IN BANCA SI’ MA SOLO DA BUONI PADRI DI FAMIGLIA!

Io veramente mi sento cadere le braccia. In questa vicenda sulle banche è tutto surreale. L’Italia, e rimarco che questa cifra è relativa a solo quanto attiene al nostro Paese, ha sborsato oltre 60 miliardi di Euro nel corso di questi anni perché le banche spagnole, portoghesi, irlandesi e greche potessero rimanere in bonis e, quindi, solvibili “in toto” rispetto a tutti i propri clienti, mentre, peraltro, la Germania ha nel frattempo riempito di aiuti di Stato surrettizi gran parte delle proprie banche minori, quasi tutte alla canna del gas. E noi non possiamo salvare quattro banchette se no “lassù” protestano? Pusillanimi e punto, come ( fra le tante) quando  hanno sfilato la Libia dalla nostra già modesta area d’influenza, coi bei risultati che oggi possiamo “ammirare”.

 Per altro verso, è allucinante come la gestione dell’emergenza susseguente a quanto sopra sia gestita da veri dilettanti del Diritto bancario. Di per sé e folle anche solo immaginare di rimborsare degli azionisti e degli obbligazionisti, ancorché subordinati, solo perché si tratta di un caso umanitario…e allora i milioni di azionisti che perdono quasi tutto in Borsa quando ci sono le crisi? E i portatori di bonds in default come Parmalat, Cirio eccetera? La realtà delle cose è che il buon padre di famiglia del Codice Civile DEVE sapere benissimo che se compra azioni, cioè capitale di rischio, o obbligazioni che rendono il 400%( anziché un 1% scarso a medio lungo dei Titoli di Stato, un bel 4-5%) in più dei tassi di mercato di riferimento non può che attendersi, di fronte alla prospettiva di lauti guadagni, rilevantissime perdite. Detto questo, il problema vero è che, stante che non si può certo vietare ai privati di comprare( così come un’auto da 50 Kw oppure da 300Kw) quello che vogliono anche di rischioso e di cullare la propria auri sacra fames, dev’essere predisposta una rete informativa sulla cui base chi deve riflettere abbia il tempo di farlo coi dovuti warning documentali istituzionali obbligatori da rendergli disponibili. In soldoni: a chi intenda acquistare azioni non quotate( anche di banche, ma non solo) e obbligazioni non statali deve essere sottoposto e consegnato in copia un prospetto di documenti scritti il grassetto a caratteri grandi e in campo rosso, debitamente da firmare in ogni pagina per presa visione e con la facoltà di recedere dall’acquisto nel 14 giorni successivi, come accade normalmente con le regole di commercio comunitario. Dopo di che, su uno vuole passare col rosso( ma a questo punto saranno pochi, salvo che gli emittenti non intendano pagare ben di più il rischio e, allora, altri si aggiungeranno con più ragionevole rapporto rischi/benefici: che so, un bond subordinato di una media banca italiana dovrebbe pagare un tasso di almeno 1000 basis points sulla media del mercato dei Titoli di Stato di peri duration), rischi pure di essere “investito”.

Paolo Turati

Non sarà Consob ‘giudice’ arbitrati
adnkronos.com
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