DO UT “NON” DES: QUEI 130 MILIARDI DI EURO DATI DALL’ITALIA ALL’EUROPA SENZA CONTROPARTITA

File:Euro symbol.svg

Ci sono delle volte in cui la dissennatezza, ancorché pavida o insipiente, produce danni ben maggiori del dolo: se poi sommiamo le due cose,  la tragedia incombe. Da otto anni( prima, non m’ero posto il problema, abbacinato come tutti dal “merchandising” politico-mediatico della Moneta unica) sostengo la tesi di come l’Euro abbia danneggiato gravemente e, con ogni probabilità, irrimediabilmente e comunque cambiando in peggio per sempre il volto del nostro Paese( recentemente su queste pagine: https://paoloturatitactica.wordpress.com/2016/01/20/euro-disastro-banche-e-non-solo-i-nostri-figli-verranno-a-controllarci-nei-luoghi-delle-nostre-tumulazioni-piu-che-altro-per-accertarsi-che-noi-non-si-possa-far-altri-danni/ ).

Il tutto, peraltro, in un sordido ambiente postcapitalista dominato dalla Finanza che nella propria schizofrenia è riuscito ad invertire il peso dei fattori fondamentali dell’Economia:  al “che il problema principale da affrontare sia l’inflazione e che un Paese trasformatore come l’Italia va tanto meglio quanto meno sono cari i prezzi dei combustibili”, oggi si sostituisce la prassi accettata che, invece,  i Mercati finanziari scendono se il prezzo del petrolio cala e che l’obiettivo banche centrali è creare inflazione stampando moneta da dare alle banche che la tramutano il Titoli di Stato da detenere per aumentare i parametri di solvibilità. Tutto questo non va bene, e il conto che dovranno pagare i nostri figli sarà immenso.

A futura memoria, sappiasi, per tornare al conto economico del nostro Paese, che, solo come danni collaterali del dubbio piacere del ritrovarsi ingabbiati nell’Euro con tutte le distruzioni strutturali di cui più volte ho detto( e di cui al link sopra), lo “scherzetto” ci è costato cash dal 2000 ad oggi 72 miliardi di maggiore uscite correnti rispetto alle entrate nei confronti dell’Europa più altri 60 che abbiamo messo nel Fondo “salva-banche-di-altri-Stati-ma-non-del-Belpaese”, finiti a mettere a posto i conti delle Banche altrui( quando le nostre non hanno preso un Euro e oggi non ce le lasciano sostenere neanche se ci pensiamo da soli).

Unico vantaggio dell’Euro è stato il calo dell’onere sugli interessi sul Debito pubblico per una cifra stimata fra i 600 e i 700 miliardi(  “sprecata in tempo reale”, va ammesso senza se e senza ma, dalla Politica inefficiente del nostro Paese) rispetto a quello che sarebbe costato “senza Euro”, effetto positivo totalmente annullato dalla decrescita differenziale del Pil italiano rispetto a quello tedesco di oltre 25 punti percentuali.

Paolo Turati

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