PREMIERMANIA REFERENDARIA DI GRANDEZZA

Certamente il Premier ungherese Orban farà seguire, come preannunciato e forte in ogni caso di un’investitura da parte del 95% del 45%( livello in ogni modo non disdicevole) degli Ungheresi recatisi al voto, un’azione che contribuirà( presumibilmente integrata da quella dell’Austria se al rifacimento delle Elezioni presidenziali taroccate vincerà il nazionalista Hofer e dalla messa in pratica delle azioni relative allo stacco del Regno Unito dall’Europa susseguente alla Brexit che la Premier inglese May ha preannunciato per Marzo 2017) a mettere fine a questa Europa che ormai piace sempre meno, ma una domanda spontanea sorge: questi Premier, perché si devono andare a rendere la vita difficile con Referendum non obbligatori? Cameron ne è stato il pivot, lo stesso Orban dovrà intervenire contro l’Europa in modo meno rutilante, Tsipras, poi, ne aveva fatto uno stravinto contro l’Euro ed è servito solo a far sì che l’Euro, invece, chissà quando se lo toglieranno mai ad Atene…e poi c’è Renzi, che sta pietendo in ginocchio chiunque di votare sì mentre il no appare sempre più in crescita. Manie di grandezza?

Paolo Turati

Prevista vittoria del no ma quorum affluenza è a rischio (ANSA)
ansa.it

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