CRISI IN BORSA E BANCA: LE SOLUZIONI? SONO TRE, FRA CUI UN BELL’ “AUTOSCHIAFFONE”

Una dura e giusta lezione che colpisce tre diversi soggetti, in questo primo mese borsistico del 2016, con un quarto del capitale investito mediamente( con alcuni settori importanti, come il bancario, anche a meno 30/40%) perduto( e non finisce qui, ché c’è da far rientrare tutta la liquidità pompata dalle Banche centrali per salvare le Banche dalla crisi precedente del 2008). I primi sono i gestori del Risparmio, mediamente sempre e da sempre incapaci di anticipare i movimenti epocali e di dare extra-rendimenti rispetto al Mercato( ben per questo sono nati ed hanno trionfato gli Etf), che hanno sovraccaricato di azioni i portafogli dei clienti sperando di farli rendere di più( visto che le obbligazioni statali o corporate di qualità rendevano zero), aumentando però nel contempo, irresponsabilmente, il livello del loro rischio( e mettendo peraltro a questo punto in guai seri i colleghi del settore commerciale, che distribuiscono i prodotti finanziari, con la loro clientela). I secondi sono i risparmiatori, che in buona parte in questi decenni si sono sempre più trasformati in “investitori”( bella la vita, nel godersi il soldo che produce soldo –l’auri sacra fames è in effetti un ‘evergreen’ umano- comodamente seduti per anni davanti al video di un pc connesso alla Borsa quando gli altri si sbattono tutto il giorno a lavorare per mille o poco più Euro al mese, eh?) e non hanno messo in conto che la Borsa( come “certi” bonds, a-me-avevano-detto-in-banca-che-erano-sicuri, subordinati che rendevano il 5 per cento quando i Bot che compravano i comuni sempliciotti lo zero per cento) i soldi li presta, e non li regala. Ultimo, il più colpevole, il soggetto regolatore-legislatore-esecutivo, che ha prodotto, a dir poco, insipienze che neppure un ragazzo al primo anno di Ragioneria avrebbe realizzato, come l’Esm, il Bail in e la Gacs. Rispetto al primo, non affidargli più il peculio in gestione, relativamente al terzo non votarlo più e, quanto al secondo, qualche bell’ “autoschiaffone” davanti allo specchio sono i tre momenti di una presa d’atto riflessiva inevitabile da assumere in momenti come questo, ove si sia intellettualmente onesti, anche con se stessi.

Paolo Turati

Milano perde oltre il 4%, Atene chiude a -7%
agi.it|Di AGI – Agenzia Giornalistica Italia
Advertisements

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...