DEBITO PUBBLICO: E ALLA FINE, DEFAULT, FRAGOROSO, SARA’!

Signori miei, come ho ripetuto, e certo non solo io, più volte, è evidente l’incapacità, che si sta trasformando in impossibilità, di sostenere il Debito pubblico. Se questo continua ad aumentare col costo della remunerazione dello stesso vicino a zero di questi anni, non potrà mai esserci ripresa economica che tenga in grado di generare introiti erariali( peraltro già percentualmente elevatissimi rispetto a tutti i parametri di tutte le altre Nazioni) sufficienti anche solo a non farlo aumentare ulteriormente. Oggi si parla del problema Montepaschi, ma è una pagliuzza rispetto ad un trave nell’occhio. La prospettiva di un default, auspicabilmente il più “pilotato” possibile, appare la più verosimile, anche se ci saranno anni di resistenza all’evidenza, esattamente com’è stato per Montepaschi. Solo un subitaneo scoppio dell’area Euro, con svalutazione del 35% della divisa interna e rialzo inflattivo almeno al 5% potrebbe evitare questa soluzioni finale, stante che il “combinato disposto” di questi due fattori genererebbe comunque un deprezzamento, quantitativamente minore nel breve ma uguale o maggiore nel medio-lungo periodo, del Debito pubblico medesimo. Ma non sarà così e ci ritroveremo fra qualche anno a fronteggiare assieme e senza poterli governare tutti e tre gli elementi( scoppio dell’Euro, svalutazione e default del Debito pubblico). Non sono certo il primo Economista che propugna una soluzione tecnica banale( ovviamente, solo teorica finché l’Eurosistema sussisterà) quale quella di emettere moneta( Euro-i) interna per i pagamenti di crediti e l’assunzione di debiti da parte dello Stato mentre l’Euro-e resterebbe la moneta circolante legale in Italia come in Europa: si creerebbero così due divise interne che avrebbero un tasso di cambio fra loro di circa 1/1,35 e, entro una decina d’anni, sarà il Mercato che determinerà quale sarà quella finale che sarà utilizzata( certamente il nuovo l’Euro-i). Ma tanto, non se ne farà nulla e il Debito pubblico continuerà a salire sempre più man mano, peraltro, che i tassi a remunerazione dello stesso risaliranno con la fine del QE. E alla fine default, fragoroso, sarà.

Bankitalia rileva un aumento di 11,2 miliardi di euro a ottobre, dopo il calo di settembre. A crescere sono le amministrazioni centrali, per le locali calo di
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