LEGGE ELETTORALE: UNA PROPOSTA EQUITATIVA

Chissà se si riuscirà a recuperare il “Superinciucione” sulla Legge elettorale “paratedesca”, con PD e Lega che hanno avuto modo, sulla base di quanto accaduto, di tornare a riconvergere nel propugnare una Legge elettorale tendente al maggioritario( peraltro non invisa neppure ai Grillini, mentre il rischio che la si faccia per Partito e non per Coalizione mette assai in difficoltà Forza Italia). In linea di massima, convengo che il proporzionalone probabilmente testé abortito non si attagliasse se non agli interessi partitici di perpetuare in eterno l’eleggibilità di una Casta che ha fatto da decenni della Politica una professione. L’optimum per poter scalzare questa piovra partitocratica s’incentrerebbe su due semplicissimi presupposti, Preferenze e Voto Disgiunto, in un “ambiente” maggioritario con Collegi uninominali a maggioranza semplice senza capilista bloccati e con premio decrescente ai Partiti in funzione del risultato nazionale( ipoteticamente, ma volendo raffinare in modo toale il calcolo basterebbe applicare l’inverso dell’algoritmo- https://it.m.wikipedia.org/wiki/Punteggio_FIS#Come_viene_calcolata_la_penalit.C3.A0_della_gara- cui cui si contabilizzano i punti Fis nelle gare di Sci Alpino: +25% dei Seggi al primo, +12,5% al secondo, +6,25% al terzo, +3,125% al quarto e così via dimezzando fino all’unità di Seggio non più frazionabile attingendo a dei Listini ad hoc- e questo sarebbe l’unico, ed assai modesto “strumento d’investitura” lasciato alla partitocrazia- formati dai Partiti) e sbarramento almeno al 5%: . Ipotizziamo un risultato coerente alla attuali condizioni medie di consenso in cui non c’è alcun Leader politico valido in grado di richiamare un’attenzione rilevante, con PD al 30%, M5S al 28%, Lega al 13%, FI all’11%( ovviamente, Lega ed FI dovrebbero strutturare accordi di desistenza, così mantenendo l’identità partitica ma, al tempo stesso, realizzando una Coalizione implicita) in cui i Collegi uninominali( in ipotesi uguali per Camera e Senato) abbiano espresso un risultato pari ad un Sistema proporzionale( situazione non inverosimile). Il PD avrebbe il 37,5% dei Parlamentari, il,M5S il 31,5%, Lega il 14% circa e FI il 12% scarso), con possibilità di ogni sorta di accordo di governo ex post. Ma se infine si avesse l’avvento di un leader credibile, ecco che il Partito col 40% avrebbe il 50% dei Parlamentari e potrebbe governare da solo. Sarebbe un premio all’innovazione della Leadership politica di qualità in un contesto solo più residualmente partitocratico, in cui i Parlamentari sarebbero finalmente in grandissima parte scelti per preferenza dagli elettori.

Paolo Turati

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