Archivi del mese: settembre 2013

GRAN SUCCESSO A TORINO PER SOTHEBY’S ALL’ERSEL: TACTICA C’ERA.

Sotheby’s all’Ersel di Torino per il consueto cocktail ad inviti per la preview autunnale dell’Asta londinese di Arte italiana del XX Secolo. Straordinaria in termini numerici e qualificatissima la partecipazione a questo evento a cui abbiamo partecipato su invito degli amici della storica( e maggiore al Mondo) Casa d’Aste Londinese con gran piacere assieme a vari dei nostri contatti più selezionati, tutti dimostratisi soddisfattissimi per la grande valenza culturale ed economica dell’iniziativa. Nelle immagini, alle nostre spalle, due preziosi pezzi storici di due Maestri piemontesi di Arte Povera: una mappa di Alighiero Boetti ed uno specchio di Michelangelo Pistoletto.
 
Paolo Turati
 
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SIGNORAGGI..SI NASCE!

Un po’ di, ancorché discutibile complottismo, serve comunque anche per sforzarsi di capire certe asserzioni e, verosimilmente confutandole, far girare le rotelle in testa.

Paolo Turati

Da quando la crisi economica ha colpito duramente il mondo euro-americano, le pagine di economia, sia sul web che su quotidiani, sono passate dall’essere pagine da saltare a piè pari prim
Linkiesta.it

CARAVAGGIO, “RAGAZZO CON CESTO DI FRUTTA”, BEL CENNO DELLA SAATCHI GALLERY

Il Mio libro su Caravaggio “Notturno Barocco”, Ed. Ananke, 2005 .
http://www.lafeltrinelli.it/products/9788873250913/Notturno_barocco/Paolo_Turati.html
Nel caso, oltre al bel cenno della Saatchi Gallery per il 420mo anno di esistenza di questo lavoro di Michelangelo Merisi, buona lettura!
 
Paolo Turati
 

In honor of the great Caravaggio, who was born this day in 1571, browse our Young Masters collection for updated takes on iconic work: http://goo.gl/wKCm09

This painting from 1593 is Caravaggio’s “Boy with a Basket of Fruit,” currently housed in the Villa Borghese.

Foto: In honor of the great Caravaggio, who was born this day in 1571, browse our Young Masters collection for updated takes on iconic work: http://goo.gl/wKCm09 This painting from 1593 is Caravaggio's "Boy with a Basket of Fruit," currently housed in the Villa Borghese.
 

MANAGERITALIA IN SEMINARIO SULLO SMART WELFARE A TORINO: TACTICA CI SARA’

SMART WELFARE: Tactica, col sottoscritto e con Rosalba Pastorino, parteciperà domani a Torino all’interessante seminario ad inviti organizzato da Manageritalia Torino, presieduta dall’amico Silvio Massa, sul Welfare aziendale. Interverranno, fra gli altri, gli amici Claudia Porchietto, Assessore Regionale al Lavoro e Formazione Professionale e Massimo Giuliberti, Presidente Aidp Piemonte.
Paolo Turati
Foto: SMART WELFARE: Tactica, col sottoscritto e con Rosalba Pastorino, parteciperà domani a Torino all'interessante seminario organizzato da Manageritalia Torino, presieduta dall'amico Silvio Massa, sul Welfare aziendale. Interverranno, fra gli altri, gli amici Claudia Porchietto, Assessore Regionale al Lavoro e Formazione Professionale e Massimo Giuliberti, Presidente Aidp Piemonte.

Nespolo, Sotheby’s all’Ersel, Maquignaz: grandi eventi d’Arte d’inizio Ottobre in Piemonte con Tactica

Grandi eventi( qui sotto gli inviti e/o i dettagli) d’Arte e Finanza in Piemonte, la prossima settimana, che coinvolgono il sottoscritto e la collega Rosalba Pastorino e carissimi amici, come Ugo Nespolo, premiato il primo di Ottobre a Torino, il mio( come pure del suo scopritore Guido Folco) ”pupillo” Gabriele Maquignaz in performance espositiva il 5 Ottobre a Santo Stefano Belbo*, e poi le grandi aste internazionali con Sotheby’s all’Ersel il 30 Settembre con coktail ad inviti e il primo Ottobre con la preview, come da dettagli pubblicati dall’amico Angelo Mistrangelo, che ringrazio per essere sempre così solerte e disponibile, su La Stampa Torino 7 del 27 Settembre.

Paolo Turati
Presidente Tactica
foto di Paolo Turati.
foto di Paolo Turati.
foto di Paolo Turati.
foto di Paolo Turati.

 *COMUNICATO STAMPA

 “GABRIELE MAQUIGNAZ.

CODICE MAQUIGNAZ, L’ANIMA DELLA MATERIA”

 PROGETTO ESPOSITIVO INTERNAZIONALE

CURATO DAL MENSILE “ITALIA ARTE”, MUSEO MIIT E GALLERIA FOLCO

CON IL PATROCINIO di ITALIA ARTE INTERNATIONAL WEB TV, CDA CENTRO DOCUMENTAZIONE ARTE, TACTICA

 

5 OTTOBRE – 1 DICEMBRE 2013

 

INAUGURAZIONE: SABATO 5 OTTOBRE 2013, DALLE ORE 17.00

 

 

L’Hotel Relais San Maurizio – Relais & Chateaux, in Località San Maurizio, a Santo Stefano Belbo, ospita dal 5 ottobre al 1 dicembre 2013 il progetto espositivo “Gabriele Maquignaz. Codice Maquignaz, l’anima della materia”.

 

Curata da Galleria Folco, Museo MIIT e Italia Arte, la mostra segue la personale tenutasi al Museo MIIT di Torino la scorsa primavera e prosegue il percorso di mostre internazionali di Gabriele Maquignaz, che, negli ultimi anni, lo ha portato ad esporre presso alcune delle maggiori istituzioni pubbliche e private, come Istituti Italiani di Cultura, musei e fondazioni in tutto il mondo, dall’Italia agli Stati Uniti e alla Francia, dalla Danimarca alla Bulgaria, dalla Germania alla Repubblica Ceca.

L’esposizione presenta una selezione di opere recenti pittoriche e scultoree realizzate negli ultimi anni, concentrandosi sull’ultima serie di lavori pittorici in cui l’artista ‘rende visibile l’anima’: si tratta del cosiddetto “Codice Maquignaz”. Si entra così nell’essenza dell’esposizione e in quella che da sempre è stata la linea guida dell’opera di Gabriele Maquignaz, vale a dire l’indissolubile rapporto tra corpo e anima, tra fisicità e spiritualità, tra contingente ed eterno, tra vita e morte. Concetti espressi nell’opera dell’artista alla luce della fede cristiana, ma senza retorica e infingimenti, bensì accompagnati da una profonda ricerca personale che si fa, nelle sue opere, universale. Per la lingua italiana, il termine ‘codice’ significa, in senso astratto e nella terminologia linguistica e letteraria contemporanea, “ogni sistema organico di simboli e di riferimenti che consente la trasmissione e la comprensione di un messaggio, cioè di una comunicazione, il cui senso può essere inteso soltanto se parlante e ascoltatore (o scrivente e lettore o pittore e osservatore) adoperano lo stesso codice”. Le opere di Gabriele Maquignaz diventano così dei messaggi elaborati attraverso simboli e azioni condivise tra l’artista e il fruitore. Nelle opere del “Codice Maquignaz”, sempre presentate a coppia e affiancate, l’artista estrapola materialmente, fisicamente, con uno strappo o un taglio, l’anima della prima opera, il centro, la parte più significativa, lasciando un vuoto colmabile solo simbolicamente con la spiritualità dell’Uomo e la inserisce in un altro lavoro, come se si trattasse di una trasmigrazione dell’anima dal corpo fisico ed effimero alla sfera eterna e infinita. Eternità intesa quindi come condizione dell’anima dell’uomo al di là della morte, come superamento della condizione corporea terrena, che diventa però anche eternità dell’arte, della nuova opera così creata suggendo l’essenza della prima, la sua ‘anima’, appunto.

 Il termine ‘codice’ ha anche altri significati, come raccolta di leggi o complesso di usi e tradizioni, codice genetico, quindi della vita, sequenza di simboli scientifici e riconoscibili. Noi tutti siamo codificati e il ‘codice’ dimostra quindi la nostra esistenza; nel caso di Gabriele Maquignaz, considerata secondo un’ottica positiva e teologica di speranza e immortalità.

 E’ un percorso elaborato e stupefacente, esempio di creatività ed energia posta al servizio dell’arte, di un’idea di bellezza e potenza sposata a un profondo senso del sacro e della spiritualità. La formazione artistica di Maquignaz nasce dalla passione e dall’osservazione dei maestri, dall’indagine condotta sui grandi del passato, da Picasso a Ernst, da Arman a Vedova e dall’innata necessità di esprimersi attraverso il colore e la forma, la manipolazione della materia che si fa immagine. Nell’utilizzo e nella trasformazione di oggetti di uso comune in opere d’arte, Maquignaz elabora un concetto di creatività suggestivo e plastico, in cui l’armonia dei contrasti risulta vitale nell’elaborazione delle composizioni.

 

TESTI CRITICI:

NOTAZIONI CRITICHE SUL CODICE MAQUIGNAZ PER L’OPENING DI S. STEFANO BELBO DEL 5 OTTOBRE

(di Paolo Turati, Presidente di Tactica)

Il corso di uno degli eventi epocali più rilevanti di tutti i tempi, la Seconda Guerra Mondiale, mutò e ri-mutò di segno a causa di un Codice e della sua decodifica. Il Codice, di comunicazione tedesco, si chiamava Enigma e il merito principale della sua decrittazione( cosa che salvò da allora la vita di innumerevoli vite umane) fu di una mente eccelsa, quella del matematico britannico Alan Turing. Questo esempio,  per sottolineare come risulti pregnante nel delinearsi degli eventi umani il modo di comunicare, compresa la babele dei linguaggi,  e di diffondere e tramandare le informazioni  per simboli( si pensi ai geroglifici egizi o ai caratteri cuneiformi sumeri), per convenzioni, ( oggigiorno i )per “bit”: per l’appunto attraverso “codici”.

Qual è il problema  più ostico da risolvere da parte dell’uomo? Evidentemente, quello dell’essere o non essere  , come ci ricorda uno dei due sommi visionari( assieme a Dante Alighieri) della letteratura di tutti i tempi: William Shakespeare. Col ragionamento, la questione risulta impossibile da risolvere: è impraticabile il far addentrare in meandri tanto contorti un elemento come la mente, che, proprio per sua costituzione, “mente” a chi le chiede ‘informazioni’ su qualcosa che, per evidenza,  non può non essere ma che non riesce col ragionamento a capire come faccia ad essere.

Corpo, anima, spirito ovvero Padre, Figlio, Spirito Santo, oppure Brahma, Shiva, Vishnu: per chi non crede e per chi, invece, possiede il dono della Fede il percorso epistemologico non è sostanzialmente diverso.  Ma necessita di una guida( un Virgilio dantesco), che imponga riflessioni maieutiche onde riportare dentro la mente la conoscenza metafisica che pervade l’ordine universale delle cose.

Questo percorso gnoseologico dello scoprire cosa è nascosto non è certo un esoterismo appannaggio degli iniziati. E’ piuttosto un processo in cui, grazie a dei “decoders” umani presenti da sempre  fra le genti, viene resa disponibile a chiunque sia di “buona volontà”  l’intuizione, l’illuminazione( come direbbero i Buddisti), la riunione di Padre, Figlio e Spirito Santo( per i Cristiani). Solo i grandi artisti possiedono questo dono, ed è per questo che la loro opera trascende il Tempo,  il grande impostore, come le teorie relativistiche einsteiniane, quantistiche planknkiane e indeterministiche eisenberghiane hanno ormai dimostrato anche teoreticamente per vari versi.

Gabriele Maquignaz è, a mio sommesso ma fermo parere, uno di questi artisti. Col suo Codice Maquignaz, oggi ci suggerisce con lo sdoppiamento della forma di un’opera la sostanza delle cose in modo che soddisferebbe gli stessi aristotelici. Forse non i neoplatonici e i sostenitori del divenire, del fluire continuo delle cose, dell’azione incessante dell’Essere( che nell’Arte si è espressa al massimo livello con l’Action painting di Pollock e De Kooning), ma nel Mondo c’è spazio per, magari non tutti, ma per molti di quelli che ricercano il bene supremo della Verità.

 Il suo sottrarre materia col taglio di una forma( e in certi casi, che forma: un teschio, simbolo della riflessione sulla ‘fine’, che è poi sempre un nuovo ‘inizio’) di una superficie da un supporto pittorico e la sua ‘asportazione’ da riposizionare a riempire altro spazio creato( come osservava il titano Robert Rauschenberg: l’ Arte è creare spazio) vale una somma ben superiore a quella degli addendi. L’azione di Maquignaz s’inserisce non solo  perfettamente nel solco dello Spazialismo di Lucio Fontana e delle sue evoluzioni che ne hanno saputo dare i vari Enrico Castellani o Agostino Bonalumi, ma lo reinterpreta portandolo alle estreme conseguenze . La sua opera diventa “binaria” come il linguaggio di un computer : in ognuna delle sue opere sdoppiate c’è un pieno e un vuoto, uno zero ed un uno, un essere ed un non essere,  un positivo ed un negativo, una materia ed un nulla: è l’essenza dell’Universo: così semplice da capire quando la grande Arte( dalle grotte di Altamira a Stonehenge, da Giotto a Caravaggio, da Kandinsky a Mirò: non esiste davvero soluzione di continuità), ci fa “vedere” la soluzione così come  fa un radar nello scandagliare un fondale marino o una risonanza magnetico-nucleare nello scannerizzare un corpo, diversamente, col solo ragionamento, di impossibile conoscibilità.

Paolo Turati

MAQUIGNAZ: ARTE COME METAFORA DELLO SPIRITO

L’anelito verso l’infinito, le ataviche domande sull’esistenza e sulla morte risiedono da sempre nel più profondo dell’animo umano e gli artisti di ogni tempo hanno rappresentato il complesso percorso verso la conoscenza del Sè, interagendo con l’effimera natura della  materia e l’immortale condizione dello spirito. Gabriele Maquignaz interpreta questa primordiale necessità dell’essere umano con un approccio istintivo alla pittura e alla scultura, ricercando nel segno e nel gesto l’essenza della vita. Il suo percorso artistico scaturisce da una necessità epidermica di confrontarsi con se stesso e con gli altri, con i grandi misteri dell’universo, con la divinità insita in ognuno di noi. Nelle sue opere emerge la perenne lotta interiore tra bene e male, tra le tenebre del dolore e la luce della rinascita, tra la vita e la morte. L’alfabeto espressivo dell’artista si nutre di simboli e metafore: dal volto destrutturato e scomposto in energiche spatolate cromatiche scavate nel colore al teschio dorato e svuotato della carne il passo è breve, quasi immediato, anche iconograficamente, a ricordarci il veloce e inarrestabile fluire del tempo. L’icona della bellezza corporea, della perfezione fisica, della cultura dell’immagine viene invece bloccata, fermata, arrestata nella colata immutabile e conservativa della resina, quasi un processo di mummificazione del sogno di bellezza e giovinezza che pervade l’uomo del terzo millennio. Le opere di Gabriele Maquignaz indicano sempre una strada verso la salvazione, che si tratti delle emblematiche vette di bronzo e acciaio che riproducono le sue montagne valdostane o quegli sguardi perduti in un oceano di colore e disperazione. L’artista intende esorcizzare la morte attraverso la sua opera, ne comprende e ne vive intensamente il dramma esistenziale, indicandoci però una via di salvezza. E’ la strada che conduce all’Uomo e al suo spirito, impervia e ricca di ostacoli, personale e unica nel percorso individuale, ma la grande arte sa renderla miracolosamente universale, trasversale nel suo linguaggio di espressione e di simbologia. Per questo Gabriele Maquignaz riesce a raggiungere con la sua creatività l’intimo dell’osservatore, con immediato fervore e sapiente mestiere. Negli anni l’artista ha perfezionato l’antica e complessa arte della fusione bronzea a cera persa, ha individuato nell’acciaio un materiale moderno, perfetto nell’elaborazione contrastante tra linguaggio antico e tradizionale e innovativo strumento espressivo, ha colto con estrema sintesi e ironia le tendenze e le debolezze contemporanee rendendole arte, gioco, riflessione, provocazione. Maquignaz scardina quindi la realtà e il linguaggio artistico tradizionale, li trasforma in un sogno surreale e inaspettato partendo dalla quotidianità per arrivare all’infinito. L’artista elabora con la fantasia personaggi improbabili, allucinate presenze totemiche e un bestiario dal sapore medioevale e gotico che abita spesso le sue lastre di ferro forgiate, le sculture saldate e assemblate da cui spuntano chiodi, lance, corazze immaginifiche, specchio di un inconscio che emerge prepotente e inarrestabile dai lavori dell’autore. Questa ricerca attenta, scrupolosa, dinamica del lato meno conosciuto di noi stessi diventa la cifra stilistica predominante nell’arte di Gabriele Maquignaz, così come la sperimentazione di una libertà espressiva e anticonformista tipica di un Surrealismo contemporaneo, fortemente evocativo e fantastico eppure così aderente alla vita. Può sembrare una contraddizione in termini parlare di un Surrealismo ‘reale’, eppure questo diventa un carattere peculiare delle sue creazioni, quel ritrovarvi sempre e comunque lo spirito vitale che ammanta il quotidiano e l’esistenza stessa, rielaborandoli con lo sguardo del poeta e del visionario che vuole trascendere il contingente per raggiungere l’ignoto e il mistero della vita. Il senso di sacralità emerge così all’improvviso, inatteso, da una montagna scolpita nella creta e fusa nell’acciaio, che tende al cielo e all’eternità, dalla metafora delle “cornici spezzate”, vuoti involucri di una vita (e di un’arte) ormai allo sbando, dalle icone che nulla hanno di sacro, se non il monito a ritrovare la vera umanità, lasciando alle spalle il consumismo e l’adorazione dell’immagine effimera dell’uomo. La fede in un Dio, che si chiami Natura, Universo, Uomo, assume la valenza di un processo salvifico che si snoda tra i meandri della gioia e del dolore che caratterizzano ogni nostra giornata. L’artista recupera, nell’elevazione della materia a spirito, il senso ultimo del Creato, riportandoci in una dimensione reale, viva, pulsante di bellezza e armonia, quasi un’Eucarestia, un ‘rendere grazie’ alla Maestà di Dio e all’eterna meraviglia che l’uomo prova al cospetto della natura.                          

Guido Folco

Editore-Direttore Italia Arte

Presidente Galleria Folco – Direttore Museo MIIT Torino

 

BIOGRAFIA DI GABRIELE MAQUIGNAZ E REGESTO ESPOSITIVO

Gabriele Maquignaz è nato ad Aosta nel 1972. Figlio d’arte, suo padre è il noto pittore Aimé Maquignaz, fin da bambino manifesta propensione e talento per la manualità creativa, affiancando ben presto agli studi tradizionali anche altri interessi, come lo sci, di cui diventa maestro della Scuola del Cervino o, dagli anni 2000, la politica, che lo vede impegnato nella sua regione prima come Consigliere comunale di Valtournanche e poi in qualità di Consigliere regionale. Anche imprenditore nel settore turistico, diventa Presidente degli albergatori valdostani, ma la passione per l’arte lo accompagna sempre nel corso del suo percorso professionale, fino a sfociare, nel 2002, in una necessità fisica e spirituale di esprimersi attraverso la pittura e la scultura. Nascono così i primi dipinti fortemente materici, cromatici, realizzati con assemblaggi di oggetti di uso quotidiano inseriti in contesti originalissimi per struttura e idea. L’incontro con François Thévénin, noto scultore di Cannes, segna una svolta decisiva nelle creazioni di Maquignaz. Maestro nel manipolare i materiali, Maquignaz predilige il confronto con il ferro, l’acciaio, il bronzo, il legno, le plastiche e le resine, che impara ad utilizzare con estrema perizia, fino a creare le sue inimitabili “Icone sexy Chic”, specchio di una società dell’immagine svuotata di spiritualità, o rappresentando il mondo, la natura, la vita attraverso creature scaturite dalla fantasia, dai sogni e dagli incubi, dall’elevazione spirituale e dalle paure terrene più recondite. Il suo percorso artistico lo porta ad affrontare sfide sempre nuove, come la fusione della monumentale scultura bronzea “Primitif”, probabilmente l’opera più ‘alta’ d’Europa, quasi un inno alla sacralità della natura, fino al confronto con culture e mercati internazionali diversi, esponendo presso gli Istituti Italiani di Cultura di Praga, Copenaghen, Sofia, Colonia, in fiere mondiali come quelle di Miami o in contesti artistici museali come la Fondazione AEM di Milano, Villa Gualino, il Museo Regionale di Scienze Naturali e la Sala delle Colonne del Castello Reale di Torino, il Palais des Congrès di Parigi, il Museo Künstlerforum di Bonn, il Museo Altes Dampfbad di Baden-Baden e la Zhou Brothers Art Center Foundation di Chicago.

 

SCHEDA RIASSUNTIVA:

 

TITOLO MOSTRA: “GABRIELE MAQUIGNAZ. CODICE MAQUIGNAZ, L’ANIMA DELLA MATERIA”

 

SEDE: Spazio Bianco – Hotel Relais San Maurizio – Relais & Chateaux, Loc. San Maurizio, 39

12058 Santo Stefano Belbo (CN)

DATE: 5 OTTOBRE – 1 DICEMBRE 2013

 

TIPOLOGIE DI OPERE: SCULTURE IN BRONZO E ACCIAIO, DIPINTI AD OLIO, PITTOSCULTURE IN FERRO E LEGNO, ASSEMBLAGGI

INFORMAZIONI: +39 339.1371001

ABORTO-ETICA E TUTELA DELLA VITA: LE NUOVE GENERAZIONI MEGLIO DELLA NOSTRA

Etica e tutela della vita: come riporta La Stampa di ieri, si sta ormai rivoluzionando, davvero ‘copernicanamente’ rispetto agli anni “mitraglianti” della L. 194, la mappa dei ginecologi antiabortisti. Nel solo Piemonte sono ormai sette su dieci( il che vuol dire che i restanti tre su dieci si ritrovano, peraltro, nella situazione di dover dedicare gran parte del loro impegno professionale a praticare aborti a getto continuo per tutta la vita). Probabilmente non ci sarà bisogno di riformare la L.194( “titolare” della, per usare un eufemismo, ‘non-nascita’ di sette milioni di piccoli Italiani: proprio quel ‘tot’ di popolazione giovane – un vero contrappasso economico- che, oggi, consentirebbe  al nostro Paese di uscire dalla crisi con le proprie forze intene): ci penserà  una nuova etica civile e umana che, e lo si nota sempre più chiaramente, si sta sviluppando nelle nuove, presumibilmente assai migliori della nostra( a cosa abbiamo ‘decostruito’ in questi ultimi venticinque anni è agli occhi del Mondo), generazioni.
 
Paolo Turati
 
Foto: Etica: come riporta La Stampa di ieri, si sta ormai rivoluzionando, davvero 'copernicanamente' rispetto agli anni "mitraglianti" della L. 194, la mappa dei ginecologi antiabortisti. Nel solo Piemonte sono ormai sette su dieci( il che vuol dire che i restanti 3 su dieci si ritrovano, peraltro, a dover sostanzialmente praticare aborti a getto continuo per tutta la vita). Probabilmente non ci sarà bisogno di riformare la L.194( "titolare" della, per usare un eufemismo, 'non-nascita' di sette milioni di piccoli Italiani): ci penserà una nuova etica civile e umana della popolazione.
 

26 SETTEMBRE: GRANDI EVENTI CULTURALI E DI FASHION A TORINO

Un 26 Settembre significativo per la Torino della Cultura e dell’Alta Moda. Ho volentieri partecipato con la collega Rosalba Pastorino: prima all’interessantissima conferenza della Seshat in cui la mia cara amica Maria Stella Mazzanti ha tenuto una dotta conferenza sul Nilo; poi, alla Vineria di Via San Francesco da Paola 23 alla mostra pittorica ” Il Rosso ed il Bianco”, rispettivamente presentata e curata dagli amici Giampiero Leo, Consigliere Regionale, e Paolo Facelli; quindi all’affollatissima inaugurazione del negozio di Trussardi, presenti molti esponenti della Torino, e non solo, da “red carpet”, fra cui molti calciatori della Juventus. Infine all’evento Bmw( saranno tedesche, ahimè, ma che belle auto!) alla Lavanderie a Vapore di Collegno. Domattina a Venaria, le Carrozze Storiche e, infine, il “piatto forte” di Lunedì e Martedì prossimi, rispettivamente col cocktail ad inviti( ma, subito dopo, “via di corsa” alla Terrazza Solferino per il Convegno sullo Smart Welfare di Manageritalia Torino, Presiduta dal mio caro amico Silvio Massa, tenuto, tra gli altri dalla mia amica Claudia Porchietto, Assessore Regionale al Lavoro) e con la preview dell’ Asta londinese dell’Arte italiana del XX Secolo di Sotheby’s all’Ersel, tutti eventi cui non mancherò di presenziare.
Finalmente, segni evidenti di risveglio, nel copoluogo piemontese, alla faccia dei nichilisti.
 
Paolo Turati
 
foto di Paolo Turati.
foto di Paolo Turati.
foto di Paolo Turati.
foto di Paolo Turati.