DAL DARE AL PRENDERE: 6 “SFUMATURE” DI… ESSERE UMANO( TANTO O POCO)

Mi par di poter dire, dopo una vita fatta ormai di quasi 6 decadi di riflessioni, in modo piuttosto sostenibile, a scalare in senso sociologico, di aver incontrato( e ci siano in generale) più o meno 6 tipi di esseri umani, come assai ben espresso dal dipinto di A. Viladomat Bernat de Quintaval Distributes his Riches to the Poor”.

1-Quelli che danno spontaneamente e a volte anche fin troppo coraggiosamente

2-Quelli che danno, magari dietro sollecitazione, per motivazioni varie

3-Quelli che, dignitosamente, non chiedono, anche se sono in difficoltà

4-Quelli che chiedono il giusto

5-Quelli che pretendono

6-Quelli che prendono

Il punto 1 può essere oggetto in alcuni casi anche di Processi di Beatificazione, mentre il punto 6 può risultare non raramente rilevante anche a livello di Codice Penale.

Tolti i Santi e i delinquenti, ecco qui di seguito, invece, gli uomini e le donne cosiddetti comuni.

Il punto 2 vede una grande platea di protagonisti, che contempla molteplici personaggi, dagli imprenditori che danno lavoro per, spesso peraltro non disdicevoli, finalità di crescita aziendale, ai Politici che danno cariche di sottogoverno per avere voti( il che non è detto che sia cosa di per sé negativa, se l’attività politica da costoro svolta sortisce positivi effetti sociali), a chi decide di cedere se stesso( dalla propria anima, alla propria mente, fino al proprio corpo) per scopi personali i più vari( anche i più stigmatizzabili).

Il punto 3 riguarda persone che meritano molto rispetto; quelle che hanno affrontato la vita con dignità, anche “perdendo”, e che con coraggio ne subiscono gli oltraggi senza umiliarsi né chiedere( il che non è comunque un paradigma intangibile: aver il coraggio di chiedere aiuto, quando sia giusto farlo, non è azione disdicevole e contrasta l’orgoglio, che non è sempre un pregio, nei casi dovuti).

Coloro che chiedono, di cui al punto 4, sono pure in generale rispettabili( nel senso che non è un demerito saper farsi rispettare, ovviamente se prima ci si è impegnati a fondo) nel momento in cui richiedono il giusto.

I peggiori, anche più deprecabili di coloro che sono relegati al punto 6( di cui sopra i quali, almeno, rischiano in proprio), sono quelli di cui al punto 5 i quali, soventemente sedicenti “sfortunati”, senz’aver spesso arte né parte e/o senza aver avuto voglia o tempra nell’impegnarsi, studiare o lavorare con continuità riversano metodicamente i propri bisogni sulla Società o sul Mondo “cattivi o sfruttatori”, pretendendo che gli esseri umani dei punti 1 e 2, ma anche in parte 3 e 4, ci mettano del loro per mantenerli a “poco, nulla o senza metodo o pregio alcuno fare”.

La “Classifica”, fatte le osservazioni di cui sopra, muterebbe allora in termini di “merito umano” così:

1-Quelli che danno spontaneamente e a volte anche fin troppo coraggiosamente

2ex aequo- Quelli che, dignitosamente, non chiedono,anche se in difficoltà

2 ex aequo-Quelli che chiedono il giusto

3-Quelli che danno dietro sollecitazione, per motivazioni varie

4-Quelli che prendono

5-Quelli che pretendono( ultimi con ignominia)

Paolo Turati

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