Archivi del mese: aprile 2016

Ah, beh, se l’ha detto il Papa in Tv…

image

http://notizie.tiscali.it/cronaca/articoli/papa-fratelli-divisi-eredita-non-va-00001/

http://m.repubblica.it/mobile/r/sezioni/economia/2011/12/08/news/vaticano_ici_miliardo-26266053/

Paolo Turati

Annunci

RITORNO AL FUTURO CON LE TRADIZIONI SICCARDIANE?

Dal “no” alle Olimpiadi 2024 al pugno duro con i comunali, la candidata del M5S prepara la lotta agli sprechi. E minaccia il Vaticano di fargli pagare l’Imu
ilgiornale.it
 
  • Era ora che qualcuno ci pensasse( e avesse il coraggio di dirlo)! La grande Destra storica ( non quella fascista, che, fra i danni realizzati, ci ha lasciato gli scellerati Patti Lateranensi), in cui mi riconosco da sempre, ai cui valorosi statisti del secolo scorso, da Giuseppe Siccardi e Giovanni Lanza, si devono le fondamenta del nostro Paese trova ormai interpreti che non sono più ravvisabili nelle etichette tradizionali di quest’area. Ormai sono solo i migliori esponenti della Lega-Fdi e del M5S che interpretano questi valori tutelari della nostra Nazione di critica socio-economico-geo-politico, dalla sudditanza all’EuroReich, all’incombenza letale dei poteri forti( vaticani compresi).

    Paolo Turati

PERCHE’ L’ITALIA( COME PURE ALCUNI ALTRI PAESI POCO VIRTUOSI ) NON POTRA’ EVITARE IL DEFAULT

File:Emblem of Italy.svg

Lo stellone ci salverà dal default? Tutto è possibile, ovviamente, confidando che chi vive sperando non debba morire cantando: qui di seguito quello che, non di meno, potrebbe accadere, non essendo fantascienza, neppure a lungo termine.

L'argomento è di quelli che si vorrebbe evitare: un po' come parlare della morte, nondimeno in questa fase così turbolenta dei mercati e dell'economia  la più grande spada di Damocle che pende sul nostro paese permane quella del debito pubblico ed è chiaro sin d'ora che la situazione non  è tale da far presagire rosee revisioni.

 Se il debito pubblico italiano è stata espanso in maniera irrazionale e folle da parte di gran parte dei Governi di pentapartito degli Ottanta, è anche vero che nel corso degli ultimi 15 anni si è verificata una condizione epocale irripetibile in base alla quale i Governi al potere avrebbero potuto dimezzarlo, questo debito pubblico, stante il fatto che la quota interessi risparmiata dalla Stato nel periodo di nuova introduzione dell’Euro è stimabile in circa 600 miliardi, mentre invece il rapporto debito Pil è continuato a crescere in maniera costante fino a quasi raddoppiarlo dal 2000 e, cosa ancor più grave, il debito pro capite, per motivi demografici, è aumentato a livello di doppia cifra. I responsabili hanno un nome ed un cognome, e sono quelli di tutti i Premier e di tutti i Ministri del Mef che si sono sussegui dal 2000 ad oggi( segnatamente chi è stato più a lungo al potere).

Ora: è chiaro che se in una condizione di mercato in cui il tasso di remunerazione a servizio del debito pubblico è circa pari a zero questo continua ad aumentare, quando si verificheranno condizioni di tassi di interesse sul mercato a livello “normale” che potranno anche essere solo commisurati in un due o tre per cento, i conti pubblici si ritroveranno con un buco annuale di 60 o 70 miliardi e, quand’ anche il Pil italiano dovesse riprendere a crescere in misura( allo stato fantascientifica) del 3%( e quindi, calcolando un incidenza fiscale del 43 per cento, si aggiungerebbero delle entrate erariali circa 20 miliardi), il buco di bilancio statale ulteriore a quello corrente sarebbe comunque di 40 e più miliardi.

Per cui, a voler ragionare senza mistificazione, non resta che concludere che il default statale sarà inevitabile, se non ora domani e se non domani dopodomani: ma a quanto potrà ammontare?

Per analogia con le Leggi della Fisica in base alle quali “nulla si crea e nulla si distrugge”, se si considera che lo Stato italiano ha per molti decenni “regalato”, per finanziarsi onde perseguire i pessimi risultati di cui sopra, un guadagno reale risk free di almeno il 2 per cento medio( rendimento dello stock del debito pubblico meno l' inflazione), si può ben affermare che si è “spossessato” di una cifra di circa mille miliardi attualizzati che sono finiti nelle tasche dei cittadini( i quali li hanno consumati o investiti in forme varie: oggi gli investimenti degli Italiani ammontano a 8000 miliardi, di cui oltre 4000 in immobili e oltre 3000 in attività finanziarie) a scapito dei conti pubblici.

Il redde rationem potrebbe essere dunque quello di un default del 40%( quello che hanno perso in valore gli immobili negli ultimi anni o che la Borsa ha perso in un mese poco tempo fa e tutti ci si è fatta "di necessità virtù"), che graverà per i 2/3 sulle tasche degli Italiani( che tale quota posseggono del Debito pubblico) e per il resto sugli investitori esteri. Grazie a questa ripartizione, la cosa è talmente tecnicamente fattibile che potremmo addirittura ricomprare il Debito italiano all’estero prima di defaultare onde non perdere la reputazione internazionale e poter in futuro riprendere a collocare quote di debito pubblico all’estero.

Altra soluzione? Visto che tassare, anche a livello patrimoniale, è dimostrato che non serve a nulla, in quanto va solo e sempre a finanziare la spesa statale corrente, una sola, e pure meramente teorica e non governabile, cioè l'inflazione Che l’inflazione, ad oggi sottozero e che con ogni probabilità resterà bassa per decenni “grazie” ai piani di salvataggio dei sistemi bancari nazionali( in gran parte gestiti più che altro da banksters, come dimostrano le cronache giudiziari da lungo tempo) da parte delle banche Centrali susseguentemente all’ubriacatura finanziaria iniziata nel 2000 che prosegue senza soluzione di continuità ancor oggi, riprenda fortemente, con tutti i rischi, peraltro, collegati. E’ chiaro che un’inflazione al, ad esempio, 5% a fronte di una remunerazione media del 3% dello stock del debito pubblico, ogni anni dieci anni lo ridurrebbe in termini attualizzati del 20%( è una situazione che i cittadini accetterebbero, probabilmente neppure comprendendone appieno le conseguenze, stante che già oggi, con i tassi d’interesse sotto zero fino a scadenze di bonds statali di molti anni in avanti, l’investimento in titoli di Stato "costa" ai risparmiatori mezzo punto all’anno e se uno vuole rendimenti anche solo del 3% annuo, cioè 300 basis points, si assume implicitamente il 3% di probabilità di investire su valori mobiliari 'altri' che potrebbero defaultare a 12 mesi...quasi sempre, però, questa è una faccia della medaglia che si preferisce non guardare...).

L’importante sarebbe gestire “bene” questa partita in situazione di non-emergenza, specie perché comporterebbe uscire dall'Euro( che, a mio sommesso ma fermo parere, sarebbe "la madre di tutte le soluzioni" per l'Italia) ma nessun Governo lo farà prima che l’emergenza scoppi e, allora, lo si farà “male” e in modo ingovernabile.


 


    Paolo Turati

BANCA MEDIOLANUM: LA SUA VISION SUI MERCATI FINANZIARI

Gran bella serata organizzata dall’amico Massimo Albesano, area Manager del Piemonte di Banca Mediolanum Private( nell’immagine in una foto quando si è a suo tempo parlato di Grexit col sottoscritto) all’Hotel Ambasciatori di Torino, in cui si è parlato con Lucio De Gasperis, Responsabile degli investimenti mobiliare di Mediolaum Gestione Fondi Sgr, delle prospettive dei Merrcati finanziari mondiali.

Paolo Turati

foto di Paolo Turati.
foto di Paolo Turati.
foto di Paolo Turati.

Marchini 4 President( more than 4 Major )

http://www.agi.it/politica/2016/04/28/news/bertolaso_si_ritira_da_corsa_sindaco_roma_fi_sostiene_marchini-729416/

image

image
Paolo Turati

UN ALTRO GIRO DI VITA ALLA LIBERTA’ DEL CITTADINO CHE “SALTA IN TESTA” AL PD: IL CASCO IN BICI

Una delle ultime libertà che il Pd ci negherà. Mi spiace stigmatizzare questo emendamento parlamentare dell’amico Stafano Esposito, ma solo chi ha corso in bici come il sottoscritto per molti anni sa che il casco serve, e come, nelle competizioni, non certo particolarmente nell’utilizzo delle due ruote per i normali spostamenti, andando a rendere l’utilizzo smart di una bicicletta del tutto più “impegnativo”, specie per le Signore. Altra cosa, e giusta, è punire il ciclista che sente musica mentre pedala con gli auricolari o che pratica comportamenti pericolosi, ma il casco( o altre disposizioni incongrue come quelle, previste già dal Codice della strada, dell’obbligo di dotare le bici da corsa – meno male che le forze dell’Ordine molto raramente s’incaponiscono su questo aspetto- di fanaleria varia) è togliere con questo “giro di vita”( che di vite di ciclisti ne salverà solo per il fatto che in molti in bici non andranno più) un altro po’ di libertà al cittadino( che, si spera, si ridesti presto dal torpore che il Pd gli ha comminato per Legge da anni e che torni a votare, ovviamente, contro il medesimo partito).

Paolo Turati

Spunta un emendamento al codice della strada che propone il casco obbligatorio per chi va in bicicletta. L’emendamento 2.1006, a firma Stefano Esposito del Pd,…
adnkronos.com
Immagine

5 MAGGIO H 18,30, PAOLO TURATI MODERA “LA COOPERAZIONE TRADITA” PER IL C.C. FONDAZIONE MAGELLANO

Invito-5-maggio-'La-Cooperazione-tadita'