Archivi categoria: sport

LAVORO A TRAZIONE UMANA PER I GIOVANI DELL’ITALIA DEL TERZO MILLENNIO

Sono non solo solidale, ma ben di più coi ragazzi che si sbattono nello smog, coi pericoli del traffico e dei pedoni a carico loro e degli altri ed al freddo pur di guadagnarsi pochi soldini con tanta fatica nei trasporti a locomozione umana ormai cosí sempre più esponenzialmente diffusi nelle nostre città. Però qualche Magistrato dovrebbe mettere mano a sanzionare la committentenza di questo sfruttamento. E non parlo (solo! ) di violazioni sindacali( qualche azione giudiziaria é già stata avviata) , ma antinfirtunistiche, evidenti solo che si osservi cosa questi poveretti sono costretti a fare a bordo dei mezzi più strani( ormai c’è un vero e proprio business anche nella produzione dei veicoli commerciali a trazione umana) sui marciapiedi o nelle strade intasate pur di poter consegnare una pizza, o un mazzo di fiori, o… un’enciclopedia Treccani da 50 chili. Oltretutto sono sforzi da atleti(certamente non viene fatto loro debito controllo di adeguatezza fisica al Centro medicina dello sport) quelli che vengono imposti loro a quaranta gradi o sotto la neve per ore e ore al giorno e molte decine di chilometri da percorrere stracarichi in modo spesso evidentemente “squilibrato” il ciclista-porter. Confido che qualche amico Magistrato che legga questo post valuti un eventuale intervento verso le imprese committenti, quanto a noi come Società non c’è molto di cui andare fieri nell’aver riproposto ad una generazione di nostri giovani modelli di lavoro( visto che di “normale” abbiamo fatto in modo che per i giovani non ce ne sia più) ‘sfruttato’ degni dell’estremo Oriente dei risciò di un Secolo fa.

Paolo Turati

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STORIE DI ANTICHE NEVI…CHE NON CI SONO PIU’ ( INUTILE ILLUDERSI)

Aumento epocale delle temperature e calo delle precipitazioni, innalzamento dell’età della popolazione, incremento dei costi di fruibilità dell’attività( skipass, lezioni di sci, oneri assicurativi praticamente è giustamente obbligatori, materiali, carburante, autostrade, residenzialità e ristorazione) e nella creazione contro natura e ecologicamente distruttiva di neve artificiale ma più cha altro, calo dell’entusiasmo per il settore( anche per la mancanza di campioni di sci italiani attualmente capaci di focalizzare l’interesse come fanno in altri contesti i vari Marcel Hirscher), specie da parte dei giovani, che rispetto a qualche decennio fa, hanno ormai trovato altri spazi( dal fitness nelle varie Virgin alla fenomenologia della musica tipo Techno, capace di raccogliere in un sol colpo i 30-40 mila giovani che, una volta, sarebbero andati ad emulare Thoeni o Tomba) per il tempo libero.

Paolo Turati

La neve è finita. In Italia è tempo di pensare a nuovi modelli di turismo – Mountain Wilderness Italia ONLUS

La neve è finita, pensiamo ad altri modelli di turismo

mountainwilderness.it

Tutti in piedi davanti a Marvelous e a Motor City Cobra

Che emozione quando( da modestissimo ex praticante-piú che altro prendente non poche botte- della Noble Art) riguardo uno dei più alti gesti sportivi (e da veri uomini) che si siano mai visti, quello che ha opposto “Marvelous” a “Motor City Cobra” al Caesars Palace il 15 Aprile 1985. Silenzio e in piedi sull’attenti tutti( specie quelli che per parlare  parlano ma per i quali un “ring” è di prim’acchito al più un biscotto doppio farcito alla vaniglia della “Paves”).

https://m.youtube.com/watch?v=9VI-M9Yw-28&feature=share

Paolo Turati

Tripl(P)ete(r) mondiale

Tripletta consecutiva al Campionato del Mondo ciclistico professionista a Bergen di Peter: come lui mai nessuno prima. Argento al locale Alexander, terzo Michael e dolorosa medaglia di legno per Matteo. Ma il nostro futuro è Gianni, che quasi riesce a soli 23 anni ad arrivare al traguardo da solo con Julian…ripresi solo all’ultimo chilometro.
Paolo

Un Calvario meraviglioso su 2 ruote

Quarant’anni fa, quando feci con una bici che era una via di mezzo fra ciclocross e mountain bike questa salita( senza metter piede a terra una sola volta, ma allora ero giovane e andavo davvero  “forte” ) giurai che avrei rivolto seriamente la parola da allora in poi solo a tipi che sapessero soffrire come quei pochi che ce la facevano a salire alle Quattro Sorelle da Bardonecchia( nell’immagine la foto di una splendida cascata che ho preso su per la carrozzabile al Colle del Sommelier, 3000mt)   in bici senza metter piede a terra se non nella parte alpinistica. Magari avessi osservato questo proposito: avrei evitato caterve di incapaci, se non peggio, incontrati per strada in quattro decenni. ‘Sta salitella me la sono “risciroppata”( una volta all’ anno non manco mai di rifarla… probabilmente, auspicabilmente fra molti anni, morirò lì senza nessun imbecille attorno) stamane presto. Quattro volte il piede a terra per perdita di equilibrio in trazione precaria sulle rocce e un quarto d’ora in più rispetto al mio “personal best” , anche per il fatto che le condizioni del ripidissimo sterrato stanno diventando di anno in anno sempre più precarie per il sempre minor utilizzo( la gente ha sempre meno voglia di faticare), non di meno…”gran sudisfa”!
Paolo Turati

http://www.gulliver.it/itinerario/65719/

Belli i tempi della mountain bike di Gary Klein

Ho ripreso dal garage una vecchissima mountain bike( realizzata in serie limitata in alluminio aerospaziale garantita a vita-anche Alex Zuelle ne adoperò per anni il modello in titanio per strada- dal già Ingegnere Nasa americano Gary Klein, mezzo tuttora con prestazioni favolose) a cui sono particolarmente affezionato, compagna di tante battaglie 30 anni e più fa per un giretto defaticante di 650-700 mt di dislivello gradevole in sterrato da Oulx al Pian del Sole. Unica differenza rispetto ad allora, quando il mitico Gary Fisher globalizzò il fenomeno della mountain bike, il fatto che alle 9 di mattino non ci sia nessuno, dico nessuno, in giro, men che meno in bici e men che meno dei giovani…come se il bioritmo umano si sia in 3 decenni spostato in avanti di 3 ore almeno…pare proprio che il business della notte stia modificando i ritmi della nostra Società…sul se in meglio o in peggio non esprimo giudizio, anche se un’idea ce l’ho.
Paolo Turati

Fenomeno “Bici-Downhill-Giu-da-Matt” 

Come sempre “avanti” rispetto agli altri in termini di organizzazione e gestione dei nuovi fenomeni turistici di maggior ritorno sul territorio, gli Altoatesini( Kronplatz e la Valle Aurina sono fra i luoghi che più amo e che più ho frequentato per allenamento quando correvo in Coppa Italia di Sci Alpino)  eccellono anche per quanto riguarda il pericolosissimo ma sempre più praticato Downhill ciclistico. Da ciclista “vero”, non disprezzabile protagonista a livello agonistico per molti anni sia su strada che nel cross country, non posso amare questa specialità ma, parimenti, non posso non ammirare le capacità di chi la pratica in gara a top level. Peraltro, non faccio testo(i praticanti stanno aumentando esponenzialmente)nello sconsigliare ai semplici amatori di praticare la discesa(“ché-fa-solo-male-alla-schiena-e-bene-agli-ortopedici”)piuttosto della ben più sana salita, in bici, ma, si sa, “la fatica è sempre meno di questo Mondo” e, d’altra parte, come Economista, non posso al tempo stesso disconoscere la valenza turistica e tecnica di prodotto(le bici da Downhill stanno diventando sempre più oggetti di alto contenuto tecnologico) di questo fenomeno, per cui… buon Downhill, ma tassativamente(per la sicurezza propria e altrui) “regolamentato”, in montagna e, perché no, anche sulle colline delle città(che le hanno) e del mare.
Paolo Turati

http://www.kronplatz.com/it/estate/downhill-freeride