TORINO NUOVA GINEVRA EUROPEA? POTREBBE NON ESSERE UNA FARNETICAZIONE

Nel 1882 l’Italia dei Re torinesi trapiantati a Roma siglò la Triplice Alleanza con Austroungarici e Tedeschi, dopo di che, la “fasatura variabile” della propria indole politica( riconfermata anche decenni poi dopo, l’ 8 Settembre 1943 trovandosi la Penisola nuovamente a non sopportare più l’Alleanza del -quella volta- Patto Roma/Belino/Tokio con gli invisi i Tedeschi, cui si erano appunto aggiunti i Giapponesi), face sì che, dopo una fase di Neutralità nel 1914, l’anno successivo ìl Belpaese passasse, sostituito dai Turchi( ancora loro anche allora!) assieme a Inglesi, Russi e Francesi contro i Tedeschi e vincesse quindi con loro la Grande Guerra.

Decodificato in termini odierni, è strabiliante osservare che Inglesi e Russi sono oggi gli antieuropeisti( meglio: gli antagonisti al modello tedesco europeo) ormai concalamati, e la Francia, con le prossime Elezioni Presidenziali, non è esente dal “rischio” di diventarlo a livello ancoq più dirompente. Dall’altra “parte” c’è ovviamente il Blocco germanico e noi “nel mezzo”, come al solito, a volteggiare e a non saper che fare per toglierci dagli impicci.

Se la Storia col proprio ripetersi insegna qualcosa, verrebbe da dire che è ora il momento in cui noi ci si ponga quindi ufficialmente come “neutrali”. Potremmo addirittura fungere da futuro “ponte” della Gran Bretagna in Europa. Ci sono le dure Trattative della Brexit? Ebbene, che l’Italia( la quale, se la Storia ha appunto l’abitudine di ripetersi, magari, in prospettiva, non è detto che non possa poi definitivamente seguire ben più proficuamente per i propri interessi la Gran Bretagna invece che la Germania) si ponga come garante morale di conciliazione. 

Come? Offrendosi la Penisola come spazio “franco”( e pure simbolicamente “vicino” alla Francia!) in cui svolgere le Trattative in modo sereno. 

Dove? Ma dove tutto, in realtà è nato Un Secolo e mezzo fa, a Torino ché, si badi bene, ove non ci fosse stata l’Unità d’Italia targata dalla Capitale Subalpina( che potrebbe così ridestarsi come novella Capitale “dove si fanno le cose bene”, anche quelle burocratiche, d’Italia: la concezione del duopolio Rio-Brasilia non è che sia stata concepita se non per togliere un po’ di Potere ai Porti delle Nebbie che si palesano in certe Capitali fra cui Roma), la Storia di tutta l’Europa oggi la si vedrebbe totalmente svilupparsi secondo la trama di un altro film. 

E se si volesse lanciare il format, far venire, che so, un Christo (dopo il successo da milioni di visitatori del Lago d’Idro della scorsa Estate e in ogni Capitale del Mondo negli ultimi decenni) ad “impacchettare”( simbolicamente mettendolo in salvo) il da-decenni-nel-limbo Palazzo del Lavoro di Nervi potrebbe rappresentare una suggestione ìn più che rafforzerebbe il ruolo culturale di Torino.

Paolo Turati

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