Archivi categoria: economia e finanza

SI APRANO LE PORTE PALATINE AL RIFLUSSO LONDINESE DI “TESTE”( PER MODA, ARTE, CULTURA…)

Un tema di cui si parla già da un po’…ovviamente Milano farà la parte del Leone per quanto attiene alla Finanza, non di meno ci sono altri settori in cui il riflusso di “teste” italiane da Londra potrebbe essere intercettato, predisponendo adeguate ‘provvidenze’ per chi rientra, anche da Città come Torino: immagino la moda e l’industria dell’arte e della cultura,  must storici della capitale subalpina.

Paolo Turati

I big italiani della finanza che vivono a Londra stanno prevedendo di trasferirsi a Milano, grazie agli sgravi fiscali concessi a chi rientra nel paese in un periodo di…
it.reuters.com
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Fra bolle bitcoiniane e bombe atomiche nordcoreane non mettere il… Portafoglio? 

Come avevamo previsto da tempo: i nostri primi strilli di allarme su paoloturatitactica.wordpress.com risalgono al Gennaio 2014 e da allora abbiamo più volte ribadito un concetto che oggi è cronaca( nera) …ora potrebbe anticipare la resa dei conti nelle Borse, specie se le Elezioni tedesche dovessero andare non poi così scontatamente come i sondaggi preconizzano , dove in vari casi ci sono quotazioni che non stanno né in cielo né in terra.

Paolo Turati

https://www.google.it/amp/www.lastampa.it/2017/09/16/economia/da-mila-a-mila-dollari-ascesa-e-declino-del-bitcoin-KfHbIJF0TzwM8mNZBL0A0O/amphtml/pagina.amp.html

I BULBI DI TULIPANO NELL’OLANDA ORANGISTA DEL ‘600 ERANO I BITCOIN ODIERNI

Di una delle crisi speculative più antiche fra quelle documentate, c’è proprio, infatti( come correttamente citato di recente da Jamie Dimon, numero uno di J.P. Morgan nel mettere in guardia su Bitcoin: https://www.agi.it/economia/bitcoin_tulipani_jp_morgan_bolla-2148448/news/2017-09-13/ )  quella olandese dei bulbi di tulipano del 1637. Ne ho parlato io stesso una decina di anni fa nel mio romanzo storico LUCE D’ORANGE, Edito da ANANKE, sulla vita di Jan Vermeer. Come ogni crisi, a pagare furono gli ultimi a prendere il cerino in mano( cioè il popolo minuto: nella fattispecie del Bitcoin saranno tutti piccolissimi risparmiatori) e, infatti, già dieci/quindi anni dopo, molte categorie avevano recuperato ampie agiatezze.
“Quando una Società raggiunge il( l’eccesso nel n.d.r.) benessere, il primo sintomo lo si vede dai simboli in cui questo va a ad essere rappresentato. Un simbolo importante, per i benestanti olandesi, consisteva nella decorazione della propria casa e dipinti e sculture ne erano un aspetto determinante. Certo, c’era anche l’impellenza di esibire nelle abitazioni bei mobili e vetri cattedrale, oppure di indossare vesti di fine seta tinta o comode calzature, o ancora di mostrare giardini i cui tulipani derivassero da bulbi rarissimi, ma l’arte rappresentava quel valore aggiunto, quel quid, in cui molti vedevano rispecchiarsi le loro aspirazioni più ambiziose(…).
Denari, effettivamente, ne erano tornati a girare nuovamente in modo cospicuo( nel 1653 n.d.r.) da qualche tempo e anche piccole imprese come quelle dei Vermeer se ne avvantaggiavano decisamente: superata la crisi dei bulbi di tulipano del 1637, altre attività si erano proposte come trainanti in maniera significativa dell’intera economia olandese. A Delft, per esempio, i birrai non erano più i soli esponenti di un’ elite industriale e commerciale di livello nazionale. I produttori di piastrelle di ceramica (le famose “blu” di Delft) stavano, per esempio, riscotendo successi lusinghieri. Il loro numero aumentava anno dopo anno ed i quantitativi esportati facevano sì che l’introito di valuta estera rendesse sempre più solido il livello di cambio internazionale del Fiorino.”

Paolo Turati

https://www.agi.it/economia/bitcoin_tulipani_jp_morgan_bolla-2148448/news/2017-09-13/

 

RISPARMIO GESTITO: ERAN 300( MILIARDI), ERAN (GIOVANI E FORTI), 15 ANNI FA, E…

Per il 26mo anno consecutivo è stata pubblicata dall’Ufficio Studi di Mediobanca la più temuta, proprio perché super partes, ricerca sull’andamento del risparmio gestito in Italia: http://www.mbres.it/it/publications/dati-di-fondi-e-sicav-italiani.

La conclusione è purtroppo sempre la stessa da oltre un quarto di secolo: mediamente ed escluse dovute eccezioni che però, spesso( bisogna essere molto attenti rispetto alla continuità della “prestazione” nel tempo nel selezionare l’eventuale struttura finanziaria a cui ci si voglia comunque affidare), non riconfermano sporadiche extra-performance annuali, non conviene far gestire da terzi autorizzati( men che meno da altri strutturati in modo più naif come Catene di Sant’Antonio) i propri soldi, stante che, sempre mediamente, l’industria del risparmio gestito non è efficiente. 

Il mancato raggiungimento( per inefficienza gestionale ma, ancor più per i costi espliciti e impliciti: http://mobile.ilsole24ore.com/solemobile/main/art/finanza-e-mercati/2017-09-13/fondi-comuni-costi-abbattono-rendimenti-134313.shtml ) anno dopo anno, sempre mediamente e escluse le dovute eccezioni di cui sopra, anche solo degli indici correnti di Mercato che chiunque potrebbe realizzare con il fai-da-te( o attraverso strumenti finanziari semplicissimi ed economici di replica dei medesimi indici come gli ETF), ha in generale depauperato,  nella fattispecie oggetto della Ricerca di Mediobanca,  di 20 miliardi i portafogli dei clienti in 10 anni( del doppio in 15) e, considerato che la Ricerca medesima “copre” solo i Fondi e le Sicav di Diritto italiano, che gestiscono 300 miliardi contro i 2000 miliardi totali affidati dagli Italiani agli industriali del Risparmio, non si può non estrapolare, anche solo per onestà intellettuale e ben consci che questo stato di cose  si è ormai reso psicologicamente ed antropologicamente ineludibile per i più, un dato terrificante che, considerando anche le gestioni estere( in genere ancora meno efficienti), porta a circa 300 miliardi il “costo” complessivo del risparmio gestito a carico dei cittadini in 15 anni( in effetti, è da tempo opinione comune che il trasferimento surrettizio mediamente non giustificato dalla qualità del servizio di ricchezza dai risparmiatori all’Industria del risparmio gestito – da cui, peraltro, i Gruppi bancari ricavano ormai da moti anni oltre metà del loro margine operativo lordo- sia di circa 20 miliardi all’anno).

Paolo Turati

CONFRONTO NELL’ETICA ECONOMICA FRA LAICO E RELIGIOSO: PAOLO TURATI, PADRE JAMES E SUOR MARIA( SANT.M.D.GUARDIA) IN CONFERENZA VENERDI’ 15 SETTEMBRE

Io non so se San Martino abbia fatto bene a dividere il proprio mantello (nell’immagine l’opera di Vittore Carpaccio sul tema del 1480-90) col povero senza un minimo d’istruttoria sul merito…non credo. Non di meno, è fuor di dubbio che una disamina severa e continua vada fatta nel discernere il bene e il male nei comportamenti umani nell’amministrare delle cose materiali: in termini più prosaicamente tecnici, la gestione etica dell’Economia, tema il cui approfondimento non manco mai, ogni Anno Accademico, di cercare di proporre il più profondamente possibile ai miei studenti dell’Università di Torino onde favorirne una formazione volta alla constatazione che il “pro bono et aequo” conviene pure( oltre che essere bene).

Ne parlerò confrontandomi come relatore con dei religiosi da laico, inteso rispetto alla Religione Cattolica( e tale divenuto, come molti, dopo un’educazione strettamente cattolica sino alla maggiore età che ha avuto il grande merito di consentirmi di valutarne le criticità e le carenze, nel mio sentire -ma altri possono con pari dignità o anche più autorevolmente pensarla senza dubbio in modo diametralmente opposto- difficilmente conciliabili con chi sia dotato di libero e -auspicabilmente- profondo pensiero, dall’interno), durante una conferenza Venerdì 15 Settembre alle 20,30 presso la prestigiosa location pinerolese di Casa Montalbano( Via Sestriere 83, None, TO)  di cui all’invito, che merita una visita anche solo per i suoi importanti “contenuti” in beni d’Arte.

Paolo Turati

Berlusconi ritenta la carta della doppia moneta interna( resterà fermo sul punto, stavolta?) 

Un primo punticino a favore( ma quelli contrari sono tantissimi) di Berlusconi nel pallottoliere che determinerà gli indirizzi di voto dei non-cattocom( quel 30% degli Italiani non cambierebbe orientamento manco Alessandro VI Borgia tornasse in Terra a guidarli su investitura ultraterrena di Vladimir Ulianov) delle prossime Elezioni Politiche. Proposta già avanzata da tempo dallo stesso Berlusconi e prima ancora da molti Economisti, compreso il sottoscritto: fattibile( più semplice sarebbe un’Euro a tre velocità, ma bisognerebbe che Macron si spogliasse delle sue vesti di ex Rothschild e indossasse quelle dello statista, il che non pare), provvedendo lo Stato ex nunc a pagare quanto deve nella nuova moneta, sì da crearsi una doppia circolazione, dapprima con cambio e saggio d’interesse pari e poi determinati dal Mercato. Alla fine del processo, highlanderianamente, ‘ne rimarrà una sola’, quella che si sarà dimostrata più coerente con le esigenze del Paese( cosa ad oggi inconoscibile). 
Paolo Turati

Ridi, ridi, che la Bce ha fatto i gnocchi! 

Fa sorridere, per non dover purtroppo piangere, sentire i Governativi che si sutoincensano della crescita del Pil( ma non certo del Pil pro capite, indicatore più importante ma più scomodo nell’autoreferenzialità in quanto per altri dieci anni non ritroverà i livelli pre-crisi) di quel zero virgola in più del previsto e la disoccupazione, sempre oltre quell l’11% che é un livello compatibile solo con il default di una Nazione, calare parimenti dello zero virgola quando é noto anche ad uno sprovveduto che è solo effetto della droga del QE e che, quando fra non molto finirà, porterà all’Italia tante ma tante lacrime e sangue.

Paolo Turati

http://m.espresso.repubblica.it/affari/2017/05/02/news/ecco-il-piano-dell-europa-per-non-farsi-travolgere-dal-debito-pubblico-italiano-1.300705