Fenomeno “Bici-Downhill-Giu-da-Matt” 

Come sempre “avanti” rispetto agli altri in termini di organizzazione e gestione dei nuovi fenomeni turistici di maggior ritorno sul territorio, gli Altoatesini( Kronplatz e la Valle Aurina sono fra i luoghi che più amo e che più ho frequentato per allenamento quando correvo in Coppa Italia di Sci Alpino)  eccellono anche per quanto riguarda il pericolosissimo ma sempre più praticato Downhill ciclistico. Da ciclista “vero”, non disprezzabile protagonista a livello agonistico per molti anni sia su strada che nel cross country, non posso amare questa specialità ma, parimenti, non posso non ammirare le capacità di chi la pratica in gara a top level. Peraltro, non faccio testo(i praticanti stanno aumentando esponenzialmente)nello sconsigliare ai semplici amatori di praticare la discesa(“ché-fa-solo-male-alla-schiena-e-bene-agli-ortopedici”)piuttosto della ben più sana salita, in bici, ma, si sa, “la fatica è sempre meno di questo Mondo” e, d’altra parte, come Economista, non posso al tempo stesso disconoscere la valenza turistica e tecnica di prodotto(le bici da Downhill stanno diventando sempre più oggetti di alto contenuto tecnologico) di questo fenomeno, per cui… buon Downhill, ma tassativamente(per la sicurezza propria e altrui) “regolamentato”, in montagna e, perché no, anche sulle colline delle città(che le hanno) e del mare.
Paolo Turati

http://www.kronplatz.com/it/estate/downhill-freeride

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