GIORNATA CONTRO LA VIOLENZA ALLE DONNE: MAI PIU’ “NU COLPU ALLU CORI, NU COLPU INT’ALLI RINI”

Si narra che quando il Barone Lanza uccise la figlia, Baronessa di Carini, sposata al Barone Lagrua Talamanca, per averla sorpresa col di lei amante Vernagallo, rispose, alla figlia, che gli domandava atterrita vedendolo entrare nella stanza armato di pugnale “Signore Patri che venisti a fare?”, molto dogmaticamente e senza particolare ira, “Signora Figghia, ti venni ammazzari”.
Dopo di che il Barone Lanza scrisse al Re di Spagna per informarlo di aver effettuato( non perpetrato) un delitto d’onore, per il quale non era prevista alcuna pena, anzi, l’uccisore ne traeva il recupero pieno e, vieppiù, l’implementazione della reputazionalità. Il delitto d’Onore era previsto nel Codice penale solo di pochi decenni fa, nel quale, tra l’altro, la prigione per adulterio era comminata solo alla donna( il caso della Dama Bianca di Fausto Coppi ne fu l’emblema nel Dopoguerra). Il problema a monte della nostra Società italica e mediterranea in generale( e in questo la Chiesa in generale e, fra un rogo di strega e l’altro da parte dell’Inquisizione, l’insegnamento, pedissequamente seguito dal Sistema cattolico, di San Paolo in particolare ci hanno messo ampiamente del loro) è, come ho più volte sostenuto in passato, che gran parte della popolazione vive in uno stato di Matriarcato in cui le mamme mediterranee, novelle Madonne colme di pregi, mettono il figlio maschio in Trono. A lui nulla può essere rifiutato. A lui la vita deve riservare agi e comodità, non importa se irraggiungibili per aver conseguito quel pezzo di carta di una Laurea umanistica che non porterà mai ad un posto di lavoro ma che ha fatto tanto contenta la “mamma del Dottore”. E quando la compagna del figlio della mamma decide di riprendersi la propria libertà, spesso accade che i freni inibitori del maschio risultini irrimediabilmente adulterati da “quel” tipo di educazione e allora…” nu colpu allu cori, nu colpu int’alli rini”…anche se quella donna non è la Baronessa di Carini.

Paolo Turati

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agi.it|Di AGI – Agenzia Giornalistica Italia

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