Archivi del mese: aprile 2010

ADHESIVE POWER…


(Red tube of glue)

http://www.lospiffero.com/index.php?option=com_content&view=article&id=470:bresso-alza-il-tiro-elezioni-regionali-da-annullare&catid=3:prima-pagina&Itemid=7

…direbbero "oltremanica"…ecco il contenuto di un articolo tratto da "Lo Spiffero", cui si accede cliccando su link qui sopra indicato.

Lo Staff di A.R.E.A. Civica di Responsabilità

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INVITO A VILLA AMORETTI, GIOVEDI' 6 MAGGIO H 18- DISSERTERO' PUBBLICAMENTE DI ART MARKET CON ANGELO MISTRANGELO

 
 

IL 5 PER MILLE A FAVORE DELL' ASSOCIAZIONE CONSUMATORI PIEMONTE


Pubblico qui sotto gli estremi del comunicato emesso dall' Associazione Consumatori Piemonte, Presieduta da Gavino Sanna e del cui Consiglio direttivo faccio parte, in merito alla destinazione del 5 per mille della delle denunce dei redditi. Sosteneteci, se credete: il servizio che prestiamo per  consumatori e risparmiatori magari non appare spesso sulle pagine dei giornali e sui media ma, anche grazie al fatto che la nostra Associazione è certamente fra quelle maggiormente in crescita sia qualitativa che quantitativa( ormai nell'ordine delle decine di migliaia i nostri soci) e meglio reputate a livello nazionale, lascia il segno. Eccome.
Per informazioni su interessanti aspetti dell''attività, potete cliccare sul link qui sotto:  http://www.consumart.it/home.php

Paolo Turati

Il 5 per mille a favore di Associazione Consumatori Piemonte
 
Anche nel 2010, nella dichiarazione dei redditi, potete scegliere di devolvere il 5 per mille delle imposte a favore di Associazione Consumatori Piemonte.
Per sostenerci è sufficiente indicare nell’apposito spazio della dichiarazione il nostro codice fiscale: 97541120016.
Basta scrivere il numero sopra riportato e firmare, nello spazio destinato al 5 per mille a favore delle associazioni di promozione sociale.
Il 5 per mille non comporta alcun onere aggiuntivo per il contribuente, viene infatti detratto dalla tassa pagata, come già avviene per l’8 per mille.
La scelta di destinare il 5 per mille non è alternativa a quella dell’8 per mille, pertanto è possibile scegliere entrambe.

 

CORONE NORVEGESI, BONDS SOVRANAZIONALI E ALTRE SUGGESTIONI

 
File:Braut ausBergen.jpg
Nel gran bailamme monetario di questi tempi, ecco un'analisi d'investimento in bonds “di pura scuola”( e che non vuole essere una sollecitzzione ad investirvi), che non pare comunque inutile fare, se non altro per “elasticizzare” un po’ la capacità critica rispetto a qualche “nicchia” di mercato, magari anche solo retrospettivamente, interessante. Eccellente l’emittente, l' Ente sovranazionale World Bank AAA, taglio minimo10.000,00 Euro; cedola lorda 3.375% annua e scadenza 30 Aprile 2015( con scadenza più a lungo ci sono altre emisioni immediatamente più redditizie ma sconsigliabili, stante il rischio di un probabilissimo aumento dei tassi d'interesse nel giro di non molto tempo, il che deprimerebbe troppo sensibilmente il corso del bond in oggetto); forte la divisa, le Corone norvegesi. Da un punto di vista reddituale il bond in questione non si discosta dal rendimento di un titolo governativo di pari caratteristiche in Euro ( 3,375% lordo più o meno quotato attorno alla pari, com’è questo bond, di garantisce un 3% netto), mentre il discorso del cambio è di tutt'altra natura. Osservando il grafico del cambio €/Nok degli ultimi 5 anni, si evince come oggi la Corona norvegese sia praticamente ai massimi contro Euro( 7,86, rispetto a quasi 10 di un anno fa): cosa che, se da un lato depone favorevolmente sulla "forza" della Corrona Norvegese ( o, meglio, sulla debolezza dell'Euro, se si pensa che, in un anno, lo stesso “sgnagheratissimo” Dollaro è passato da 1,60 a 1,30), dall'altro mette in guardia sull’interrogativo del perdurare di questo trend. Complesso dare giudizi definitivi in merito: difficile ci possano essere metri di giudizio univoci. La struttura economico-finanziaria norvegese appare solida( grazie ai suplus continuativi derivanti dall’estrazione petrolifera che hanno, tra l’altro, dato vita ad una delle più potenti strutture di Sovereigns Wealth Fund del pianeta), tuttavia non reggerebbe ad un' ondata speculativa contro la Corona Norvegese: ipotesi allo stato del tutto teorica ma non peregrina, visto che gli speculatori internazionali ( dai "vulture funds" in avanti: si è visto cos'è successo alla ben più piccola e molto maggiormente tribolata realtà dell'Islanda) si "avventano", di volta in volta, com'è logico, preferibilmente sulle prede più piccole( sotto questo punto di vista i titoli di Stato in Euro della grandi Nazioni europee sono più protetti) e talvolta non è detto che la "qualità" risulti un requisito sufficiente di protezione. Un’ultima considerazione sull’emittente del bonds( che, grazie alle caratteristiche intrinseche dei medesimo ed ai market makers "naturalmente"di buon livello che ne gestiscono il mercato secondario è sicuramente considerabile "liquido"), la World Bank, ente sovranazionale, assieme alla Bei e poche altre realtà equvalenti, dalle caratteristiche, al di là del tempo che può eventualmente trovare il suo doppio rating AAA/aaa, certamente attraenti, specie oggi, quando attorno a molti debiti sovrani si accusano scricchiolii sempre più sinistri.  
 
Paolo Turati.

LA CRISI DELLA GRECIA IN UN MONDO ECONOMICO-FINANZIARIO SENZA CONTROLLI E PURE SENZA NERBO

(LE…ROVINE DI ATENE)
Saranno almeno 135 i miliardi di Euro necesari in tre anni per evitare il default della Grecia( cliccare sul link ANSA più sotto). Fondi che si connotano come "prestiti" ma che saranno quasi certamente "a perdere" a carico dei contribuenti dell'Unione Europea e dell'Fmi. Solo noi italiani dovremo sborsare "pronta cassa" solo come prima rata del "riscatto" ateniese 5 miliardi, quando il rischio in termini di esposizione verso la Grecia che insiste sull'Italia è in tutto proprio di 5 miliardi( ipotizzando una stima di perdita, in caso di default, ipotizzabile, come da "consensus" medio, 70%, ne perderemmo al più 3,5), e non, rispettivamente, di quasi 80 per la Francia e di una quarantina per la Germania, che hanno un interesse ben maggiore a che si eviti la replica delle Termopili. Di più: a noi certamente non conviene che la Grecia non fallisca a questo prezzo, ma lo stesso si può dire, anche se a denti molto più stretti, per gli altri due pivot europei. Nazioni come la Grecia, semplicemente( non è questa la sede per sviscerarne le molteplici, molte storiche, cause), "non ce la fanno" a stare nel gruppo europeo e non è( solo) una colpa, ma uno stato di fatto e non è che il futuro presenti prospettive diverse da nuovi salvataggi di Nazioni di tipologia "pigs"( Portogallo, Irlanda, Grecia, Spagna) senza soluzione di continuità. I "taroccamenti" dei bilanci di Atene sono anche frutto di questo: se uno pretende che una Cinquecento si metta in viaggio alla velocità della Ferrari che la precede, come minimo alla prima si deve truccare il motore, ma dopo un po', inevitabilmente, questo scoppia. La paura dei tecno-banco-burocrati ormai senza nerbo dei giorni nostri è il contagio, sicché tutti a mettere mano al portafoglio per eludere un problema che è strutturale, ma, oltretutto, anche etico. Chi rompe paga, com'è stato per la Lehman Brothers, circa il fallimento della quale a suo tempo sono stati straccaiti chilometri di vesti per la paura del "contagio", salvo poi rendersi conto che non solo contagio non c'è stato ma che, da lì, si è partiti per la riforma del sistema finanziario privato. Dal default della Grecia( che ha le dimensioni prefette a livello esemplificativo erga omnes e che, in ogni modo, nel "mid term" è stimato come possibile dal mercato dei Credit default swap al 46%, mentre, mediamente, gli economisti valutano ad oggi la probabilità attorno al 23%) scaturirebbero con buona probabilità i prodromi per la, necessarissima, riforma del sistema finanziario sovrano. Con buona pace dei Greci( e non solo), finalmente non più costretti ad inseguire con una Cinquecento ("dracmaticamente" svalutabile quando serve) una Ferrari il cui motore deve battere in testa per aspettarla mentre un bolide giallo targato Pechino sta prendendo ormai il largo. 

 http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/topnews/2010/04/28/visualizza_new.html_1767226301.html

Paolo Turati.   

PEDOFILIA E CONTRIBUTI ALLA CHIESA CATTOLICA

File:Emblem of the Papacy.svg

C'è più di un fantasma che aleggia, in questi giorni, nelle stanze vaticane del potere. Non si tratta solo delle terribili ripercussioni d'immagine derivanti dall'emergere sempre più dirompente di casi di depravazione sessuale criminale( ove il reato non possa prefigurare un titolo ancor più grave, risultando peraltro, con la mediaticità telematica odierna sempre più invasiva, il richio di una recrudescenza ulteriore del fenomeno di giorno in giorno sempre più incombente: solo che si clicchi un po' su Internet per documentarsi e ci s'imbatte – dopo aver provato, ci si rende davvero conto, e con raccapriccio, che non è una fantasia inventata dai media- in siti dalle immagini agghiaccianti) da parte di portatori di abito talare o di saio anche facenti parte dei vertici delle gerarchie ecclesiastiche, ma di qualcosa di più immediatamente tangibile. Intervistati dal Bild, quasi un quarto dei tedeschi stanno per "ritirare" la fiducia verso la Chiesa in modo molto pragmatico, come tra l'altro riporta la stessa "Stampa" di oggi, ovvero mediante il ripensamento nel contribuire al sostentamento della medesima Chiesa con la quota prevista dalla prassi normativa nella denuncia dei redditi( cliccare sul link del "Clandestinoweb" più sotto segnalato). Ove ciò accadesse anche con l' 8 per mille in Italia( come paventa lo stesso Don Andrea Gallo, anche tenendo conto delle dinamiche offertorie già di per sè "decrescenti" degli anni passati: cliccare sull'altro link più oltre) ed in altri Paesi, il conto economico del Vaticano andrebbe terribilmente in rosso, costringendo la bimillenaria istituzione a mettere mano, qualcuno direbbe "finalmente" all' immenso (esentasse) patrimonio composto di beni mobili ed immobili. Come per dire: sarebbe stato meglio, per la Chiesa, un certo numero di mali immediati( derivanti dalle conseguenze dell'emersione, tuttavia prontamente e debitamente denunciata, di fatti criminali di depravazione o ancor peggiori come quelli sopra citati) che una finta tranquillità "da insabbiamento", specie quando, man mano che ci si allontana dalla fine della vita terrena di un Vicario di Cristo come Papa Wojtila, ci si rende conto come personaggi "attrattori" di Fede come quello siano molto ma molto e sempre ma sempre più rari e che il rischio, stanti anche le crisi economiche incombenti sempre più frequenti, di ritrovarsi a ritrasformarsi in tanti "Fra Galdino" del Terzo Millennio potrebbe, per i componenti degli ordini religiosi, non essere del tutto un'ipotesi così remota.

http://www.clandestinoweb.com/?option=com_content&task=view&id=32680

http://www.ilgiornale.it/genova/pedofilia_don_gallo_preoccupato_soldi/03-04-2010/articolo-id=434821-page=0-comments=1

Paolo Turati

SERVICE DI OPINIONE MERITORIO DEL LIONS CLUB TORINO VALENTINO


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Più sotto il link( cliccarci sopra) con la pagina della cronaca del Piemonte dell'edizione odierna de IL GIORNALE, dov'è recensita la serata organizzata lunedì scorso dallo storico Lions club torinese( che ha ritenuto di nominarmi – non so quanto meritatamente -Presidente) con alti scopi di "service d'opinione". L' amico consocio Giuliano Molineri, notisssimo Architetto e designer, ha guidato sapientemente e con tatto il tema dell'eccesso di cronaca nera e violenta che compare sui media e delle metologie "attrattive" di audience attraverso le truculenze delle tematiche d delle immagini. Un tema critico, con implicazioni sociali rilevanti e, a volte , devastanti. Una fenomenologia sociale critica, su cui riflettere seriamente.  

http://www.ilgiornaledelpiemonte.com/pag_edizione/10042801.pdf

Paolo Turati