_tulipani_jp_morgan_bolla-2148448/news/2017-09-13/

 

TORINO “CITTA’ PALCOSCENICO”!

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L’Industria della Cultura deve anche creare fatturato ed estrarre valore dalle Città-palcoscenico europee: lo si è sottolineato ieri sera a Torino Magazine.

La “cifra” rilevante di alcune città europee di medie dimensioni: Kassel, Maastricht, Basel…Torino può far parte della partita? Se n’è appunto parlato parlato ieri sera a Torino Magazine mettendo in rilievo il tema Torino-Città/palcoscenico naturale, coi suoi portici, i suoi locali storici e tanto altro, e ragionando su come rendere sempre più efficiente e fruibile questa realtà rara, al Norman Bar davanti a molte centinaia di invitati qualificati durante uno dei consueti, sontuosi eventi, che Torino Magazine, edito dagli amici Andrea e Raffaella Cenni e diretto da Guido Barosio ha reso “abituali” da anni nella nostra Città.

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Paolo Turati

DALLA CULTURA ALLA POLITICA: UNA “PRECESSIONE” INELUDIBILE A CUI BISOGNA TORNARE

Prendo spunto da una ricerca prodottami da una cara ed antica amica, noto Avvocato torinese membro del Board del Circolo degli Artisti, del quale sodalizio io stesso ho fatto parte per anni, il più antico e nobile della Penisola, fondato nel 1847 e presieduto nel corso del tempo dai vari Cavour e D’Azeglio per una considerazione “basic” su quello che siamo stati, siamo e potremmo essere o meno. Le recenti Consultazioni Amministrative hanno sancito, con un flop netto del Renzismo postreferendario ed il sostanziale annientamento del Grillismo( non solo per l’inadeguatezza emersa dei propri vertici nazionali ma anche a causa delle conclamate inefficienze palesatesi nelle amministrazioni in carica del M5S specie nelle grandi Città) un ritorno al passato: presumibilmente, il sequel del film politico sarà un testa a testa fra Destra e Sinistra in cui emergerà chi saprà meglio esprimere i “fondamentali” dell’una o dell’alta Area. Perché, vedete, mentre c’è( e c’è stato e ci sarà sempre) chi parla( o peggio, ma per fortuna, in questi casi, c’è la Magistratura) e basta, spesso c’è chi fa, e pure bene. Si leggano i nomi degli artisti esposti nell’ importante Mostra organizzata dal Circolo degli Artisti del 1959 a Torino di cui alla ricerca sopra citata. Sedici( segnati in rosso: fra cui Pollock, Kline, l’intero Gruppo Gutai) sono Artisti che il Mercato di oggi giudica di top level( con quotazioni anche far uno e cento, diconsi cento, milioni) e dieci( segnati in nero: gli altri -non tanti Artisti -allora esposti sono sostanzialmente spariti dai radar del Mercato stesso) di livello fino ad un milione. Pensare che quasi sessant’anni fa una Città come la Torino di allora, vocata quasi totalmente all’Industria ed alla Ricostruzione del Dopoguerra, sia stata in grado di anticipare culturalmente con queste dimensioni di preveggenza i gusti attuali fa venire le lacrime agli occhi. Ma allora c’erano grandi personaggi, uno fra tutti il Gallerista Giuseppe Bertasso de “La Bussola”, che ho avuto il piacere di conoscere tanti anni fa in quanto mio cliente, mentre oggi, a Torino, praticamente le Gallerie d’Arte non esistono più e quei pochi Galleristi che resistono bravamente, lo fanno compravendendo fuori dai city limits. Che dire, poi, dei Musei, lasciati spesso in gestione a personaggi strapagati, emanazione del modestissimo ma supponente establishment subalpino senza fantasia, e non raramente, senza competenza adeguata. Assenti, inoltre, da Decenni i grandi eventi culturali che lasciano il segno e in stato di assenza di progettualità di respiro internazionale l’attività espositiva. Sessant’anni trascorsi non solo inutilmente, ma provocando danni irreversibili, nel corso dei quali, nel campo della Cultura, tutte le Amministrazioni in carica compresa l’attuale non hanno saputo esprimere in termini di contenuto neppure un centesimo di quello che ha saputo fare quella lontana Mostra del 1959.

Paolo Turati

Kandinsky’s super record at Sotheby’s London!

Kandinsky’s super record at Sotheby’s London!

P.T.

The £149 million sale represented a 45 percent increase on last year’s equivalent auction, and set new records for Kandinsky and Miró.
news.artnet.com