Archivi del mese: febbraio 2009

TROFEO OCCHIALI D'ORO

Sono stato invitato( ed ho volentieri aderito, con mia figlia Giulia, anche lei dotata di significativo "pedigree" agonistico pregresso, a partecipare ad una gara di sci alpino( slalom gigante) di solidarietà, che si inquadra nell’ ampio "service" internazionale lionistico della raccolta e del riciclo degli occhiali usati, i cui introiti verrano, appunto, devoluti, per quello scopo. Com’è noto, il Lions club international ha fatto suo, sin dalla propria costituzione, il motto "sight first", ed i risultati in questo campo specifico( ma certamente non solo) secolari parlano chiaro. I numeri( ventisette, diconsi, ventisette milioni!) di coloro che hanno riacquistato la vista o l’hanno conservata grazie ai service lionistici sono strabilianti. Chi ritenesse di sostenere l’iniziativa( o, anche solo, essere presente), può venire a Bardonecchia domani, domenica 1 Marzo: la manifestazione inizia alle ore 11 sulla "mitica" pista Fisi 50 del Colomion.

Paolo Turati.

SEGNALAZIONE EDITORIALE

La collezione Saint-Laurent/Bergé ha appena battuto a Parigi da Christie’s ogni record possibile immaginabile( ne parlerò quanto prima dettagliatamente). L’Arte continua a "tirare", nonstante la crisi globale, sia come Mercato che come interesse da parte di un numero sempre maggiore di appassionati, anch’essi globalizzati. In questo filone s’inserisce l’interessante volume che segnalo qui sotto, edito da Ananke, di Antonin Artaud sul surrealismo, balthusiano e non solo.

Paolo Turati.

Balthus e i surrealisti

di: Antonin Artaud
Balthus e i surrealisti
€ 14,00
  Al centro di questi scritti di Artaud dedicati a Balthus e al surrealismo, al quale aderisce tra il 1924 e il 1926, vi è il tentativo di fare dell’arte un mezzo con il quale collocarsi oltre il mondo e da qui cogliere il significato essenziale della vita.
L’arte deve spingersi oltre la semplice rappresentazione delle realtà, deve diventare il luogo di manifestazione della complessità dell’individuo, della sua interiorità e dell’unità che lo lega al mondo.
In particolare l’opera di Masson insieme ad alcune tele di Bosschère e ai quadri di Paul Klee (definito un “pittore mentale”) aprono lo spazio della pittura al mondo dello spirito.
Di qui l’iniziale entusiasmo di Artaud per la poetica surrealista, il far emergere il “reale sprofondato” che tuttavia, successivamente, sembra esaurire la spinta rivoluzionaria.
Ecco pertanto l’interesse di Artaud per la pittura di Balthus, vista come reazione al surrealismo.
L’opera di Balthus sonda il reale per scoprire, dietro forme chiare e riconoscibili, il segreto che in esse si nasconde. Un mistero che egli stesso non ha pienamente svelato ma soltanto suggerito servendosi, in particolare, del simbolismo della luce, attraverso il quale il surreale appare come il “fragile passaggio”, il volo trasparente di una falena, dietro la quale corre una ragazzina nel tentativo di salvarla dalla morte.

“Si può dire che c’è un colore, una luce, una luminosità alla Balthus. E la caratteristica di questa luminosità è prima di tutto di essere invisibile. Gli oggetti, i corpi, i volti sono fosforescenti senza che si possa dire da dove gli giunge la luce”. [Antonin Artaud]

Noto in particolare come teorico del teatro della crudeltà, Antonin Artaud (1896-1948) dedica gran parte della sua opera alle arti plastiche come disegnatore di décors, costumi e ritratti e in qualità di critico d’arte: celebre la sua monografia su Van Gogh. Numerose le amicizie e le collaborazioni con diversi artisti, tra cui in particolare i pittori Balthus e Masson, con i quali condivide la ricerca rivolta al surreale.

Testi a cura di Paola Lalario

QUALCOSA DI CONCRETO

Capo cassiera da te.

Qui sopra, la mia amica Carla, capo cassiera della Sede di un primario Istituto di Credito, mentre maneggia con la grande abilità che le è propria, mazzi di contanti. Nell’era della moneta "elettronica" e dei conti online sembra un’immagine d’antan, eppure, oggi come oggi, non è detto che sia destinata a scomparire nel giro di pochi anni, secondo glia auspici dei "modernisti" ad oltranza. Ad onta dei proclami( liquidità+sicurezza), anche le maggiori Banche elettroniche sono state investite in pieno dalla crisi finanziaria ed in molti casi solo l’intervento massiccio dello Stato( cioè dei contribuenti) ne sta scongiurando l’insolvenza. Tornare, (o evitare di renderla totalmente inesistente per il futuro) alla "materialità" dei beni mobilari potrebbe essere una base su cui controriformare gli eccessi montati o in corso di ebollizione nel campo finanziario. La crisi delle carte di credito che sta per abbattersi sui mercati finanziari e che peggiorerà ancora l’attuale congiuntura è la dimostrazione di come si sia utilitaristicamente( da parte di produttori di beni e venditori di servizi) sponsorizzata una grave diseducazione rispetto a quelli che sono i più elementari principi di Economia anche solo domestica: cioè di spendere( al massimo!)il denaro di cui si dispone sul momento. Non anche tutto quello che, forse, arriverà in futuro.

Paolo Turati.

VELTRONI S'E' DIMESSO, E GLI ALTRI?

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di Mariano Turigliatto

Veltroni si è dimesso. I dirigenti del Pd sono oltre il bordo di un baratro di cui sospettavano l’esistenza, ma che in fondo non avevano mai veramente considerato, presi com’erano a costruire correnti e a consolidare orti e orticelli, ad alzare steccati a tenere fuori i concorrenti, a piazzare parenti e fedeli nei posti chiave, alimentando la corsa alla mediocrità e al conformismo .
Le dimissioni di Walter segnano la conferma di quanto l’ideologia berlusconiana abbia permeato il centrosinistra italiano e, in definitiva, la cultura dell’intero paese. Già solo l’idea che si potesse costruire un partito nuovo (o un nuovo partito), senza vero confronto, senza battaglia politica, senza confronti e scontro di opzioni è davvero balzana e completamente berlusconiana. Ancora di più l’idea che questo partito nuovo potesse avere un appeal verso la società organizzandosi in correnti che ricalcavano non già opzioni ideali, ma le vecchie lotte personalistiche di capi e capetti dei Ds e della Margherita. Che cantonata! Soprattutto quanti entusiasmi e quante illusioni suscitate in tanti che, come me, hanno profondamente creduto che si potesse e dovesse superare la frammentazione per costruire un contenitore politico ampio, plurale, democratico, da contrapporre al partito-azienda berlusconiano.
La cosa pareva anche funzionare al suo debutto: un anno fa Walter girava per l’Italia a fare scuola di politica, assumeva decisioni destinate a cambiare il quadro dei rapporti politici e la stessa geografia politica del Parlamento, sorretto da un capitale di credito che metteva a tacere anche i più dubbiosi. Solo un anno dopo del centrosinistra restano solo macerie, rancori, rabbia, pochezza e incapacità. Nel dimettersi Veltroni si è assunto la responsabilità di questo e di molto altro ancora, sappiamo tutti che la questione è ben più complessa e drammatica.
Quelli che vogliono partecipare alla vita politica oggi sono  perlopiù costretti ad organizzarsi  fuori dai partiti, in primis proprio il Pd, costruendo liste civiche o aggregazioni spontanee di varia natura  e colore che cercano – non sempre con grandi risultati – di costruire regole democratiche e di praticarle. A meno che non “vadano a servizio” da qualche notabile entrando nella sua corrente, è preclusa a chiunque la strada della competizione: le primarie si fanno quando capita, ovvero quando fa comodo ai notabili, le assemblee sono fatte per ratificare posizioni predeterminate o, peggio, per ratificare regolamenti sempre più limitativi del dibattito politico, vanno avanti i fedeli, indipendentemente dalle caratteristiche che esprimono.
Con questi presupposti – e dopo aver lavorato per anni a regalare a Berlusconi il monopolio dei mass media – si è costruito il disastro di oggi.
Si tratta ora di ripartire con una rivoluzione culturale. Temo anche che i vertici del Pd non siano in grado di avviarla, sennò l’avrebbero fatto prima: occorre ripartire con la politica, con proposte e progetti che si confrontano, si contano e decidono, con una classe politica credibile e capace di mettersi in gioco, senza mai cedere alla tentazione della scelta di convenienza personale o a quella fatta per durare il più possibile. Soprattutto ci vanno delle idee, dei progetti, ci va la gente che li condivide, ci va il territorio che respira, che libera energie se solo qualcuno le raccoglie, serve l’umiltà che è mancata per questi anni e che è ancora l’ingrediente mancante in larga parte del ceto politico del Pd, anche delle seconde e terze linee.
Se qualcuno si metterà al lavoro in questa direzione, con la serietà, la pazienza e il coraggio che fin qui sono mancati, troverà tante persone interessate da coinvolgere. Diffidenti perché già scottate, ma davvero interessate e fare la loro parte per dare a questo paese martoriato il futuro che vogliamo.

CRISI FINANZIARIA: INCONTRO A MANAGERITALIA TORINO

2009 Prospettive dei mercati a seguito dello Tsunami finanziario

l’ incontro, già organizzato per Lunedì 23 febbraio 2009 alle ore 18,45, a causa della confermata numerosa partecipazione, invece di effettuarsi nella sede di Via Bidone 10, si terrà nella medesima data ed ora presso

l’Hotel Diplomatic

Via Cernaia, 40, Torino

Tel 0115612444

Relatori dell’incontro saranno il dr. Paolo Turati (economista ed imprenditore)

e la dr.ssa Barbara Aimar (giornalista).

Al termine della  serata è previsto un cocktail offerto dall’associazione .

Per esigenze organizzative si prega di voler cortesemente confermare la partecipazione al numero 011/6690268 o tramite e – mail torino@manageritalia.it 

SUI BONDS LEHMAN BROTHERS E SUI CORPORATE BONDS IN GENERALE

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Ricevo dall’amico Professor Beppe Scienza, del dipartimento di Matematica dell’Università di Torino, massimo esperto italiano dei prodotti finanziari, e volentieri pubblico, quanto di seguito in merito ai bonds Lehman Brothers in default, per coloro( ed in Italia sono centomila) che, ahiloro, se li ritrovino in portafoglio.

Più in generale, come emerge da un "consesus erga omnes" da parte degli analisti non collegati ad interessi di gruppi emittenti corporate bonds, si segnala che  non va dismessa la massima prudenza nell’acquisto di questi prodotti finanziari. Dal 2009 al 2011 ci saranno anni difficilissimi, quanto al rifinanziamento dei corporate bonds in circolazione in scadenza( per svariate decine di miliardi di Euro). Al di là dell’eventualità di default già anche solo per mancato pagamento cedolare, le società emittenti si ritroveranno, anche per i loro ratings peggiorati, ad affrontare un mercato che prezzerà il rischio loro relativo con tassi d’interesse facciali certamente molto più elevati che in passato, ingenerandosi, quindi rischi di default per mancato rifinanziamento. Tenersi alla larga da settori come quello automotive o immobiliare è un must: al limite, si potrebbe azzardare qualche acquisto frazionale su emittenti consolidati tipo Allianz, Generali, France Telecom( anche se il settore telefonico è tutto assai indebitato). Non che ne valga la pena. Esistono titoli di Stato, come quelli reali di cui si pubblica la tabella di cui sotto( fonte: dipartimento di Matematica dell’Università di Torino), che rendono come e più dei corporate bonds e con i quali in portafoglio il rischio di insolvenza è inesistente.

Paolo Turati.

OBBLIGAZIONI LEHMAN BROTHERS: C’E’ CHI LA FA MOLTO SEMPLICE

Alcuni risparmiatori si sono illusi di poter uscire facilmente indenni dal crac della Lehman Brothers. Hanno infatti creduto a quanto scritto dal Sole 24 Ore, cioè che rispondesse la banca per le obbligazioni comunque comprate da meno di 12 mesi. Come varie altre volte, l’indicazione fornita dal quotidiano della Confindustria era inattendibile.

Al riguardo si veda il mio articolo «Su Lehman profezie del giorno dopo» oggi martedì il 17-2-2009 in prima pagina del quotidiano Libero Mercato, diretto da Oscar Giannino. Esso è anche scaricabile dalle mie pagine web presso il Dipartimento di Matematica dall’indirizzo  http://www.dm.unito.it/personalpages/scienza/index.htm

L’articolo riferisce anche di come già in un mio libro del 2003 avessi messo bene in guardia dai rischi delle obbligazioni Lehman Brothers, ovviamente senza conoscere il futuro, essendo io un matematico finanziario e non un aruspice, né un chiaroveggente, né un negromante, a differenza di molti tromboni che pontificano sulle pagine dei giornali e da cosiddetti uffici studi. Esso riporta inoltre affermazioni di collaboratori e intervistati dal Sole 24 Ore, che potremmo definire poco felici, nonché alcuni commenti sull’opportunità o meno d’intentare cause per le polizze unit linked, index linked e simili balordaggini previdenziali.

Saluti

Beppe Scienza
Dipartimento di Matematica
via Carlo Alberto 10
10123  Torino
tel. 011-670-2906
fax  011-670-2878

TITOLI DI STATO REALI

Si fa notare che questi titoli producono un rendimento complessivo determinato dalla sommatoria della cedola facciale lorda( per esempio, sui Btpi scadenti il 2014, il 2,25% con capitalizzazione semestrale) e della rivalutazione puntuale in conto capitale sulla base dell’inflazione corrente. E’ il mix perfetto che consente di evitare il rischio di ribasso del corso del titolo in caso di aumento dell’inflazione( e, conseguentemente, dei tassi d’interesse), pur in presenza di una cedola fissa.

Si fa rilevare, inoltre, che i prezzi correnti( la tabella qui sotto è sulla base di quelli del 2 Febbraio scorso) sono ancora più interessanti. Sempre rispetto al Btpi 2,15% scadente il 2014, il prezzo attuale è poco sopra 98( 99,50 il 2 Febbraio, quando, ad ogni modo, il rendimento lordo già superava il 3,7%), con un rendimento lordo attorno al 4%, si noti bene, in un momento come l’attuale di inflazione bassissima per problemi congiunturali legati alla recessione globale in corso. Quando l’Economia si riprenderà e, come conseguenza, l’inflazione risalirà, il rendimento di questo Titolo di Stato raggiungerà in scioltezza( com’è stato per il 2008) il 6% lordo complessivo( o anche più, a seconda di quanto salirà l’inflazione). Il tutto, senza rischi di insolvenza da parte dell’emittente.

Ovvio che, presso i vostri sportelli bancari, ben difficilmente troverete chi vi consigli questi titoli, dal momento che poi, per anni, non vedrebbero più una sola commissione di compravendita uscire dalle vostre tasche a loro favore per prodotti o emissioni "mirabolanti" che vorrebbero collocarvi.

Paolo Turati

titolo
codice ISIN
prezzo
per chi compra (c.d. lettera)
rend.
nom.
lordo
rend.
reale
netto
BTP-i 0,95% 15-9-2010
IT0003805998
98,8
2,6%
0,9%
OATei 3% 25-7-2012
FR0000188013
105,4
2,5%
0,8%
Btp-i 1,85% 15-09-2012
IT0004216351
99,4
3,1%
1,3%
BTP-i 2,15% 15-9-2014
IT0003625909
99,5
3,3%
1,5%
DBRei 1,5% 15-04-2016
DE0001030500
98,7
2,8%
1,1%
Infrastrutture 2,25% 31-7-2019
IT0003621452
87,2
5,0%
3,0%
Btp-i 2,35% 15-09-2019
IT0004380546
93,8
4,2%
2,2%
OATei 2,25% 25-7-2020
FR0010050559
101,2
3,2%
1,4%
Btp-i 2,6% 15-09-2023
IT0004243512
92,2
4,4%
2,5%
Grecia GGB  2,9% 25-7-2025
GR0338001531
82,3
5,6%
3,5%
OATei 3,15% 25-7-2032
FR0000188799
118,5
3,3%
1,4%
BTP-i 2,35% 15-9-2035
IT0003745541
90,5
4,0%
2,1%

 

OGNI COSA SE NE VA…

ygp738F

…finisce er ciclo dell’età…domani chiude er bar in fonno ala via…quanta nostargia me vien si penso a quanno tutti noi ce ggiocavamo a carte quarche bottija… .

Così il "ras"Franco Califano, in una sua bella ballata di qualche decennio fa. Pare attagliarsi ai titoli dei quotidiani di non più di nove mesi fa, con la nostralgia di un periodo veltroniano che non è mai tato( nè, in realtà, avrebbe mai potuto essere). Fa tenerezza, il povero Walter, pluri-sconfitto un po’ dovunque abbia provato a cimentarsi, che con un rigurgito di orgoglio vorrebbe lasciare( dimissionario da stamane, mantiene attualmente "l’orientamento espresso"  in questa direzione, nonostante gli inviti "alla Fort Alamo" a resistere), e con tutti i maggiorentidel PD, invece, che lo terrebbero assai volentieri lì a frollare ancora ed ancora come un fagiano in frigo. Gli unici che lo amano sono gli esponenti del PDL, certi che, meglio di così, non potrebbero ritrovarsi, quanto al leader del partito concorrente, ma, probabilmente, sbagliano. Con la "macchietta" di un Bersani, che( chi lo ha visto recentemente  in qualche convegno, o anche solo- però rende molto meglio "live"- in tv, non può che averne ammirato le grandi doti di intrattenitore sì…ma di cabaret) potrebbe assumere il timone del PD al posto di Veltroni, contrastato in quest’ascesa, in verità, da "Sua Grigezza" Enrico Letta, dal, testè politicamente massacrato in Sardegna, "semi-tycoon"( provare a chiedere agli azionisti Tiscali… per credere) Soru o dal non proprio "trascinatore"Franceschini( gestore in pectore della curatela del Partito ad interim), il "miracolo" del Partito Democratico sotto il 15% potrebbe anche diventare realtà. Ce ne si farà, nel caso, una ragione, per carità, tuttavia, per il bene della Nazione, non sarebbe male avere una Sinistra di un certo peso elettorale( senza, magari, esagerare) che sappia dire qualcosa di diverso dal solo criticare e dal travisare quello che dichiara Berlusconi. Sarà dura, anche perchè il Sistema di potere limitrofo al PD si sta sgretolando, dallo scrutinio delle schede elettorali in poi, su su fino agli enti ed alle lobbies di fiancheggiamento. Non si potrà più barare. Il nuovo leader del PD dovrà essere uno bravo, preparato in vari campi ed molto, molto intelligente( non solo "svaglio" o "sepensante" tale) e senza connivenze col passato. Uno che, come Obama, sia conscio di assunersi un compito ciclopico, pensando e sperando che, spesso, "Fortuna( non la "botta di…", ma la Sorte)audeces iuvat".

Paolo Turati.