Archivi del mese: febbraio 2017

ASSISTED SUICIDE BREAKING NEWS!

Dall’immagine di un ‘grande’ che ha scelto la via più breve per concludere la( o questa) esperienza terrena, Ernest Hemingway, uno spunto di riflessione sull’atto autolesionistico estremo. Ritengo che i suicidi siano da rispettare ai massimi livelli. Questa violenza contro se stessi e contro natura presuppone aver superato i limiti dell’essere umano, non ha importanza attraverso quale causa efficiente( amore o onore perduto, frustrazione per fallimento, incombere di responsabilità insostenibili, malattia grave, patologia psichica), sicchè, come già i per Samurai, è una( come altre, chissa se migliore o peggiore dell’accettazione del dolore o della meditazione) delle forme catartiche che sono concesse al libero arbitrio umano e non va stigmatizzata per nulla al Mondo. No so dire se sia giusto che esista una Legge di Stato inerente all’Eutanasia o al Suicidio assitito e quali, nel caso, ne debbano essere i contenuti: a livello di Codice Penale il suicidio è oggi un reato la cui pena si estingue automaticamente in modo immediato per morte del reo e forse, formalmente, andrebbe ritoccato il medesimo Codice, ma poco cambierebbe. Quello che, però, non è più accettabile è il bailamme mediatico che si scatena, come in questo caso, quando una parte politica vuol far valere la propria posizione in sede legislativa. Non si può veder monopolizzati i Media da giorni sul caso( inducendo subliminalmente chiunque a concludere che, per senso comune, la sua sia stata una scelta oggettivamente più giusta, cosa mica poi così scontata: più emerito e formativo per il prossimo si potrebbe ritenere sia il resistere in casi come questo invece bravamente fino alla fine naturale, chi può dirlo?) del povero DJ mentre cose altrettanto tragiche e in numero immensamente maggiore accadono nel silenzio più assoluto. Forse i Poteri che controllano i Media non hanno ancora capito( anche solo dopo Brexit, No a Renzi e Trump) che la gente ha ormai iniziato a pensarla di default all’opposto di come loro vorrebbero indurla a pensare, e dovrebbero fare una profonda riflessione in merito.

Paolo Turati

vocidicitta.it

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FOR “WHO WANTS TO LIVE FOREVER”: MEGLIO SAPERNE QUALCOSA DELLE POLIZZE VITA COLLEGATE AI MUTUI

MUTUI E ASSICURAZIONI VITA COLLEGATE. Alcune info basic su un tema di cui non si vorrebbe mai parlare e che possono apparire pleonastiche ma che, in realtà, nel momento malaugurato dell’ “accaduto”, è bene conoscere anche per non lasciare nei guai chi resta.

Paolo Turati

Assicurazione vita connessa a mutuo o prestito: obbligatorietà, cosa sapere per non farsi fregare dalle banche, le informazioni su cosa è obbligatorio o no.
infoassicurazionisulweb.it

CAPITA’L’I CORAGGIOSI…COI SOLDI DEGLI ALTRI!

Paolo Turati

RICK THE ROCK: I 45 ANNI DI CATHERINE OF ARAGON( E NON LI DIMOSTRA)

Rick, per me il più grande tastierista rock di sempre: i critici stigmatizzano la magniloquenza del suo stile sinfonico, ma il quasi mezzo Secolo passato credo sia davvero ormai sufficiente ad aver sedimentato l’alta cifra artistica di Wakeman, già tastierista degli Strawbs e degli Yes. Qui il primo movimento del suo primo Lp solo( The six wives of Henry VIII), un brano che da 45 anni( fu registrato nel 1972) mi arrangio a performare al meglio( purtroppo nulla di che) quando vado in giro a suonare.

Paolo Turati

Rick Wakeman – Catherine Of Aragon (2009)
youtube.com

Generali o Caporali?

Paolo Turati

O LA BORSA O, MEGLIO, LA VITA( TRANQUILLA E PROSPERA)!

Vari investitori, in specie istituzionali, mi domandano spesso cosa ne pensi della Borsa italiana. Apparentemente sembrerebbe di poter dire che nel lungo periodo si è sempre e sempre si continuerà a guadagnare. In realtà non è per nulla così e, stante che già di per sè nel medio-breve periodo la volatilità oggi sempre più marcata, a causa del trading tecnologico e dalla grande consistenza dell’Industria del Risparmio gestito che “muove” il Mercato a prescindere dalla realtà economica onde trarre profitti provvigionali, sconsiglia l’assunzione di robuste posizioni long, se vi aggiungiamo considerazioni quantitative come quelle di cui ai due grafici qui sotto, viene da sentenziare in modo molto negativo. Vedete come, semplicemente deflazionato dall’indice annuale dei prezzi al consumo, il grafico glorioso della nostra Borsa dal 1928 ad oggi assuma un aspetto invece del tutto raccapricciante. In vita mia ho conosciuto pochissimi che hanno guadagnato in Borsa e ancor meno che hanno mantenuto i guadagni senza reimbussolarli spesso “restituendo” tutto e ancor più. In realtà, oggi, la globalizzazione ha reso la Borsa italiana ancor più fragile di quando i capitali non erano liberi di spostarsi. Fino agli anni Ottanta/Novanta avevamo una Borsa italiana che quotava multipli diversi e superiori rispetto agli attuali per il semplice fatto che la massa di denaro interno che si andava a collocare in investimenti finanziaridi rischio quali quelli azionari giocoforza si disponeva sulle bue chips dell’indice Mib o, nei momenti più draconiani, su azioni più o meno speculative. Oggi, investendo gli Italiani 1.500 miliardi in Fondi e Gestioni che, essendo appunto quasi tutte forma di investimento globalizzate, investono( e, in termini di diversificazione ci sta) solo un a piccola parte in Italia, la domanda di Azioni di quallo che è ormai un piccolo mercato regionale come il nostro si riduce di anno in anno e non è quindi una sorpresa se negli ultimi 20 anni la Borsa Italiana, complice anche la scarsa reattività della Penisola alla crisi causata prima dalla Finanza spericolata worldwide e poi dall’Euro, ha perso il 40%( e con scarse prospettive di ricrescita in futuro, anzi…) contro quelle Americane che, a seconda dei settori, si sono moltiplicate da 10 a 30 volte.

Paolo Turati

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ANNO 30 D.W.( DOPO WARHOL)

Pare che la Storia, dopo soli 30 anni( ma la velocità di sedimentazione odierna è molto superiore a quella passata, quando ci volevano Secoli per diventare Santi od essere certificati come sommi artisti: vedi Caravaggio che ci ha messo – e grazie a Roberto Longhi, se no, chissà…- più di 300 anni ), abbia già sancito la cifra artistica di Andy Warhol, l’artista che crea più fatturato nell’Art Market, assieme a Picasso e, parimenti a questo, con records di aggiudicazione da Empireo.

Paolo Turati

Il 22 febbraio 1987 il mondo diceva addio ad Andy Warhol, genio indiscusso e padre della pop art e tra gli artisti più influenti del XX secolo. Tutti ricordano i suoi…
adnkronos.com