Archivi categoria: antica roma

CRIMINI “CANONICI”: 415 d.c. L’ASSASSINIO DI IPAZIA

Oggi noi ci scandalizziamo, e giustamente, dell’ Isis, ma consideriamo che la nostra “beneamata” Madre Chiesa ha parimenti e ancor più perpetrato crimini simili nel suo passato neppur così remoto. I numeri dell’Inquisizione sono da record assoluto di omicidi efferati ma anche casi più numericamente irrilevanti, come quello dell’assassinio truculento di Ipazia, una delle menti più limpidamente geniali della Storia del Mondo, che segnalo in questo milleseicentesimo anniversario, sono terribilmente significative nel loro essere rivoltanti. E noi, belli belli…ancora oggi nella sola Roma 10 mila testamenti all’anno designano il Clero come erede: http://www.dagospia.com/rubrica-4/business/mattone-crocifisso-chiesa-paese-immaginario-che-ha-51010.htm . La prossima volta che rinasco( a proposito, Ipazia fu fatta fuori proprio col pretesto di essere neoplatonica), ci penso ben ben a dove finire geograficamente…il più lontano possibile da Roma è sicuro.

Paolo Turati

Gemma Beretta ha ricostruito la vita, le idee e la fine orribile di una straordinaria «caposcuola» del pensiero neoplatonico nella tarda antichità
corriere.it

CHIESA E COMUN(ICAZ)IONE NEL TERZO MILLENNIO: SE SEI (STATO) PAPA, SANTO QUASI SUBITO…E GLI ALTRI?

20141013_103814Ragionavo qualche giorno fa di fronte a questa stele, posta nella piazza principale di un paese veneto che sorge vicino al Piave, in ricordo dei caduti nelle due Guerre mondiali sul fatto che, dopo Secoli( in cui ne erano stati fatti pochissimi, uno solo nell’ultimo) tutta la “batteria” degli ultimi Papi( escluso il povero Luciani, una Diocesi nella quale era stato Vescovo durante il suo cursus honorum comprende, guarda caso, proprio il paese di cui sopra) siano stati fatti Santi quasi subito( e, probabilmente, in attesa di “vedere che fare” di Ratzinger, Bergoglio lo sarà ancora in vita).

Ora: che Roncalli fosse un buono, Montini un impegnato con sollecitudine e Wojtyla un quasi martire, nessuno lo mette in dubbio ma, al di là delle tecnicalità congegnate per il portamento agli altari magari senza accredito di Miracoli, basta essere buoni o impegnati per essere fatti Santi? O basta essere Papi( ritornando agli usi paleocristiani: evidentemente, quando la Chiesa è in crisi, oggi col Vatigate e la pedofilia come ieri con le persecuzioni  neroniane, ecco che la comunicazione mediatica assume come testimonials i reggitori pro tempore deceduti ). Perché, se no, che dire di tante parsone comuni che tutti i giorni della loro vita sono buoni e si impegnano all’inverosimile per sé, i più tirando su una famiglia, e per gli altri? O di coloro che hanno dato la vita per la difesa della Patria, magari dopo una vita certamente non faraonica come quella fra le mura vaticane?

Se si legge con attenzione la stele, si osserva come circa metà dei morti sul Piave fosse figlio di un “fu”( e non di un “di”), il che significa che a 25 anni medi( erano tutti ragazzi della fine degli anni Ottanta e degli anni Novanta dell’Ottocento), avevano già perso il padre, certamente per la vita grama di quei tempi contadini. C’è addirittura un giovane, caduto in battaglia nel 1916 il cui figlio, concepito nel 1915, sarebbe poi morto nella Seconda Guerra Mondiale, come riportato nella stessa stele.

E questi ultimi, e chissà quanti altri, niente Santi?

Paolo Turati

BUON…NATALIS DIES SOLIS INVICTI!

File: Gerard van Honthorst 001.jpg

Io non so se si sia davvero verificato l’evento natalizio che la dogmatica cristiana fissa a 2014 anni fa: lo storico che è in me tende, in verità, allo scetticismo in merito, non essendovi sostanzialmente alcuna contezza documentale coeva di un tale fatto, e tanto rilevante, in un periodo in cui( e, peraltro, anche già da un paio di millenni prima) le testimonianze documentali abbondavano su ogni… cosa anche di ben minore rilievo. Probabilmente è la Chiesa cristiana delle Origini ( quella “vincente”, scaturita dalla “presa di preminenza”, poi, da parte dei vari Sant’Ambrogio, Sant’Agostino e San Girolamo) che ha creato ex post le proprie stesse radici. Certo è, però, che questo giorno, che i seguaci di Mitra chiamavano “Dies Natalis Solis Invicti”( cioè il Solstizio d’Inverno, quando i Sole riprende a dirigersi verso i cieli boreali) è da sempre stato un momento di forte perturbazione energetica, in genere positiva, nei mondi  minerale( anche solo considerando la precessione degli equinozi), vegetale( un aspetto tipico: la perdita delle foglie da parte delle piante in attesa della Primavera) ed animale( il senso di forte appartenenza e condivisione della razza umana in questo giorno, spesso gelido e nevoso, che tende – compreso Uncle Srooge!- per propria natura e far aggregare).

E allora, nel consigliarvi la lettura del contributo di cui qui di seguito, e la visione della meravigliosa Natività di Gerard Van Honthorst, Buon Natale a tutti, ovunque e con chiunque voi siate e comunque vi orientiate su una questione come questa, tanto grande e abbacinante!

Paolo Turati

Per inspiegabile che sembri, la data di nascita di Cristo non è nota. I vangeli non ne indicano né il giorno né l’anno fu assegnata la data del solstizio d’inverno perché in quel giorno in cui il sole comincia il suo ritorno nei cieli boreali, i pagani che adoravano Mitra celebravano il Dies Natalis…
riflessioni.it

Il team di Tactica in Seminario a Castelbrando sulla Via Claudia Augusta nella Marca Trevigiana

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Le propaggini imperiali romane che si estendono nell’Alto Medio Evo lungo la Strada(che venne usata fino alla fine dell’Impero, compreso il Periodo Flavio di Stilicone) Claudia Augusta nella Marca Trevigiana. Il team di Tactica in Seminario(fra le immagini, scattate da Rosalba Pastorino, il sottoscritto al tavolo del board relatorile nella Sala Giulia e a fianco di un’ armatura del Periodo imperiale augusteo)a Castelbrando, l’immensa struttura(è uno fra i più grandi castelli europei) che torreggia ultramillenariamente sulle Prealpi prospicenti a Conegliano veneto.
Paolo Turati

QUATTRO GRANDI PER UN UOMO D'ONORE

QUATTRO GRANDI: MARCO ANTONIO, WILLIAM SHAKESPEARE, MARLON BRANDO E EMILIO CIGOLI(LA PIU' BELLA VOCE ITALIANA DEL XX SECOLO)…SCUSATE SE E' POCO… .

Paolo Turati

Facebook video search engine – Giulio Cesare (Julius Caesar) 1953 U.S.A., di Joseph L. Mankiewicz. Marco Antonio: Marlon Brando (doppiatore:Emilio Cigoli) Prima versione cinematografica. W. Shakespeare, " Giulio Cesare ", atto III – scena IIFriends, Romans, countrymen, lend me your ears;I come to bu 

COME SAN TOMMASO…

Buona Pasqua a tutti ed un suggerimento per chi ritenga: quello di leggere il Vangelo di Tommaso di Mario Pincherle( disponibile sul sito dei miei amici della Macrolibrarsi, nota casa editrice e di distribuzione cesenate diretta a livello commerciale dall'ottimo Alvise Fedrigo). Data la sostanziale irrilevanza storiografica delle Sacre scritture"ufficiali"( rimaneggiate, se non peggio, e "selezionate ad usum" nel corso dei Secoli,specie il quarto ed il quinto)perchè non analizzare con senso critico le altre(poche) fonti disponibili,cioè i Vangeli Apocrifi e quelli Gnostici?

Paolo Turati

www.macrolibrarsi.it

Il Vangelo di Tommaso con testo copto a fronte 

ERA D' ESTATE, COME ORA, NEL 408 D.C….ERA LA FINE DI UNA GRANDE VITA

Fine di una grande vita…le parole che seguono mi hanno profondamente commosso…mi dicono qualcosa…sono di Rosario Magrì, esimio primario neurologo milanese mancato qualche anno fa, e, contemporaneamente, scrittore, autore, come il sottoscritto, di romanzi storici, nella fattispecie sulla medesima figura di Stilicone( il mio é "Stilicho", Ed. Morea)…mi permetto di consigliarne la lettura… .

Paolo Turati

“Stilicone si fece un ultimo segno di croce. Si tolse l’elmo, lo depose per terra accanto a sé. Si tolse il mantello, andò ad appenderlo al ramo d’un albero, dopo averlo piegato con ordine. S’inginocchiò davanti al ceppo, regolando la posizione delle ginocchia alla distanza giusta, in modo che il collo lasciasse pendere il capo… Erodiano sfoderò la spada. La testa penzolò, lasciando una scia di sangue. Così morì Stilicone, l’ultimo eroe di Roma.
Onore alla sua memoria.”In modo così lapidario, caratteristica particolare della prosa di Magrì, si conclude la vicenda umana del nobile Stilicone.

Figlio di un barbaro e di madre romana, Flavio Stilicone è, come il padre, ufficiale della guardia imperiale dell’imperatore Teodosio; salirà nella gerarchia di corte fino a sposarne la figlia, Serena, e a divenire tutore dei due figli dell’imperatore destinati a succedergli. Le sorti dell’impe…