Archivi categoria: agricoltura

INVESTIMENTI 2017-IMPRESSIONI D’INVERNO

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IMPRESSIONI D’INVERNO SUGLI INVESTIMENTI NEL 2017: come da tradizione segnalo la mia “vision” sulla base degli studi quantitativi che ho effettuato e su quella relativa ad ‘interviste’ che ho fatto ad una ventina dei miei contatti top worldwide in ambito finanziario. Chi avesse avuto la “fortuna” di seguire le mie Finance Winter Impressions dello scorso anno non ha, immagino, avuto motivo di lamentarsi( https://paoloturatitactica.wordpress.com/…/investimenti-ne…/): più o meno tutte si sono rivelate coerenti con quanto poi verificatosi sui mercati.
Per il 2017, vedo un mercato immobiliare delle grandi città in buona ripresa di volumi e, con lieve scostamento “un po’ più in là”, dei prezzi, un Art Market( Impressionist &Modern, Postwar & Contemporary) ancora resistente sui prezzi top degli artisti internazionalizzati( e con, forse, quache recupero di Maestri nazionali di Paesi Club Med come l’Italia, la Francia e la Spagna -immagino, fra i vari, rispettivamente, Vedova e Tancredi, Hartung, Tàpies( nell’immagine)- e sudamericani come Matta )ma grandi difficoltà nel mantenimento dei volumi, come dimostrato dall’outplacement continuo( auto o sp”i”ntaneo) di vari soggetti delle Case d’asta internazionali dirottatisi verso strutture meno generaliste.
Bonds pubblici con prezzi in calo e rendimenti in ancora in rialzo in Usa già subito dalla prima metà dell’anno, immagino per almeno due anni, così come quelli dell’Area Euro, segnatamente dalla seconda metà dell’anno( con lo spegnersi progressivo del QE), a riconferma di un movimento già evidente oggi e che perdurerà anche in questo caso per anni, con tagli drastici nei corsi dei titoli a tasso fisso di lungo periodo. Idem sui bonds corporate e finanziari con in più la variabile della solvibilità dell’emittente: i prossimi 10 anni saranno quelli dei default, più o meno pilotati, sia di soggetti privati che di Enti sovrani, sicchè da porre la massima attenzione a dove si mettono, a quanto lungo periodo e a chi si danno i soldi. La Borsa americana mi stupirebbe dovesse tenere, specie sui tecnologici, questi livelli di capitalizzazione( che mi paiono sopravvalutati del 30% almeno), dopo di che buona fortuna a chi dovesse essere così bravo da guadagnare ancora dopo che negli ultimi 15 anni gli indici Usa sono saliti del 1500% nel comparto tradizionale e del 4000% in quello tecnologico. Il tutto mentre Borsaitaliana perdeva, sempre negli ultimi 15 anni il 45%, ragion per cui mi appare meno pericolosa, anche se di volatilità divenuta ormai inaccettabile, così come quelle in ambito Euro, ragion per cui, se proprio si vuole, qualche chips la si potrebbe anche puntare ma consci dell’alto rischio e dei margini che non saranno probabilmente elevati. Sulle valute attenderei il flesso minimo della Sterlina nel prossimo anno( mentre il Dollaro potrebbe rafforzarsi a causa dell’aumento dei saggi d’interesse) e poi l’acquisterei con una certa convinzione, stante che la dinamica del Pil del Regno Unito è tuttora eccellente e non potrà che migliorare nel lungo periodo, mentre situazione differenziata per le derrate agricole, con ancora in flessione o, al più, stabili nei prezzi i prodotti cerealicoli, mentre quelli bio o vegan ( noci e simili e legumi) appaiono sempre in maggior spolvero. Oro e petrolio stabili o con upsides ragionevolmente stimabili in un 10%, dopo le buone performances del 2016.

Tactica all’elogio del Panettone

ART & FOOD AL MUSEO MIIT CON TACTICA

Con grande piacere ho introdotto stasera con Guido Folco l’apertura di Stagione con una Mostra sui rapporti fra Arte e alimentazione sostenibile in concomitanza con “Terra Madre”.

Paolo Turati

Tactica al Superga Park Tour 2016

Come ogni anno sono salito a Superga( in bici: è una delle mie preferite, una palestra che pratico un centinaio di volte all’anno) per il Superga Park Tour( il 2016 è il primo dopo l’inserimento nell’Unesco), organizzato dagli amico del Parco Po Ippolito Ippolito Augusto Poldo Ostellino, Direttore, e Monica Mantelli.

Paolo Turati

foto di Paolo Turati.
foto di Paolo Turati.

CONFAGRICOLTURA TORINO, SIMPOSIO DEL 2 SETTEMBRE 2016, CON PAOLO TURATI E ALTRI ECCELLENTI RELATORI: DAL TTIP, ALLA CARNE PIEMONTESE, AL…CIBO DI STRADA.

Serata di grande spessore, ieri sera a Confagricoltura Torino, con l’eccellente organizzazione dell’amico Ercole Zuccaro, Direttore dell’Ente, e del Presidente Paolo Dentis. Si è parlato con validissimi relatori anche di carne piemontese e, dal sandwich al Kebab, passando per il sushi, di “cibo di strada”.

Lo Staff di Tactica

Intervento di Paolo Turati sul TTIP al Simposio Confagricoltura Torino del 2 Settembre 2016

Descrizione

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COSA PROPONE IL MENU AGROALIMENTARE DOPO IL NAFTA E IL TTP: IL TTIP

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COSA PROPONE IL MENU AGROALIMENTARE DOPO IL NAFTA E IL TTP: IL TTIP

A partire dagli Anni Novanta del Secolo scorso ha subito ulteriori accelerazioni rispetto al già consistente processo di globalizzazione susseguente al Crollo del Muro di Berlino la fenomenologia della Liberalizzazione commerciale strutturata per Macroaree geografiche. A partire dal NAFTA( North America Free Trade Agreement) del 1994, che interessava Canada, Usa e Messico, fino al TTP( Trans Pacific Partnership) di inizio 2016 coinvolgente 800 milioni di persone( 12 Paesi e il 40% dell’Economia Mondiale) sui due versanti dell’Oceano Pacifico, si è giunti anche sulle sponde dell’Oceano Atlantico alla fase terminale( anche se irto di polemiche che paiono spesso far immaginare che le trattative possano rompersi) di un accordo, quello del TTIP( Transatlantic Trade Investment Partnership, tra Usa e Eu), estremamente corposo, sia per quanto attiene al numero di popolazione interessata che per quanto riguarda la massa dei rapporti commerciali( 1000 miliardi annui di interscambio), segnatamente per il settore agroalimentare, stante che USA e UE importano ed esportano congiuntamente un quinto del commercio del medesimo comparto( 360 miliardi di Dollari).

Al di là delle principali criticità prospettate dagli oppositori del TTIP, in particolare sul rischio plausibile che in prospettiva vadano a prevalere a vantaggio delle Multinazionali Usa sulle singole Legislazioni nazionali i contenuti di quello che è sostanzialmente un contratto commerciale sovranazionale, nonché in relazione alla complessità di dirimere in modo equo con arbitrati internazionali le controversie, andiamo qui di seguito ad accennare ad alcuni aspetti riguardanti il settore agroalimentare.

Utilità e svantaggi possibili per i contraenti sono tuttora in corso di analisi, non di meno, alcuni capisaldi, in caso di conclusione dell’accordo, sono da rimarcare come irrinunciabili. Data per scontata la necessaria reciprocità, va considerata come fondamentale la trasparenza commerciale delle Indicazioni Geografiche e della tutela della salute del consumatore( Ogm nei cereali e ormoni nelle carni). Quanto all’ accessibilità, appare evidente come il principale aspetto riguardi l’eliminazione dei dazi, per l’87,5%( che sale fino al 97% comprese le esclusioni temporanee poliennali): apparentemente, correlando il fatto che l’attuale impianto daziario europeo è mediamente più oneroso( doppio) di quello Statunitense e che le esportazioni UE verso gli Usa sono maggiori del 50% di quelle degli Usa verso la Ue, il raggiungimento di un punto di equilibrio appare verosimile.

Quello che va disaminato in forma più profonda a tutela del nostro Paese appare il fenomeno della contraffazione e del cosiddetto “Italian sounding” in campo agroalimentare, specie se si considera che l’Italia è la decima nazione al Mondo nell’export agroalimentare( un po’ meno del 4%- di cui vini e spumanti, superata ormai la Francia, costituiscono oltre il 20%- che va a determinare quel 50% del totale mondiale di esportazioni delle prime dieci) e che il brand “Made in Italy” è tuttora fra i primissimi al Mondo.

“Faderalimentare” ha calcolato in 60 miliardi di Euro annui il giro d’affari mondiale( 22 in Europa) di tale aberrazione economica, troppo spesso sopportata senza far nulla, la quale rappresenta il doppio dell’export di settore Italiano verso le rispettive aree( globale e europea) e metà del fatturato del settore, che comprende ovviamente anche i consumi interni alla Penisola( dove le contraffazioni rappresentano, per ovvie ragioni, “solo” 300 milioni di fatturato).

Non esistono accordi buoni o cattivi, ovviamente. Se è vero che gli uccelli tendono a mangiare le sementi appena seminate provocando un danno alle coltivazioni, non è che uccidere tutti gli uccelli sia una buona risoluzione, come dimostrato durante la scellerata politica maoista del Gran balzo in avanti del 1958-61 quando( oltre al fatto che avendo fatto uccidere miliardi di uccelli provocando una crescita abnorme degli instetti, la quale fece ben maggiori danni rispetto a quelli dei volatili) errori valutativi impressionanti provocarono in Cina la morte di quaranta milioni di persone e la non-nascita di altrettante. Ci sono calcoli e considerazioni da fare, dopo di che, qualora si verifichi un reciproco interesse, si possono fare debite considerazioni complessive estrapolando le prospettive e decidendo di conseguenza. Tassativamente senza sbagliare, però( come fecero molti Economisti negli Anni Sessanta e Settanta che paventavano un crescita eccesiva della popolazione Mondiale mentre invece quella crescita era necessaria, come dimostrano oggi le Economie dei Paesi con consistente crescita, in grado di sostenere i consumi interni e la crescita del Pil). Se no, meglio non farne nulla.

Paolo Turati

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Tactica pro Emphasis per l’ambiente al Carignano

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