Archivi categoria: religione e filosofia

ARRIVANO GLI ALIENI: SPERIAMO SIANO QUELLI BUONI.

Ovvio che la Nasa smentisca, ci mancherebbe, Si pensi a come reagirebbero la popolazione ed i Mercati se qualcuno istituzionalmente proposto( come peraltro accaduto estemporaneamente in passato da parte di autorevoli esponenti di Governi di Paesi importanti come Usa, Canada e Russia) ad alto livello ammettesse una “cosa che è nell’ordine delle cose”. Quando succederà, presto o tardi, che un bel mattino accadrà l’inevitabile ci sarà del bel lavoro da fare, tipo mettere al macero sedicenti Sacre scritture varie, riconsiderare tutta la Teoria evoluzionistica e…confidare che si tratti di “Alieni perbene”. Ché, sulla base di quello che mi hanno raccontato riservatissimamente in questi anni autorevoli personalità, non solo italiane ma anche di vari altri Paesi, risulterebbe invero che sussistano più Civiltà aliene in competizione( e ci sta: il solito equilibrio sostenuto dall’opposizione degli opposti fra bene e male, buoni e cattivi, chiaro e scuro) fra di loro e che il nostro sia stato finora un Quadrante stellare strategicamente non rilevante. Finora. Ricordando quanto mi raccontò durante una trasmissione televisiva a cui ero stato invitato a presentare un mio libro su TMC-LA7 anni fa un noto giornalista che aveva intervistato un altrettanto noto astronauta americano in merito al fatto che le Missioni Apollo s’interruppero 40 anni fa( senza mai essere atterrate sulla Luna: a produrre le prove di ciò ci pensò Stanley Kubrik per conto della NASA, ma questa è un’altra storia di derivazione “guerrafreddista” di allora), se si prende per buono quanto gli rivelò l’astronauta( ma anche le varie sull’ Area 51 o sul Triangolo delle Bermude), e cioè che il lato oscuro della Luna nasconde da tempo la base di una flotta stellare, si spega il tutto.

Paolo Turati

In un video su Youtube il collettivo hacker rivela l’annuncio che starebbe per fare l’ente americano. Che invece specifica: «Non abbiamo novità sulla vita…
corriere.it

NOSIGLIA: ANCHE IL FURTO SACRILEGO SU DON BOSCO, OLTRE AL DRAMMA DI PIAZZA SAN CARLO, NEL TERRIBILE “UNO-DUE” REPUTAZIONALE SUBITO DA TORINO

Ampia preoccupazione espressa al Tg 3 da Cesare Nosiglia per il terribile “uno-due”( furto sacrilego del cervello di Don Bosco e dramma di Piazza San Carlo) subìto come danno d’immagine da Torino in 2 giorni, ripreso da ancor più giorni sui Media di tutto il Mondo e andato seriamente a minare la reputazione di una Città come la Capitale Subalpina che proprio nello sviluppo turistico pone le basi per il proprio futuro. Per tutti gli allievi ed ex-allievi salesiani, quale sono io dopo 5 anni di Liceo Scientifico al Valsalice, l’aver violato i resti di un grande uomo( prima che Sacerdote) della Storia come Don Bosco è, in particolare, un oltraggio inaccettabile che merita la più severa punizione.

Paolo Turati

“La notizia del furto di una reliquia di san Giovanni Bosco dal Tempio di Castelnuovo è di quelle che non si vorrebbero mai sentire. Perché ci fa pensare a una profonda…
agensir.it

PELLEGRINI DEL MISTERO?

Un evento di questi giorni, dall’altra parte del Mondo, in cui la Fede Cattolica si impianta su pre-esistenti culti arcaici del quale mi aveva parlato tanto tempo fa un noto esploratore ed alpinista italiano che vi aveva partecipato e che – e prima o poi potrei anche decidere di andarci- mi ha sempre affascinato( anche in termini di “inconnue”, visto, ma è solo un “si dice” certamente fantasioso, che, ogni anno, un pellegrino sui 10.000 che si arrampicano per 5 ore fino a oltre 6200 metri, pare non ritorni a valle).

Paolo Turati

La peregrinación al santuario del Sr. de Ccoyllority se…
cuscofestividades.info

CICLISMO E’ VITA: IL TEMPO PASSA E LA STRADA INFINE DOVRA’ PUR FINIRE

IL TEMPO PASSA E LA STRADA INFINE DOVRA’ PUR FINIRE!(Dino Buzzati).Il Ciclismo( NON l’andare in bici: il Ciclismo è innanzitutto un’alta forma di Filosofia che si pratica solo dai 100 Km in su percorsi, sul “misto”, almeno a 35 Km/h) come rappresentazione della Vita, in cui anche chi non è in testa come i capitani ma in fondo al gruppo come i gregari, fa cosi tanta fatica che, alla fin fine, il traguardo che “livella” tutti è un sospiro di sollievo che a nessuno potrà “sfuggire”.

Paolo Turati

L'immagine può contenere: una o più persone e spazio all'aperto
Immagine

Flusso cedolare e rimborso a mo’ di leaseback: ecco come compatibilizzare i bonds sovrani e la Sharia

http://www.tief.it/
Paolo Turati

PRENDI UNA BICI, LE MONTAGNE, UN LAGO E AGGIUNGI JUNG, FREUD E LA PULIZIA ETNICA…

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Sarà perché di questi tempi sto rileggendo l’Opera di C.G. Jung, oppure sarà per la vittoria di ieri delle Azzurre in Slalom Gigante delle Azzurre a Plan de Corones-Brunico, ovvero sarà perché sono i Giorni della Memoria, in ogni modo sento che il sogno che mi ha accompagnato tutta stanotte lo devo mettere nero su bianco prima di dimenticarlo, dopo di che il Surrealismo che lo ha connotato( guarda un po’ questa Scuola dei vari Masson, Ray, Ernst e Dalì si sviluppa proprio nel periodo dell’amicizia poi abortita del grande Svizzero con Freud per l’accento totale di quest’ultimo sulla sessualità) potrà essere oggetto di interpretazione…o anche no, tanto è apparentemente incomprensibile.

Dovevo correre una gara in bici e, sin qui, nulla di che: ne ho corse tante. Dovevo raggiungere la linea di partenza ed ero su una strada in discesa prospiciente a dei portici, simile alla strada che porta a San Luca a Bologna( e, anche qui, a parte la notazione che “proprio” domani apre Bologna Arte Fiera 2017, tutto regolare: è la salita che i corridori percorrono da anni durante il Giro dell’Emilia), che dovevo discendere in fretta, essendo in ritardo rispetto all’orario, appunto, di partenza, mentre invece mi ero però fermato a chiacchierare con delle persone sotto i portici in una curva a gomito verso destra. Il senso del ritardo lo avvertivo già in quella “videata”, ma, ancor più, in quella successiva in cui, “catapultato” in un grosso e austero casale in legno in Valle Aurina( un luogo che, a  seguito delle vacanze estive ivi trascorse da bambino e che poi ho frequentato anche dopo come sciatore-tanto da aver corso sugli sci nel Comitato Alto Adige per due anni proprio per il sodalizio sportivo della Valle Aurina- nonché poi da sposato e, successivamente, pure con mia figlia, mi ha da sempre attratto moltissimo, specie per la sua vicinanza con la mia archetipicamente da sempre amata – ci ho anche corso sugli sci per anni tutte le volte che potevo- Austria), del quale era certamente proprietaria la mia famiglia( avvertivo la presenza sia di mia moglie che di mia madre), dove mi stavo anche lì attrezzando per recarmi alla linea di partenza( era a “37” km da dove mi trovavo, in un posto che avevo individuato su una cartina e che era raggiungibile- fino a lì la sapevo, dopo no- percorrendo la strada che passava per Brunico) della “solita” gara il bici, ma ero in ritardo estremo( praticamente, era l’ora della partenza e io continuavo ad andare su e giù della scala del casale dimenticando “pezzi”, come il caschetto o la borraccia). Alla fine riuscivo ad uscire dal casale e mi siedevo su uno scivolo di legno che mi gettava in un lago lì sotto( in Valle Aurina non ci sono laghi in valle), dove mi ritrovavo seduto su una canoa che in realtà era una botte ma anche una papera che inizia a navigare beccheggiando verso Brunico, superando mio fratello, che compariva in quel momento sulla scena, il quale stava andando anche lui verso Brunico, ma in bici, lui sì, su una strada strada costeggiante il lago.

Sia come sia, mi ritrovavo poi su un pulmino come se seguissi una gara di bici, ma in compagnia di alcune soldatesse armate. Il pulmino viene fermato da dei soldati nemici e le soldatesse, una  in particolare, obbligate a subir violenza( mentre ricevevano dai rispettivi stupratori un’iniezione letale in una coscia) da parte di costoro su muretto fiancheggiante la strada e aggettante su un vuoto di molti metri donde, consumata la violenza e essendo decedute per l’iniezione letale, venivano lasciate cadere all’indietro come sacchi d’immondizia. Una sola si salvava, ma pareva essere una infiltrata dei soldati nemici.

Ovviamente, gli aspetti inerenti allo stato precario del Mondo attuale e passato sono evidenti, anche relativamente al fatto che questo sia immanentemente collegato nelle sue manifestazioni al nostro modo di concepirci ivi inseriti.

Mi ritorna spesso in mente il racconto cinese citato spesso da Jung di quel villaggio in cui non pioveva da anni e nel quale veniva invitato uno stregone famoso per far piovere. Questi arriva da lontano e, appena giunge in paese, annusa l’aria e, avvertendola pesante, si fa costruire una tenda lontano dalle abitazioni e in questa dimora per tre giorni, dopo di che inizia a piovere. Il capo del villaggio lo va a trovare e gli riconosce come, davvero, lui sia uno stregone potente. Lo stregone, invece, gli spiega che non è così: dove vive lui, la gente è in armonia con l’esistenza e piove quando deve, così come fa bello quando è necessario, differentemente a quanto avviene nel villaggio colpito dalla siccità i cui abitanti non sanno “vivere bene”. E’ bastato che lui si ritrovasse in un luogo( la tenda, fuori dal villaggio) in cui l’armonia delle cose non venisse turbata per richiamare il ritorno dell’armonia nel luogo dove lui stava( e, quindi, per proprietà transitiva, nel villaggio).

Bisognerebbe che un po’ tutti iniziassimo a imparare a “vivere bene” come quello stregone istruiva a fare e, probabilmente, i turbamenti dei nostri sogni( e, delle “nostre vite”) si alleggerirebbero. Ma quasi nessuno, me in primis, sa farlo.

Paolo Turati

 

A 2017 GIFT FROM 80 YEARS AGO BY MONDRIAN

“Composizione con giallo, blu e rosso” è un capolavoro a olio su tela (69,2×72,7 cm) iniziato nel 1937, esattamente 80 anni fa, che Piet Mondrian, a mio sommesso ma fermo giudizio il Sommo artista visivo di ogni tempo, impiegò 5 anni a terminare. E poi si dice “tirare 4 righe e colorare 2 rettangoli di colori primi”: solo l’intuizione illuminata può suggerire le giuste proporzioni, in opere come questa, non essendoci regola aurea che tenga, ci volessero anni per concepirla, come, in effetti, fu per il Maestro olandese. Anni passati a confrontarsi con se stesso e con altri Maestri sul “se stesse in piedi” questa o quell’opera al punto che Mondrian ne morì addirittura nel 1944, di fronte alla sua ultima e più celebre tela, che non si risolse mai a dichiarare finita: per polmonite, presa per aver passato, rientrato accaldato da sessioni di ballo( di cui era appassionatissimo), gelide notti( il suo decesso data 1 Febbraio) a riflettere sul probabilmente troppo complesso lavoro anche per una mente umana eccezionale come la sua “Victory Boogie Woogie” (http://www.piet-mondrian.org/victory-boogie-woogie.jsp).

L’opera, “Composizione con giallo, blu e rosso” fu acquistata dalla Tate Modern nel 1964 e ve la propongo come presente per il 2017, un anno in cui gli ‘incroci’ anche pericolosi nella vita di noi tutti, come sempre, non mancheranno.

Paolo Turati

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