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TORINO “CITTA’ PALCOSCENICO”!

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L’Industria della Cultura deve anche creare fatturato ed estrarre valore dalle Città-palcoscenico europee: lo si è sottolineato ieri sera a Torino Magazine.

La “cifra” rilevante di alcune città europee di medie dimensioni: Kassel, Maastricht, Basel…Torino può far parte della partita? Se n’è appunto parlato parlato ieri sera a Torino Magazine mettendo in rilievo il tema Torino-Città/palcoscenico naturale, coi suoi portici, i suoi locali storici e tanto altro, e ragionando su come rendere sempre più efficiente e fruibile questa realtà rara, al Norman Bar davanti a molte centinaia di invitati qualificati durante uno dei consueti, sontuosi eventi, che Torino Magazine, edito dagli amici Andrea e Raffaella Cenni e diretto da Guido Barosio ha reso “abituali” da anni nella nostra Città.

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Paolo Turati

DALLA CULTURA ALLA POLITICA: UNA “PRECESSIONE” INELUDIBILE A CUI BISOGNA TORNARE

Prendo spunto da una ricerca prodottami da una cara ed antica amica, noto Avvocato torinese membro del Board del Circolo degli Artisti, del quale sodalizio io stesso ho fatto parte per anni, il più antico e nobile della Penisola, fondato nel 1847 e presieduto nel corso del tempo dai vari Cavour e D’Azeglio per una considerazione “basic” su quello che siamo stati, siamo e potremmo essere o meno. Le recenti Consultazioni Amministrative hanno sancito, con un flop netto del Renzismo postreferendario ed il sostanziale annientamento del Grillismo( non solo per l’inadeguatezza emersa dei propri vertici nazionali ma anche a causa delle conclamate inefficienze palesatesi nelle amministrazioni in carica del M5S specie nelle grandi Città) un ritorno al passato: presumibilmente, il sequel del film politico sarà un testa a testa fra Destra e Sinistra in cui emergerà chi saprà meglio esprimere i “fondamentali” dell’una o dell’alta Area. Perché, vedete, mentre c’è( e c’è stato e ci sarà sempre) chi parla( o peggio, ma per fortuna, in questi casi, c’è la Magistratura) e basta, spesso c’è chi fa, e pure bene. Si leggano i nomi degli artisti esposti nell’ importante Mostra organizzata dal Circolo degli Artisti del 1959 a Torino di cui alla ricerca sopra citata. Sedici( segnati in rosso: fra cui Pollock, Kline, l’intero Gruppo Gutai) sono Artisti che il Mercato di oggi giudica di top level( con quotazioni anche far uno e cento, diconsi cento, milioni) e dieci( segnati in nero: gli altri -non tanti Artisti -allora esposti sono sostanzialmente spariti dai radar del Mercato stesso) di livello fino ad un milione. Pensare che quasi sessant’anni fa una Città come la Torino di allora, vocata quasi totalmente all’Industria ed alla Ricostruzione del Dopoguerra, sia stata in grado di anticipare culturalmente con queste dimensioni di preveggenza i gusti attuali fa venire le lacrime agli occhi. Ma allora c’erano grandi personaggi, uno fra tutti il Gallerista Giuseppe Bertasso de “La Bussola”, che ho avuto il piacere di conoscere tanti anni fa in quanto mio cliente, mentre oggi, a Torino, praticamente le Gallerie d’Arte non esistono più e quei pochi Galleristi che resistono bravamente, lo fanno compravendendo fuori dai city limits. Che dire, poi, dei Musei, lasciati spesso in gestione a personaggi strapagati, emanazione del modestissimo ma supponente establishment subalpino senza fantasia, e non raramente, senza competenza adeguata. Assenti, inoltre, da Decenni i grandi eventi culturali che lasciano il segno e in stato di assenza di progettualità di respiro internazionale l’attività espositiva. Sessant’anni trascorsi non solo inutilmente, ma provocando danni irreversibili, nel corso dei quali, nel campo della Cultura, tutte le Amministrazioni in carica compresa l’attuale non hanno saputo esprimere in termini di contenuto neppure un centesimo di quello che ha saputo fare quella lontana Mostra del 1959.

Paolo Turati

Kandinsky’s super record at Sotheby’s London!

Kandinsky’s super record at Sotheby’s London!

P.T.

The £149 million sale represented a 45 percent increase on last year’s equivalent auction, and set new records for Kandinsky and Miró.
news.artnet.com

Trends da Art Basel 48 

Roy Lichtenstein, Damien Hirst, con prezzi in recupero da una flessione decennale dopo la recente operazione ‘muscolare’ di Venezia, Frank Stella, Pablo Picasso, Antoni Tàpies( finalmente di nuovo giustamente in gran spolvero dopo tanto tempo), Claude Monet, Robert Rauschenberg e Lucio Fontana, fra i vari “temi caldi”( per verso opposto, assenti o assai rarefatti, fra molti altri, Christo, che pare avviato ad un severo ulteriore ridimensionamento nell’interesse degli operatori nonostante il sontuoso Waterwork italiano di un anno fa, Hans Hartung, Georges Mathieu, Arman, Anselm Kiefer, Shozo Shimamoto), girovagando nei vari stands con Rosalba Pastorino di Art Basel 47 del 2017. Non è una considerazione statisticamente scientifica ma una sensazione di trend per l’anno in corso, corroborato peraltro da quelle che sono le dinamiche attuali di Mercato.
Paolo Turati

TACTICA AD ART BASEL 2017

Art Basel 47-2017, Second day, fra le “Star Galleries”: il sottoscritto da Lévy-Govry con un lavoro di Kazuo Shiraga del 1960 da 3,7 milioni, con quattro -della trentina prodotte dall’artista- “Fine di Dio ” ( valore sui 20 milioni l’una, sulla base di recenti aggiudicazioni a Londra e New York) di Lucio Fontana dai nostri di Tornabuoni e alla Fondazione Bayeler; con un Rothko e una Cattedrale di Rouen d Monet da far tremare le vene ai pollsi; Rosalba Pastorino con due opere di Josef Albers milionarie da David Zvirner, che ha di recente supportato la rivalutazione dell’artista e con una scultura di Barry Flanagan; infine una veduta della Gagosian Gallery, con, tra le altre, opere importanti di Tom Wesselman e Rudolf Stingel.

Paolo Turati

Good vibrations in “One of these nights”

Io c’ero lì, quarant’anni fa e devo dire che questo brano scritto 2 anni prima da Don Henley and Glenn Frey è quello che meglio( ancor più di Hotel California) interpreta in termini beachboysiani di “good vibrations” ciò che gli Eagles hanno rappresentato per la Musica di Fine XX Secolo.

Paolo Turati

The Eagles performing One of These Nights live in Washington DC, 1977. One of These Nights was written in 1975 by Don Henley and Glenn Frey. It was included …
youtube.com

LAND ART: UNA BALENA, MA SOLO IN ALTURA

Pensare che un’operazione di Land Art di questo fascino la si sia riuscita a realizzare in Valle Stretta( peraltro il posto più bello del Mondo e dintorni), mentre a Torino, che dovrebbe essere la Capitale italiana dell’Arte Contemporanea, manco si vede l’ombra di qualcosa del genere da sempre, la dice lunga e non è che un esempio dell’inadeguatezza della gestione del fenomeno artistico nel Capoluogo subalpino.

Paolo Turati

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Giulia Turati ha aggiunto 2 nuove foto.

LAND ART: uno SCHELETRO DI BALENA è emerso a quasi 2000 metri di altitudine, sul confine montano Italo-Francese, tra le rocce ed i pini che incorniciano le acque del magico Lago Verde! 🌲🏞🏔🌈

Lo scheletro in questione, appoggiato nella caletta più riparata dell ‘ incontaminato lago nel cuore della Valle Stretta, è l’ installazione artistica in materiale ecocompatibile di 3 artisti Valsusini : Carlo Abbà, Oscar Franzini e Maurizio Perron.