Archivi categoria: consumerismo

EBBRAVO JIMMY…KORS!

Sarà poi oro vero, tutto questo luccichio del consumo di prodotti brandizzati nati ieri?

Paolo Turati

http://it.reuters.com/article/businessNews/idITKBN1AA0NJ-OITBS

Micheal Kors sborserà 1,2 miliardi dollari per le scarpe Jimmy Choo

Micheal Kors ha comunicato di aver chiuso un accordo per acquistare la celebre marca di scarpe e borse Jimmy Choo sborsando 896 milioni di sterline, pari a 1,17…

Edilizia: la casa, da bene rifugio a bene incubo

Un’Economia sana riparte solo dopo che è ripartita l’Edilizia, che, non solo costituisce il 15% del Pil, ma genera un indotto diffuso. Da quando la casa da bene rifugio è diventata bene incubo per le tasse di cui è caricata( e sta per arrivare una stangata ulteriore con l’incremento di quelle successorie, di donazione e in generale -compravendite, Imu- di quelle susseguenti all’aumento previsto delle rendite catastali), il livello di solidità del nostro Paese sta deteriorandosi. E’ vero che l’Italia ha oltre l’80% di famiglie che detengono un immobile almeno e, quindi, il Mercato è non poco saturo, specie in una fase di globalizzazione lavorativa in cui la tendenza a spostarsi a vivere altrove è sempre più marcata, non di meno, proprio per questo, se non si vuole che i valori degli immobili crollino oltre quanto già accaduto, occorre defiscalizzare fortemente, anche con una politica tributaria che guardi con favore al consolidamento( vedi i terremoti) e all’ammodernamento delle strutture edilizie, che in Italia sono spesso antiche e di pregio.

Paolo Turati

Negli ultimi 6 anni, nuove licenze calate del 65%, ore lavorate del 28,6%
agi.it

HIGHWAY 66 CONTRO SS1 AURELIA NEGLI STORICI MARCHI DELLA “BENZINA CHE FU”

In pieno periodo di fracking( la frantumazione chimica a pressione idraulica nelle profondità della terra degli scisti contenenti idrocarburi in modo da rendere certe Economie, segnatamente quella Usa, sempre più energeticamente indipendenti) e con in prospettiva a medio-breve la trasformazione della motorizzazione di tutta la trazione su gomma in forma elettrica( passando per un periodo “ibrido”), non può non manifestarsi un tuffo al cuore quando si pensa alle Stazioni di servizio del periodo della Prima automobilizzazione umana, all’odore della benzina e dei suoi vari ottani ed alle loro insegne, che hanno davvero rappresentato un’Era, ma non solo come emblema del Consumerismo sempre più arrembante ma addirittura come forma di presidio territoriale. Sapere che “là” c’era una stazione di servizio infondeva( come in realtà anche oggi) un pensiero tranquillizzante. E non c’era( e non c’è) da andare lontani, che so all’insegna Texaco che si manifestava come un miraggio dopo cento miglia di strada deserta nel bel mezzo dell’ Arizona sull’Highway 66. Il distributore Agip in piena Maremma sulla Via Aurelia non era certo un punto di riferimento di minor conto per i primi automobilisti che si sentivano chiedere, dopo il ‘pieno’( una volta, il costo del carburante era tale che non si centellinava come oggi): “acqua e olio a posto?” .

Non è peregrino immaginare come il design delle insegne sia stato concepito in modo da attrarre nel modo commercialmente più valido l’immaginario collettivo dei consumatori di ottani, stante che il “prodotto” era, come peraltro ancor oggi, praticamente equivalente( tutta la benzina arriva da poche raffinerie) e, in allora, non c’era libertà di prezzo da parte dei gestori delle catene di pompe di benzina( già in quei tempi, non di meno, la benzina era caricata di non poche accise, da quella per la Guerra di Libia a quella del Terremoto del Belice, balzelli non da poco, ad oggi giunti a rappresentare oltre il 60% del prezzo al litro alla pompa). Ed ecco che, in uno scontro titanico fa quelle che già allora erano le Sette Sorelle del petrolio, il Cavallo alato della Mobil Oil si batteva come un Pegaso contro il Cane sputa-fuoco a sei zampe dell’Agip, in uno contesto quasi mitologico in cui l’elemento del movimento e della dinamica si evidenziava anche nelle reclame televisive e radiofoniche( “con Api si vola”!).

Più flemmatici, come da copione, gli Inglesi, col loro “verdone” a fare da campo alle iniziali in giallo della British Petroleum, mentre i Francesi della Fina( Gruppo Total), in modo sciovinisticamente abbastanza scontato, battevano il loro bleu-blanc-rouge, così come pure gli americani dell’Amoco, essendo in effetti la bandiera Usa fatta degli stessi colori base di quella francese, i quali avevano però aggiunto una fiaccola( quella della Libertà, si può ben immaginare, in particolare di viaggiare in auto).

Queste insegne storiche hanno oggi un valore non irrilevante e vengono addirittura battute in Asta, come recentemente Sotheby’s nell’Asta milanese “Duemila ruote”, anche a varie migliaia di Euro.

Rosalba Pastorino

( estratto dal numero di Italia Arte che sarà in Edicola a Giugno)

Banca Mediolanum a Torino con Turati, Albesano e Porchietto sui Piani individuali di Risparmio

INVESTIRE NE “LE NOTTI D’ORIENTE”: SE PO’ FA’, MA…CONSAPEVOLMENTE( E BECCATI ANCHE LA RIMA)

Esemplificativamente: un messaggio informativo tratto dal sito Borsaitaliana fatto bene, pur con scontate( d’altra parte bisogna pur vendere) lusinghe implicite per attirare il risparmatore “goloso” ormai abituato a rendimenti pari a zero da anni( 10% o 5,25% di cedola annua – ma il fatto che sia lorda del 26%, anche se è una nozione comune, lo si deve andare a leggere nei dettagli- con immagine di bellezza femminile etnica come testimonial, slurp!), e che consente a chi legge una scelta consapevole, a partire dalle serie storiche pubblicate chiaramente in forma grafica del cambio TRY e INR contro EUR e dagli scenari di rischio. Detto questo, non pochi i dubbi sull’opportunità per un risparmiatore di arrischiarsi su terreni che lo espongono a una perdita potenziale in teoria illimitata( che ne si sa, ad esempio, se la Turchia deflagrerà o meno a 2 anni di distanza) a fronte di un pagamenti per il rischio che non è detto che rappresenti un upfront accettabile.

il pagamento delle cedole, il rimborso del capitale, le operazioni di acquisto e vendita sul mercato secondario sono regolati in Euro,
mailing.sginfo.it

E’ scoppiata la Guerra( ma non ce ne si vuole rendere conto)

Wilbur Ross, Segretario al Commercio Usa: “Siamo da anni in una guerra commerciale, ma adesso la differenza è che le nostre truppe alzeranno i bastioni”. Se non è una dichiarazione di guerra questa… . E non è mica colpa di Trump, il quale deve purtroppo prendere delle misure che contrastino le scelte scellerate, per gli Americani in particolare ma anche per il Mondo in generale, delle Amministrazioni Usa che lo hanno preceduto sin dai tempi di Bush.  In altre “Ere”, di fronte alla portata di congiuntura come questa, la prudenza avrebbe fatto rimettere i remi in barca agli investitori di tutto il Mondo, ma i mercati finanziari odierni paiono ridersene, così come dell’eventualità che l’Europa deflagri da un momento all’altro, e inanellano massimi su massimi, incuranti dei dati macroeconomici che in gran parte( inflazione che non ce la fa a schiodarsi, produzione che langue, disoccupazione sempre più allarmante, consumi rachitici, mercato immobiliare – l’unico, che col suo indurre quasi 20% del Pil nei momenti positivi, dovrebbe essere sostenuto dagli Esecutivi per cercare di dar vita alla ripresa, mentre invece si pensa solo a deprimerlo ancor più ipertassandolo- avvitato al ribasso clamoroso da anni) sono negativi, e da tempo. I Demiurghi del Risparmio Gestito, cioè la più importante e imponente industria del Mondo globalizzato, fin che lo vorranno, terranno i Borse e Bonds a livelli magari anche più alti ancora di questi, e potrebbero anche riuscirci per un periodo non breve. Ma poi, quando lo si deciderà attorno ad un tavolo con non più di 4 sedie attorno o si verrà superati da eventi geopolitici non più controllabili, “verrà giù tutto e tutto assieme” e il conto lo pagheranno i piccoli e medi risparmiatori privati( i grandi finanzieri si saranno a quel punto già protetti con debite operazioni “contrarian”), che sono stati il carburante( con la loro ingordigia subliminale di non voler rinunciare a continuare a investire vieppiù anche quando “inizia a fare troppo caldo”) di questa che verrà ricordata come la più grande bolla speculativa di tutti i tempi.

Paolo Turati

Clima teso in vista del vertice col presidente Xi «Deficit troppo alto, a rischio i posti di lavoro»
ilgiornale.it

COMPRAVENDITA DI OPERE D’ARTE E SIAE?MEGLIO DDSEXIT!

Tegola sulla testa che potrebbe risultare letale in un momento già di per sè pessimo per quelle fra le grandi case d’asta operanti in Francia( e altrove ) che hanno ritenuto di far pagare negli anni passati il Diritto di Seguìto sulla compravendìta delle opere d’arte al compratore anzichè, come previsto da questo peraltro stolto( come molti altri) in qualunque modo lo si analizzi Regolamento europeo. Va da sè che gli Inglesi, che non sono sciocchi, con la Brexit elimineranno questa gabella parassitaria e rafforzeranno ancor più la preminenza londinese nel settore.

Paolo Turati

A French court has changed the way that resale royalties are handled, and Christie’s Paris is not having it.
news.artnet.com