Archivi categoria: materie prime

PAOLO TURATI SODDISFATTO: SEI MESI, TREDICI CONVEGNI CON MAGNA CARTA NORD-OVEST E C.C. FOND.MAGELLANO

Posso dirmi molto soddisfatto dell’attività Convegnistica a cui ho partecipato come relatore e co-organizzatore congiuntamente con Magna Carta Nord-Ovest e Comitato Costituente la Fondazione Magellano negli ultimi 6 mesi. Tredici Conferenze di alto livello e con prestigiosi relatori, solo per citare le principali, e centinaia di intervenuti di qualità elevata sui temi più importanti ed attuali di Economia, Politica( si è concertata anche la presentazione di un Disegno di Legge, attualmente in corso di calendarizzazione parlamentare a tutela del Risparmio, a firma dell’amico ex-Ministro Sen. Quagliariello), Cultura, Pubblica Amministrazione.

Paolo Turati

foto di Paolo Turati.
Esempi ultime Conferenze P. Turati 2 Esempi ultime Conferenze P. Turati 5 Esempi ultime Conferenze P. Turati 6 Esempi ultime Conferenze P. Turati 7 Esempi ultime Conferenze P. Turati 8 Esempi ultime Conferenze P. Turati 9 Esempi ultime Conferenze P. Turati 10 Esempi ultime Conferenze P. Turati 11 Esempi ultime Conferenze P. Turati 12 Village Chair
 Esempi ultime Conferenze P. Turati 3

Tactica esulta per Collina Po Riserva di Biosfera Mab Unesco

image
Paolo Turati

SPEREQUAZIONI DEL CICLO ECONOMICO MODERNO IN CRISI DA PETROLIO TROPPO A BUON PREZZO: SE…IL VECCHIO SAPESSE E SE IL GIOVANE POTESSE!

File:Old and young watching sailboats at Haines Point 8c34886v.jpg

Due elementi stanno minando, con un mix letale, il “Mondo di frutta candita” del consumismo “cocacoliano” post bellico e quasi nessuno ci bada, forse perché propongono riflessioni scomode.

La prima, quella più prettamente geopolitica( quella che oggi fa paradossalmente dire, di concerto con una generazione di Economisti internazionali che verrà ricordata come una Corte bizantina coi barbari alle porte, anche ad una Nazione industriale trasformatrice come la nostra, che ne consuma tantissimo, che è causa del petrolio troppo a buon prezzo – ebbene sì: vogliamo spendere molto di più!- se siamo in crisi) , riguarda il Mondo Musulmano, pervaso da una lotta interna che è esattamente equivalente a quella che nel 1500 interessò la Cristianità con la Riforma protestante. Anche in questo caso, e probabilmente non è casuale, un millennio e mezzo dopo la fondazione di questa Religione anch’essa rivelata dal Profeta Muhammad. L’orologio della Storia batte più meno allo stesso ritmo, evidentemente, ed il nostro problema è che loro hanno un problema. Ci vollero oltre cento anni per mettere più o meno a posto le cose da noi: confidiamo che non succeda anche in questa congiuntura storica e che il progresso acceleri il processo di ricomposizione del potere nel Mondo islamico dopo il dissennato intervento inglese che, nella Prima Guerra Mondiale fece crollare il Califfato, determinando i presupposti per la la presa del potere da parte della Tribù Saudi, ritenuta dalla maggioranza dei fedeli a Muhammad eretica in termini dottrinali e illegittima in quelli politici.

L’altra riflessione riguarda l’antropologia umana. Mai l’uomo ha vissuto statisticamente così a lungo, 81 anni gli uomini e 86 le donne oggi in Italia, ma la prossima sarà una generazione di Centenari “accanitamente curati”. Il che significa che, indicativamente, uno essere umano avrà “prodotto” per circa un terzo della propria vita( età lavorativa) e “consumato” per circa i due terzi( età della crescita e età della quiescenza), la qual cosa significa che, specie in situazione di crescita demografica zero nel Primo Mondo come accade oggi( d’altra parte, è difficile pensare di far figli quando si sa che i primi posti nel teatro della vita sono occupati da altri di una o due generazioni precedenti che godono di rendite posizionali acquisite quando ce le si poteva permettere chissà fino a quando), ci si va inevitabilmente a mangiare progressivamente parte di quanto accantonato dalle generazioni precedenti. Algoritmo imbarazzante, ma irrefutabile: se si vivesse come fino al Secolo scorso, mediamente circa trent’anni in meno( fra guerre, malattie, scarso benessere), e, quindi, ci si riproducesse giocoforza molto di più, da un punto di vista economico non sarebbe un problema, anzi, sarebbe una risorsa. Ma vallo a raccontare anche solo a te stesso che la radice dei problemi che oggi stiamo vivendo in Patria è tutta lì ( e di quelli che ci piombano sulla testa ‘da fuori’, dal problema petrolio a quello terrorismo, ovviamente interconnessi, sta nell’azione di Lawrence d’Arabia nel 1917)… .

Paolo Turati

DO UT “NON” DES: QUEI 130 MILIARDI DI EURO DATI DALL’ITALIA ALL’EUROPA SENZA CONTROPARTITA

File:Euro symbol.svg

Ci sono delle volte in cui la dissennatezza, ancorché pavida o insipiente, produce danni ben maggiori del dolo: se poi sommiamo le due cose,  la tragedia incombe. Da otto anni( prima, non m’ero posto il problema, abbacinato come tutti dal “merchandising” politico-mediatico della Moneta unica) sostengo la tesi di come l’Euro abbia danneggiato gravemente e, con ogni probabilità, irrimediabilmente e comunque cambiando in peggio per sempre il volto del nostro Paese( recentemente su queste pagine: https://paoloturatitactica.wordpress.com/2016/01/20/euro-disastro-banche-e-non-solo-i-nostri-figli-verranno-a-controllarci-nei-luoghi-delle-nostre-tumulazioni-piu-che-altro-per-accertarsi-che-noi-non-si-possa-far-altri-danni/ ).

Il tutto, peraltro, in un sordido ambiente postcapitalista dominato dalla Finanza che nella propria schizofrenia è riuscito ad invertire il peso dei fattori fondamentali dell’Economia:  al “che il problema principale da affrontare sia l’inflazione e che un Paese trasformatore come l’Italia va tanto meglio quanto meno sono cari i prezzi dei combustibili”, oggi si sostituisce la prassi accettata che, invece,  i Mercati finanziari scendono se il prezzo del petrolio cala e che l’obiettivo banche centrali è creare inflazione stampando moneta da dare alle banche che la tramutano il Titoli di Stato da detenere per aumentare i parametri di solvibilità. Tutto questo non va bene, e il conto che dovranno pagare i nostri figli sarà immenso.

A futura memoria, sappiasi, per tornare al conto economico del nostro Paese, che, solo come danni collaterali del dubbio piacere del ritrovarsi ingabbiati nell’Euro con tutte le distruzioni strutturali di cui più volte ho detto( e di cui al link sopra), lo “scherzetto” ci è costato cash dal 2000 ad oggi 72 miliardi di maggiore uscite correnti rispetto alle entrate nei confronti dell’Europa più altri 60 che abbiamo messo nel Fondo “salva-banche-di-altri-Stati-ma-non-del-Belpaese”, finiti a mettere a posto i conti delle Banche altrui( quando le nostre non hanno preso un Euro e oggi non ce le lasciano sostenere neanche se ci pensiamo da soli).

Unico vantaggio dell’Euro è stato il calo dell’onere sugli interessi sul Debito pubblico per una cifra stimata fra i 600 e i 700 miliardi(  “sprecata in tempo reale”, va ammesso senza se e senza ma, dalla Politica inefficiente del nostro Paese) rispetto a quello che sarebbe costato “senza Euro”, effetto positivo totalmente annullato dalla decrescita differenziale del Pil italiano rispetto a quello tedesco di oltre 25 punti percentuali.

Paolo Turati

UN FONDO( ALLA CROSTA TERRESTRE) E’ SEMPRE SOLO QUESTIONE DI SOLDI

Sapete…tutto quello che sta accadendo in Medioriente, innescato in buona sostanza( e non certo solo dalla contrapposizione religiosa fra i Sunniti seguaci di colui che fu il principale sodale di Maometto, Abu Bakr, e gli Sciiti, che minoriamente del Profeta seguono il genero Alì e la sua Scuola) dal crollo dei prezzi del petrolio, è stato causato da una semplice, anche se impegnativa da un punto di vista di impianto, innovazione tecnologica, la oil( &gas) shale extraction. Sostanzialmente, si possono estrarre da grandi profondità masse immense di idrocarburi frantumando gli scisti con alta pressione d’acqua. Tutto ciò ha reso in pochi anni gli Usa indipendenti energeticamente. Al di là del fatto che ancora non si sa cosa questa nuova forma di violenza farà fare alla nostra Madre Terra come rappresaglia, i costi sono piuttosto elevati ma non proibitivi e l’unico modo di combattere questo fenomeno da parte dell’estrazione tradizionale è vendere idrocarburi a prezzi così bassi da non rendere conveniente la produzione da scisto. Cosa che, infatti, ha prodotto l’attuale livello di 36/37( da ben oltre 100) Dollari al barile del petrolio che sta rovinando le economie di molti Paesi che contavano di continuare a vivere per sempre senza problemi per il solo fatto di stare seduti su un mare di petrolio( tradizionale): ma ne incolse a loro e anche se è difficile immaginare che il petrolio possa tornare a livelli pre-crollo del muro di Berlino( quei 9 Dollari al Barile che avevano messo la Russia Gorbacioviana, peraltro già riformista di per sé, nell’impossibilità di sostenere le Economie dell’ex blocco-sovietico), è altrettanto difficile immaginare grandi rialzi di prezzo( anche se magari, frazionalmente, sì, specie se la Cina si ridesterà dal calo della sua crescita, il che è peraltro tutto da vedersi, legato al “se gli” Americani riterranno utile per loro che ciò accada e lo permetteranno non affondando i mercati cinesi con le loro corazzate finanziarie di Wall Street ). Alla fin fine, oggi sempre più, è l’Economia che fa la Geopolitica e la bocche da fuoco ne sono praticamente solo più un sigillo di ceralacca.

Paolo Turati

Basic information on oil shale and oil shale extraction.
ostseis.anl.gov

LECTIO MAGISTRALIS DI PAOLO TURATI DI ‘FINANZA ETICA NELLA GLOBALIZZAZIONE’, PER BANCA MEDIOLANUM, VENERDI’ 20-11-2015 H 19, CASTELLO DI MACELLO

PAOLO TURATI LECTIO MAGISTRALIS FINANZA ETICA 20 NOVEMBRE CASTELLO DI MACELLO

BANCA MEDIOLANUM E TACTICA HANNO IL PIACERE DI INVITARE VENERDI’ 20/11/2015 ALLE H 19 LA S.V. AL CASTELLO DI MACELLO( TO), VIA CASTELLO 9(http://www.castellodimacello.it/) , PER UNA LECTIO MAGISTRALIS CON RINFRESCO A SEGUIRE DELL’ ECONOMISTA PAOLO TURATI, CHE VERRA’MODERATO DA ORAZIO TOMASELLI DI BANCA MEDIOLANUM, SUL TEMA: “ETICA E FINANZA NELLA GLOBALIZZAZIONE”, IN COLLABORAZIONE CON MAGNA CARTA NORD-OVEST, COSTITUENTE FONDAZIONE MAGELLANO e REMAX.

Pagina Facebook https://www.facebook.com/events/903317863099030/

EXPO 2015? UNA, FANTOZZIANAMENTE PARLANDO, “CORAZZATA POTEMKIN”

DSC_0342 DSC_0345 DSC_0354 DSC_0372 IMG-20151024-WA0000

Non è che se 20 milioni di persone fanno tutti assieme la stessa cosa in un lasso di tempo ristretto, sollecitati peraltro mediaticamente in ogni modo, questo sia garanzia di qualità.

Ritrovatomi all’Expo con le nostre Rosalba Pastorino e Patrizia Scaglia invitati dall’amico Michele Vietti e dalla sua Fondazione Iniziativa Subalpina al Convegno “Corruzione e Competitività”( iniziativa come ogni anno interessante e degna di attenzione, ma che nella fattispecie ha pagato, rispetto ai consueti incontri precedenti sul Lago Maggiore, pegno in termini di partecipazione di pubblico e, nonostante la presenza fra gli altri del Ministro della Giustizia Andrea Orlando e di altri validi main speakers, di parterre di relatori ), ho avuto modo di riflettere su come il megaevento mondiale sponsorizzato da Coca Cola e Mc Donald’s dedicato alla qualità cibo si riveli, ad un’analisi appena un po’ approfondita, sostanzialmente un contenitore, certamente foriero di gran fatturato, privo di contenuto( ci sono Stands, come quello di Slow Food e quello degli Usa, ma è un aspetto comune a quasi tutti,  addirittura imbarazzanti in quanto a nullità). Centinaia di migliaia di persone ogni giorno ammassate ed in coda( e su questo nulla ci sarebbe da eccepire) per assistere ad un parco divertimenti d’impatto, specie architettonico ( ma comunque non certo a livello anche solo dei più modesti Disneyworld ) che paiono più dei pellerossa stupiti davanti agli specchietti di Cristoforo Colombo che non consapevoli consumatori possono anche far registrare un gran successo in conto economico, ma culturalmente non c’è praticamente nulla da portarsi via da lì. Figli di una Società in cui il vuoto di contenuti è ormai il canone, nipoti di una situazione economica disastrosa in cui si strombazzano mirabolanti riprese in corso quando è evidente anche al primo Cacasenno che è la produzione di denaro erogato a tasso zero da anni per non far fallire tutti gli operatori finanziari in pochi mesi che droga un processo che di economico ha sempre di meno, non hanno forse il coraggio di ammetterle neppure a loro stessi, queste cose, ma, guardandoli negli occhi e osservando il loro atteggiamento, ho visto in loro, dietro la maschera del dì di festa, tanta stanchezza, tristezza e delusione.

Paolo Turati