Archivi del mese: marzo 2017

TORINO NUOVA GINEVRA EUROPEA? POTREBBE NON ESSERE UNA FARNETICAZIONE

Nel 1882 l’Italia dei Re torinesi trapiantati a Roma siglò la Triplice Alleanza con Austroungarici e Tedeschi, dopo di che, la “fasatura variabile” della propria indole politica( riconfermata anche decenni poi dopo, l’ 8 Settembre 1943 trovandosi la Penisola nuovamente a non sopportare più l’Alleanza del -quella volta- Patto Roma/Belino/Tokio con gli invisi i Tedeschi, cui si erano appunto aggiunti i Giapponesi), face sì che, dopo una fase di Neutralità nel 1914, l’anno successivo ìl Belpaese passasse, sostituito dai Turchi( ancora loro anche allora!) assieme a Inglesi, Russi e Francesi contro i Tedeschi e vincesse quindi con loro la Grande Guerra.

Decodificato in termini odierni, è strabiliante osservare che Inglesi e Russi sono oggi gli antieuropeisti( meglio: gli antagonisti al modello tedesco europeo) ormai concalamati, e la Francia, con le prossime Elezioni Presidenziali, non è esente dal “rischio” di diventarlo a livello ancoq più dirompente. Dall’altra “parte” c’è ovviamente il Blocco germanico e noi “nel mezzo”, come al solito, a volteggiare e a non saper che fare per toglierci dagli impicci.

Se la Storia col proprio ripetersi insegna qualcosa, verrebbe da dire che è ora il momento in cui noi ci si ponga quindi ufficialmente come “neutrali”. Potremmo addirittura fungere da futuro “ponte” della Gran Bretagna in Europa. Ci sono le dure Trattative della Brexit? Ebbene, che l’Italia( la quale, se la Storia ha appunto l’abitudine di ripetersi, magari, in prospettiva, non è detto che non possa poi definitivamente seguire ben più proficuamente per i propri interessi la Gran Bretagna invece che la Germania) si ponga come garante morale di conciliazione. 

Come? Offrendosi la Penisola come spazio “franco”( e pure simbolicamente “vicino” alla Francia!) in cui svolgere le Trattative in modo sereno. 

Dove? Ma dove tutto, in realtà è nato Un Secolo e mezzo fa, a Torino ché, si badi bene, ove non ci fosse stata l’Unità d’Italia targata dalla Capitale Subalpina( che potrebbe così ridestarsi come novella Capitale “dove si fanno le cose bene”, anche quelle burocratiche, d’Italia: la concezione del duopolio Rio-Brasilia non è che sia stata concepita se non per togliere un po’ di Potere ai Porti delle Nebbie che si palesano in certe Capitali fra cui Roma), la Storia di tutta l’Europa oggi la si vedrebbe totalmente svilupparsi secondo la trama di un altro film. 

E se si volesse lanciare il format, far venire, che so, un Christo (dopo il successo da milioni di visitatori del Lago d’Idro della scorsa Estate e in ogni Capitale del Mondo negli ultimi decenni) ad “impacchettare”( simbolicamente mettendolo in salvo) il da-decenni-nel-limbo Palazzo del Lavoro di Nervi potrebbe rappresentare una suggestione ìn più che rafforzerebbe il ruolo culturale di Torino.

Paolo Turati

LA MUSEALITA’ INTERNAZIONALE A TORINOIN MARTEDI’ 4 APRILE h 19,30 AI RONCHI VERDI

Un evento di rara portata a TorinoIn, Martedì 4 Aprile alle ore 19,30 ai Ronchi Verdi, con un personaggio di caratura internazionale come il mio amico Cristian Valsecchi , oggi ai vertici della Fondazione Torino Musei e, fra le varie, in passato del Polo museale veneziano di Palazzo Grassi-Punta della Dogana( che apre fra pochi giorni la Stagione con un’imponente Mostra, al cui vernissage non mancherò, di Damien Hirst , la quale segnerà davvero  un’Era:http://www.palazzograssi.it/…/damien-hirst-a-palazzo-grass…/ ) facente capo alla Fondazione Pinault, che parlerà delle gestioni museali private e pubbliche in Italia e delle fascinazioni nello svolgere questo delicato compito coi più grandi Artisti, collezionisti e curatori.

Paolo Turati

P Turati intervistato in Tv da P Corgnati su Brexit e altre exit

P Turati intervistato in Tv da P Corgnati su Brexit e altre exit

youtube.com

DOPO LA BREXIT, GLI AUSTROUNGARICI METTONO ANCORA ALLE CORDE L’EUROPA POST-BISMARKIANA

Alla fin fine, con lo stop ai richiedenti asilo, ci penseranno gli apparentemente marginali Austroungarici( che stanno attivandosi finalmente in modo serio anche rispetto all’Ordine pubblico interno):http://www.rsi.ch/…/LAustria-vieta-il-burqa-e-il-niqab-8911… ), tutelando i propri giusti interessi sul fenomeno migratorio, e non, come si sarebbe potuto immaginare, Nazioni primarie come la Francia( difficile anche se meno impossibile rispetto a quanto sostengono gli ormai improponibili sondaggisti, se si osservano le quote dei bookmakers di Londra che la danno al non irrilevante 31% di probabilità, che Marine Le Pen ce la faccia a vincere le Elezioni presidenziali) su quelle monetarie far saltare la gabbia europea. Che contrappasso storico a ben pensarci, esattamente 100 anni dopo la loro sconfitta bellica assieme al loro saldale di allora, che era stato la Germania, la quale in questi anni è stata il motore delle immigrazioni per far girare le proprie industrie( dei cui prodotti è stata invasa primariamente l’Europa) a costo ridotto.

Paolo Turati

Il Paese ha intenzione di chiedere a Bruxelles una nuova esenzione dall’applicazione del piano europeo di reinsediamento
it.euronews.com

Paolo Turati in Tv sui rapporti economici fra Partners europei

Lavoro che manca Paolo Turati spiega in Tv perchè l’immigrazione non serve

Mario Cotelli e l’epopea della Valanga Azzurra il 1 Aprile a Torino, Museo della Montagna, M.te Cappuccini

Ovviamente non avrebbe potuto che esserci Gustav sulla prima di copertina del libro che il mitico c.t. della Valanga Azzura ha scritto e verrà a presentare a Torino il 1 Aprile. Ben volentieri ho aderito all’invito a presenziare che mi hanno fatto il Presidente, l’amico Roberto Ferrero, e il Direttore Aldo Audisio ma ben più importanti campioni dell’epoca del sottoscritto sono stati invitati: un’ occasione unica per rincontrare de visu chi ha fatto sognare un’Italia che ancora sapeva farlo senza i sensi d’inferiorità attuali.

Paolo Turati