Vedi Napoli e (quasi) muori, anche se è l’Epifania e sei un “duro”

Un po’ di humor nero, per la Befana, riguardante Napoli che, come noto, è la Patria dei Presepi: nessun intento offensivo( io stesso ho quarti di sangue napoletano ), ma una barzelletta semiseria che gira da tempo e che vi ripropongo così come me l’hanno ri-raccontata durante queste Festività sulla capacità napoletana di essere impermeabile alle influenze esterne di ogni tipo.
“Due pericolosissimi terroristi islamisti atterrano a Capodichino per fare un attentato allo Stadio. Si fermano a prendere un caffè e rubano loro i trolley in un attimo di distrazione. Salgono su un taxi apparentenente regolare ma abusivo per andare dall’aeroporto all’hotel, ma vengono portati invece in un vicolo del Rione Sanità dove Gennaro o’ Ricchione e la sua banda li rapinano dei portafogli dopo aver abusato di loro. A piedi e malandati cercano di raggiungere allora l’hotel, ma incappano in un regolamento dì conti camorristico e uno di loro è colpito ad una natica da una pallottola vagante. Interviene la Polizia, che solertemente li arresta scambiandoli per dei Camorristi. Piantonati al Cardarelli, il ferito viene portato in sala operatoria per l’estrazione del proiettile ma per scambio della cartella clinica con un altro paziente gli viene asportato un rene ritenuto canceroso, mentre l’altro si busca una terribile intossicazione da colibatterio da cibi avariati mangiati nella mensa del nosocomio. Dopo 10 giorni, accertato dalla Polizia che non sono Camorristi, vengono dimessi, proprio il giorno previsto per l’attentato. Coi pochi spiccioli restati loro tentano di raggiungere con mezzi pubblici il San Paolo, dove un complice locale ha lasciato per loro come da accordi una bomba nascosta nei bagni dello Stadio, ma uno sciopero a gatto selvaggio degli Autoferrotramvieri li fa arrivare che la partita è già quasi finita. Raggiunti i bagni dello Stadio, li trovano pieni di tifosi napoletani, inferociti per aver la loro squadra perso dall’Avellino e essere uscita definitivamente dalla zona Europa League, che li scambiano per tifosi avellinesi e li picchiano di santa ragione. Interviene la Polizia e arresta loro e i tifosi napoletani, rinchiudendoli tutti assieme in una cella in cui sono già incarcerati Gennaro o’ Ricchione e la sua banda, fermati per aver rapinato e violentato due turisti svedesi. Dopo una terribile notte vengono rilasciati e si trascinano in bus all’aeroporto, dove hanno un volo prepagato per lo Yemen, ma uno sciopero dei controllori di volo di 48 ore causa la cancellazione del volo. Alla fine riescono a partire per Riad, donde arrivano per antiche vie carovaniere, essendo rimasti senza soldi e dovendosi pagare il tragitto lavorando come cammellieri, dopo due mesi in Yemen, dove i loro mandanti, a fronte del fallimento dell’attentato, li puniscono …indicibilmente”.

Paolo Turati

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