PREPARARSI ALLA NUOVA LIRA

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20150525_180706_resized  20150525_181430_resizedGrexit, Euroscettici che trionfano in Polonia e Bulgaria, i Podemos che sbaragliano la concorrenza politica in Spagna, la Gran Bretagna che il prossimo anno “referenderà” probabilmente l’addio all’UE, Berlusconi stesso che, in netto ritardo sui Cinquestelle e sulla Lega( ma i leghisti non erano al Governo con Berlusconi durante l’Euroeuforia?), dichiara che il ritorno della Lira sarà inevitabile( http://www.ansa.it/english/news/politics/2015/05/25/berlusconi-says-lira-return-inevitable_6b13a2fa-a5bc-4787-815a-1e1ed9fd3c41.html ). Ma come si dovrebbe dispiegare questo, auspicabilissimo( al fine di uscire da quella che, per Italia, Spagna, Francia e Grecia è la più grande crisi economica, causata dall’Euro e dall’idiozia del susseguente fiscal compact- come si può anche solo lontanamente pensare che Grecia, o Spagna, o le stesse Italia e Francia possano condividere coefficienti di bilancio equivalenti a quello tedesco, oltretutto  sine die!- pure inserito nelle Costituzioni, della Storia Moderna), processo? Lo ha spiegato molto esaustivamente il Professor Warren Mosler ieri in un affollatissimo convegno alla Camera di Commercio di Torino promossa dall’ Api a cui siamo intervenuti con parte del nostro Team Tactica. La tesi di Mosler, esattamente aderente a quella che io propugno, inutilmente, da oltre otto anni, è che o il Fiscal compact viene modificato onde consentire deficit di almeno l’8%( ma la Germania non vuole ché, in questo modo, addio alla sua competitività in termini di miglior produttività!), o si lasciano le cose come sono e in pochi anni la distruzione definitiva delle Economie europee non-tedesche è certa, oppure bisogna pensare ad un piano sostitutivo dell’Euro, per quanto attiene nello specifico all’Italia, con una nuova Lira. Sostanzialmente, ha osservato il Professore dell’Università del Missouri-Kansas City( ma anche di Bergamo e Trento), tutti gli Economisti non a libro paga dei poteri forti concordano sul fatto che non ci siano alte alternative. La reintroduzione della Lira dovrebbe procedere con la creazione di una doppia valuta circolante in Italia, senza eliminare in una prima fase l’Euro. Lo Stato provvederebbe ad effettuare tutti i pagamenti nella nuova( potrebbe avere un rapporto di 1:1 con l’Euro) o nella reintrodotta vecchia Lira( rapportata con l’Euro a 1936, 27), e sarà poi il Mercato, in funzione delle variabili macroeconomiche( tassi d’interesse, inflazione, crescita, massa monetaria) a determinare gli equilibri fra le due divise interne, la cui massa monetaria( con quelle che sono in Italia le spese dello Stato!) entro breve tempo dovrebbe andare ad equivalersi, onde alla fine, “la vinca la più adatta” al Paese( con quasi totale probabilità sarà da nuova Lira, svalutata – e così l’Economia nazionale ne trarrà in immenso sospiro di sollievo- rispetto all’ Euro, che è, come da millenni a partire dai Sesterzi, certamente più aderente alle caratteristiche dell’Italia).

Paolo Turati

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