Archivi categoria: crisi economica e inflazione

OTTIMATI E BOIARDI DI STATO E DELLA FINANZA: A QUANDO IL REDDE RATIONEM?

Sarà ben vero che si tratta di rapporti privatistici( peraltro, fino ad un certo punto, stante la “strategicità” nazionale dell’ex-monopolista delle Tlc “regalato” ai francesi di Vivendi), ma 30 milioni di Euro di sola buonuscita( che si sommano al faraonico emolumento già percepito) per un anno scarso di lavoro( e capirai con che risultati positivi) sono un esempio( e assolutamente non l’unico, anzi: per altro verso negli Usa, in Gb o Germania è anche “peggio”, ma là, almeno, la situazione economica generale è -per ora: in verità il redde rationem vero, da loro, potrebbe rivelarsi in futuro più disastroso che in Italia- migliore che da noi) di quella che definirei una “preferenzialità” sociale ormai inaccettabile( i cui nomi sono sempre gli stessi) che porterà prima o poi ad una presa di coscienza popolare che potrebbe anche assumere caratteristiche “non urbane” da parte dei milioni di cittadini senza lavoro o, i più fortunati, dopo 40 o 50 anni di lavoro, che vivono in stato di grama sopravvivenza con pensioni da fame…con unico svago la Tv che spiega quanto bello sia che la prima promessa( le stars costano 150/200 milioni, cioè fino a 400 miliardi di vecchie Lire: credo che solo chiamando i Carabinieri si possa fermare tale, più che insano, criminale afflato di business basato sull’effimero del nulla) del Calcio che si trova per strada venga pagata 40 milioni( più il 10% in caso di rivendita) più 4 milioni annui netti di stipendio.

Paolo Turati

Proposta di definizione consensuale (ANSA)
ansa.it

DOVE CI PORTERA’ L’ECONOMIA DI CARTA? ALLA FIERA DEL’EST, NATURALMENTE!

Perché siamo messi male, molto male( anzi, tanto male da non rendercene conto), lo si evince da anni dalle compagne promozionali automobilistiche( nella fattispecie la Fiat, ma è lo stesso per la concorrenza). Il legare la scontistica, a volte elevata vieppiù se sulle “Km 0”, alla sottoscrizione di un contratto di finanziamento potrebbe apparire come contraddittorio, ma in realtà è figlia di un’Economia adulterata dalla carta commerciale( negli ultimi decenni, il commercio è cresciuto di anno in anno del doppio rispetto alla produzione ed ora abbiamo carta commerciale sintetica per 800 mila miliardi di Dollari in circolazione con un Pil Mondiale di 70 mila miliardi: sostanzialmente, sulla carta, ma solo sulla carta, siamo dieci volte più ricchi di quanto non dovremmo essere) e dall’inondazione di liquidità cartacea da parte delle Banche centrali per sostenere non l’attività economica, ma il rating delle banche in grave crisi di solvibilità. Quando l”Economia era sana, il Concessionario concedeva ad un compratore il massimo sconto per pagamento in contanti. Oggi, per sostenere l’Economia in gran parte di carta in essere( le stesse materie prime si trattano sui Mercati solo all’1% fisicamente, il resto con carta rappresentativa di esse), lo sconto lo si ottiene solo se si firma un’insieme di cambiali, che verranno cedute alla Finanziaria della Casa automobilistica, che le cederà a sua volta ad una Banca del Gruppo, che le impacchetterà in un bond garantito con rating concordato come alto con una delle tre Sorelle delle principali Agenzie private di Rating, che lo cederà ad una sua Sgr, che lo inserirà in un Fondo( magari di Fondi al quadrato o anche al cubo), che verrà dato da vendere ad una reta commerciale del Risparmio gestito che…rivenderà le stesse cambiali al compratore dell’auto scontata, il tutto con un ricarico ad ogni passaggio( che possono essere anche di più di quelli a cui si è accennato). Quando tutto questo si sgonfierà( e inizierà dagli Usa, dove il prodromi di una forte Recessione sono già evidentissimi), andremo tutti…alla Fiera dell’Est: https://www.youtube.com/watch?v=CXeupZX_gZc  

Paolo Turati

Fiat, saldi di fine stagione

Dopo il Km Zero, che ha anticipato di un decennio le strategie commerciali del settore alimentare, partono i saldi anche nell’auto. Sulle vetture a marchio Fiat e Lancia, Fca avvia in Italia l’operazione “Saldi di gioia”, da oggi fino al 31 luglio. La…

lospiffero.com

LE RAGIONI DEL DOLORE: QUALCHE ASPETTO ODIERNO

La questione del perché del dolore è da sempre uno dei temi pregnanti per l’essere umano. Un testo interessante fra i vari su cui riflettere è quello, noto, del Cerchio Firenze 77 ( cfr. link in fondo), dove emerge come , in effetti, gli esseri umani accettino meglio l’idea della morte che quella del dolore.

La prima, infatti, prospetta qualcosa di correlato all’immortalità, mentre il secondo è spesso visto come un circolo vizioso da cui non si riesce ad uscire( se non, in molteplici casi, con la morte, da cui il tema annoso del suicidio).

In momenti critici come quelli in cui, come spesso in passato, ci sono state guerre, pestilenze, carestie, la questione del dolore ha indubbiamente toccato apici indicibili, eppure, parlando coi pochi sopravvissuti( per motivi anagrafici) di momenti tragici come quello, ad esempio, della Seconda Guerra Mondiale, non pare essersi ravvisato un livello di percezione del dolore pari a quello di momenti come l’attuale, in cui una grave crisi economica ha sradicato la base sociologica( quella della piccola e media borghesia) su cui erano impiantati Paesi come il nostro.

Presumibilmente, l’essere umano vive di prospettive più che di certezze e quando quelle vengono a prospettarsi come drammatiche, vieppiù in termini di responsabilità rispetto a coloro che lo circondano, ecco che il lavoro perso con poche prospettive di ricollocamento o l’impresa (magari micro o artigianale) fallita gettano l’uomo o la donna di oggi nello sconforto con aggravanti spesso legati ai livelli minimi di spesa di oggi, non più comprimibili.

In passato, alla peggio, si sarebbe sopravvissuti malamente in un tugurio bevendo acqua di fonte e zappettando un magro orto. Oggi, al di là che siamo stati istruiti dal Sistema mercantile-capitalistico a “comprare tutto”( magari con sconto da Lidl, ma il prodursi da mangiare da sé è nozione perduta per quasi tutti) le bollette e le tasse comunque incombenti, hanno reso l’essere umano in difficoltà del XXI Secolo un indigente immediato ed umiliato che può solo più contare su di un Sistema Solidarietà sociale sempre meno capiente.

Su questo dovrebbe riflettere chi ha incarichi pubblici: ad aiutare la popolazione a ritrovarsi ad “essere”( ad esempio un bravo arrotino…andava benissimo come lavoro qualche decennio fa, ma la Civiltà dei consumi odierna insegna che, grazie ai mezzi quasi illimitati su cui – “comprando le cose” da un Oligopolio- si può ‘far conto’, un coltello che ha perso il filo va gettato sostituendolo con un altro e non fatto affilare) più che ad “avere”.

http://www.cerchiofirenze77.org/Brani/09%20la_ragione_del_dolore.htm

Paolo Turati

PIL ITALIANO CON POCA PROSPETTVA A MEDIO PERIODO( E PEGGIO ANCORA IL PRO CAPITE)

Fitch: Italia fanalino di coda per potenziale crescita. REUTERS/Toby Melville

Peraltro, il problema( alla vigilia, vieppiù della fine del QE), al di là dei proclami più o meno politicamente intrisi, è relativo in modo assai aggravato alla carenza di crescita non tanto e non solo del Pil, quanto del Pil pro-capite, rispetto a tre lustri fa, che ha subito un’ulteriore vulnus del 10% circa rispetto alla già stentata dinamica del Pil.

Paolo Turati

Fitch: Italia fanalino di coda per potenziale crescita | Prima Pagina | Reuters
MILANO (Reuters) – L’Italia è il fanalino di coda tra le economie avanzate in termini di potenziale di crescita…
it.reuters.com

http://it.reuters.com/article/topNews/idITKBN19L0Z4-OITTP

LA GRANDE FUGA DAI BTP

Due pesi massimi( tedeschi) della Finanza mondiale azzerano le posizioni sui BTP italiani. Si accentua( invero è già iniziata da sei mesi: confidiamo che chi avesse letto i nostri report allarmanti già in allora abbia provveduto a disfarsene in tempo) la grande fuga, giocando in anticipo sulle criticità evidenti del Sistema italia: si avvicina la fine del QE, le Elezioni col Metodo “alla tedesca” presumibilmente non consentiranno un Governo autonomo in Italia, le sofferenze bancarie sono ancora un mare magnum inesplorato, il Debito Pubblico continua a salire pur dopo un quinquennio di tassi zero al servizio della remunerazione del medesimo, il Pil non cresce( rivisto al ribasso dall’Ocse nel 2018: +0,8%) e la disuccupazione non si schioda dal 11-12%. Timori di necessità di richiesta di assistenza all’Esm iniziano ad affiorare nei pensieri dei più pessimisti.

Si osservi la “meraviglia” del grafico del BTP 30LE 2,7%( che anche oggi ha perso il suo 1%).

Nessun testo alternativo automatico disponibile.

Paolo Turati

I timori delle grandi banche internazionali sul voto anticipato e sull’effetto della legge elettorale proporzionale che avvicina la Troika
affaritaliani.it

Fine della grande industria in Italia…un vicolo cieco

http://mobile.ilsole24ore.com/solemobile/main/art/impresa-e-territori/2017-06-01/il-futuro-dell-ilva-lunedi-arriva-decreto-154526.shtml?uuid=AEohEBXB&refresh_ce=1

Paolo Turati

RITIRO DELLA MAREA DEL QUANTITATIVE EASING? METTERE IL COSTUME!

Occorre prepararsi al post quantitative-easing che, quando si concretizzerà, andandosi il mare di denaro gettato nell’oceano a ritirarsi, troverà molti che stavano nuotando senza costume.

Paolo Turati

FRANCOFORTE (Reuters) – La politica ultra accomodante della Banca centrale europea è ancora appropriata in linea di principio ma è legittimo dibattere sulle tempistiche di un suo abbandono alla luce del
it.reuters.com