Archivi categoria: caravaggio

VIDEO SILVA & TURATI MERCA(R)TOR: GRONCHI ROSA E CARAVAGGIO

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CARAVAGGIO FRA LA NATURA MORTA E I SUOI “MODELLI”…VIVI!

La vicenda di Caravaggio fra la natura morta e i suoi…’modelli’ vivi: da Cecco Boneri( ritratto variamente, ad esempio nel “San Giovannino”) a Mario Minniti( ritratto proprio in questo “Ragazzo con canestra di frutta” esposto da oggi alla Galleria Borghese nella mostra, da non perdere, “Caravaggio e la natura morta”), che, divenuto poi pittore nella sua Sicilia, aiutò il Maestro in fuga da Malta inseguito dai Cavalieri Giovanniti. Questo ed altro nel mio libro su Michelangelo Merisi NOTTURNO BAROCCO, Ananke, 2005.

Paolo Turati

Caravaggio e la natura morta – Ultima Ora

C’è anche un capolavoro assoluto come la ‘Canestra di frutta’, raro da vedere in mostra e prestito eccezionale della Pinacoteca Ambrosiana, nell’esposizione che dal 16/11 al 19/2 racconta alla Galleria Borghese la rivoluzione di Caravaggio e la…

ansa.it

http://www.ansa.it/…/caravaggio-e-la-natura-morta_4ac427f8-…

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https://www.amazon.co.uk/Notturno-barocco-Storie-vita-Caravaggio/dp/8873250912

Dovesse fallire il Mondo…ne saremo infortati(ci)ssimi

Non è per nulla chiaro se il Pil mondiale attuale, costituito in gran parte solo più da imprese che forniscono informazioni( le prime 4 per capitalizzazione di Borsa, a partire da quasi 600 miliardi di $, al Mondo sono le americane Google, Apple, Microsoft e Facebook) possa reggere… .

Paolo Turati

http://www.quotidiano.net/google-apple-1.1696299

Paolo Turati

A MALTA SULLE ORME DI CARAVAGGIO COL SUO BIOGRAFO PAOLO TURATI PER FLYING ANGELS ONLUS

Malta 1 Malta 2 Malta 3 Malta 4

CARAVAGGIO, “RAGAZZO CON CESTO DI FRUTTA”, BEL CENNO DELLA SAATCHI GALLERY

Il Mio libro su Caravaggio “Notturno Barocco”, Ed. Ananke, 2005 .
http://www.lafeltrinelli.it/products/9788873250913/Notturno_barocco/Paolo_Turati.html
Nel caso, oltre al bel cenno della Saatchi Gallery per il 420mo anno di esistenza di questo lavoro di Michelangelo Merisi, buona lettura!
 
Paolo Turati
 

In honor of the great Caravaggio, who was born this day in 1571, browse our Young Masters collection for updated takes on iconic work: http://goo.gl/wKCm09

This painting from 1593 is Caravaggio’s “Boy with a Basket of Fruit,” currently housed in the Villa Borghese.

Foto: In honor of the great Caravaggio, who was born this day in 1571, browse our Young Masters collection for updated takes on iconic work: http://goo.gl/wKCm09 This painting from 1593 is Caravaggio's "Boy with a Basket of Fruit," currently housed in the Villa Borghese.
 

CARAVAGGIO, GIOVEDI' 7 OTTOBRE ALLE H 18 ALL'ACCADEMIA ALBERTINA DI TORINO CON PAOLO TURATI

Giovedì 7 Ottobre parlerò alle ore 18 all’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino sulla figura del Caravaggio, di cui sono biografo sin da tempi non sospetti con il mio libro "Notturno Barocco"( Ananke Edizioni).

PAOLOTURATI-NOTTURNO BAROCCO

TURATI-NOTTURNO BAROCCO
PREFAZIONE AL ROMANZO DI PAOLO TURATI «NOTTURNO BAROCCO»(di Angelo Mistrangelo). L’AVVENTURA LE IMMAGINI E LA MAGIA DELLA LUCE («L’essercitio mio è di pittore»-Caravaggio). Il fascino, l’avventura, la storia di Michelangelo Merisi detto il Caravaggio, costituisce il tema conduttore del libro «Notturno barocco» di Paolo Turati, che per le edizioni «Ananke» ha già pubblicato, insieme a Silvia Pepe, «Il risveglio del faraone». Un ricerca, la sua, legata alla figura e al tempo in cui è vissuto il Caravaggio, secondo una rilettura che prende spunto dalle «Annotazioni diarie sul mondo» di Francesco Merisi, cugino dell’artista e voce narrante del volume che «ci accompagna attraverso gli eventi dell’epoca con la saggezza ed al tempo stesso con la curiosità con le quali ha inteso costantemente governare la esistenza sia propria sia di colui che tanto aveva amato». In tale angolazione, il racconto fluisce con la strenua energia di un linguaggio limpido e capace di rievocare l’essenza di un’avventura quanto mai straordinaria, intensa, misteriosa e magica che Vittorio Sgarbi ha presentato nell’ambito della grande mostra «Il male. Esercizi di pittura crudele», allestita alla Palazzina di Caccia di Stupinigi e curata da Vittorio Sgarbi. Un appuntamento che ha rinnovato l’indagine intorno al maestro del «Riposo durante la fuga in Egitto» della Galleria Doria Pamphili a Roma, che all’esposizione torinese era rappresentato da «Seppellimento di Santa Lucia» del 1608 e «Fanciullo morso da un ramarro» del 1595-96, proveniente dalla Fondazione di Studi di Storia dell’Arte Roberto Longhi. E proprio Roberto Longhi ha scritto:«…è il primo a ridurre tutto il mondo alle dipendenze stilistiche della luce: la quale crea indifferentemente le sue forme semplici sia sulla forma umana che sulla materia estranea all’umanità», mentre suggerisce ancora il Longhi:«dalle esperienze luministiche dei suoi precursori, fra cui erano anche quel Lotto che il Lomazzo…chiama «maestro del dare il lume», e quel Savoldo in cui il Pino esalta «le ingegnose descrittioni dell’oscurità», il Caravaggio scopre la forma delle ombre, uno stile dove il lume, non più asservito, finalmente, alla definizione plastica dei corpi su cui incide, è anzi arbitro coll’ombra seguace della loro esistenza stessa. Il principio era per la prima volta immateriale; non di corpo ma di sostanza, non schiavo dell’uomo…». Dalle pagine di Turati emerge, quindi, la vicenda del Caravaggio uomo e pittore, le tensioni di un’intera esistenza, i rapporti con gli altri artisti che possono essere, in quale misura, desunti dal verbale dell’interrogatorio che subì il 13 settembre 1603, nel Tribunale del Governatore di Roma, a seguito alla querela per diffamazione inoltrata da Giovanni Baglione. «Io credo (deposizione del Caravaggio) cognosere quasi tutti li pittori di Roma et cominciando dalli valent’huomini io cognosco Gioseffe, il Carraccio, il Zucchero, il Pomarancio, il Gentileschi, Prospero (Prosperino delle Grottesche), Giovanni Andrea, Giovanni Baglione, Gismondo et Giorgio Todesco, il Tempesta et altri. Quasi tutti li pittori che io ho nominati di sopra sono miei amici, ma non sono tutti valent’huomini…Li valent’huomini sono quelli che si intendono della pittura …Io non so niente che ce sia nessun pittore che lodi per buon pittore Giovanni Baglione. L’opere di Giovanni Baglione l’ ho viste quasi tutte, cioè alla Madonna dell’orto la cappella grande, a San Giovanni Laterano un quadro, et ultimamente al Giesù la resurretione di Christo. Quella pittura della resurettione lì al Giesù a me non piace perchè è goffa et l’ ho per la peggio che habbia fatta et detta pittura io non l’ ho intesa lodare da nessun pittore et con quanti pittori io ho parlato a nessuno ha piaciuto…». E Giovanni Baglione ha sottolineato, invece, ne «Le Vite de’ Pittori, Scultori e Architetti (circa 1625)», Roma, 1642, che «Michelagnolo Amerigi fu huomo Satirico, et altiero; ed usciva talhora a dir male di tutti li pittori passati, e presenti per insigni, che si fussero; poichè a lui parea d’haver solo con le sue opere avanzati tutti gli altri della sua professione. Anzi presso alcuni si stima, haver esso rovinata la pittura, poichè molti giovani ad esempio di lui si danno ad imitare una testa del naturale, e non studiando ne’ fondamenti del disegno, e della profondità dell’arte, solamente del colorito appagarsi; onde non sanno mettere due figure insieme, né tessere historia veruna, per non comprendere la bontà sì nobil arte…». Il tono delle dispute mette in piena evidenza il carattere della personalità del Caravaggio, che Turati ha ricostruito con misura, con assoluta dedizione, con la volontà di fissare i viaggi, la straordinaria stagione pittorica, i rifermenti con luoghi e accadimenti, che scaturiscono dalla lettura degli scritti del tempo. In questo percorso all’interno della sua vita si coglie nel secondo capitolo:«E’ davvero qualcosa di speciale!» esclamò Fratel Lorenzo dopo aver osservato a lungo il materiale portatogli da Francesco. «E dire che è appena un ragazzetto…». …«Fratel Lorenzo prese nuovamente in mano le tavole ed i fogli che aveva posato sul tavolo di lavoro. I fiori, i frutti e le figure angeliche che vi era disegnati gli facevano venire i brividi. Tanti tulipani, ma anche gigli d’acqua e viole, e poi trionfi di melograni, uva, ciliegie. E giovani con le ali, bellissimi nella loro espressione viva e sorridente, così diversi dal modello normalmente inteso riguardo ai messaggeri celesti». E dai primi accenni all’abilità di Michelangelo Merisi, si snoda una narrazione che racchiude l’essenza di un discorso che Turati ha delineato tenendo conto dei documenti analizzati, concedendosi, come ha denunciato nelle note (?), solo in alcuni casi un’interpretazione personale dei fatti e degli eventi, senza però alterare lo spirito di una ricerca sfociata in un racconto caratterizzato dalla figura di Francesco, che ha detto:«La sua fama artistica era cresciuta come assai di rado capita a pittori viventi…Il Caravaggio – ormai citato in atti pubblici quali il testamento di Monsignor Ruggero Tritono di Udine «celeberrimo pictore» – aveva prodotto un numero elevato di opere di qualità, sebbenne molte delle quali avessero finito per venire contestate, ora dai committenti ora dai commentatori, ora dal più generale Ordine costituito…». La storia delle tele realizzate per la cappella Contarelli a San Luigi dei Francesi, quelle eseguite a Napoli e a Malta, le condanne, le fughe, le aggressioni, le esaltanti composizioni (da «Canestro di frutta» a «La Maddalena» al «Martirio di San Matteo»), costituiscono i capitoli del libro e di un dettato dove si ravvisa che «Egli non ama le pose, le gesticolazioni, gli sguardi troppo eloquenti. Lungi dal cadere nel teatrale, si direbbe che egli evita la drammaticità anche quando il soggetto la richiede. Non è mai enfatico» (Bernard Berenson). E Renato Guttuso ha espresso con forza che «Va notato inoltre nel Caravaggio i popolani non sono, come nella pittura lombarda di Controriforma, spettatori oranti, infelici, appestati, plebe verso la quale la pittura rivolge lo sguardo della carità. No. Sono i protagonisti: diventano il Cristo morto, San Matteo, la Madonna, Sant’Anna». Un uomo, un’avventura e un dipingere che Turati ha ricomposto, pagina dopo pagina, insieme alla storia ed alle personalità politiche, ecclesiastiche, artistiche di un’epoca, il Seicento, che ritorna ad affascinarci.

LA LEGGENDA DI CARAVAGGIO CONTINUA

La leggenda di Caravaggio continua, evidentemente, stante l’enorme successo della recente mostra romana su Michelangelo Merisi. Chi fosse interessato al tema, può leggerere il mio saggio NOTTURNO BAROCCO, edito da Ananke, in vendita presso tutte le librerie ed i bookshops di vari musei italiani ed esteri. Qui di seguito il video dell’Ansa sull’evento.

Paolo Turati

Lunghe code tutta la notte per l’ultima maratona alle Scuderie, Ansa