Archivi del mese: gennaio 2009

VULTURE CAPITAL…

e94a_14 da te.

…che starebbe "capitale avvoltoio": sarebbe molto più congruo connotare, comunque, la notizia diffusa dal "Financial times",ammesso che abbia fondamento, come "Guerra tra poveri". L’ "asfissiata" Fiat, sostanzialmente, acquisirebbe la "cadaverica" Chrisler senza contropartita in denaro, rilasciando alla casa americana la sola possibilità di accedere alle proprie piattaforme tecnologiche con possibilità di riconvertire alcuni stabilimenti verso produzioni di modelli di auto più piccoli e, quindi, più ecologici. La quota iniziale del gruppo torinese nel capitale Chrisler sarebbe inizialmente del 35%, implementabile successivamente esercitado opzioni call. All’ardito Capitan Marchionne, buona fortuna( anzi good luck)! E l’augurio, collaterale, di non andare ad incappare nel comune ed istintivo gesto di "afferrare il coltello mentre cade", origine prima di gran parte dei dissesti dei "Capitali coraggiosi"( ultimo, ma solo in ordine di tempo, il caso della Royal Bank ok Scotland, secondo- storico- Istituto bancario britannico, invischiatosi nell’acquisto dell’olandese Abn- e nei "liquami" di quest’ultima-e, ormai, ridotto sostanzialmente ad una clamorosa insolvenza nell’eventualità di un mancato salvataggio governativo).

Paolo Turati.

 

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CENTOSESSANT’ANNI DI MEMORIA CIVICA ITALICA

 Lupa capitolina
So che molti lettori potrebbero non essere interessati a questioni che risalgono tanto indietro nel tempo; tuttavia, mi prendo un po’ di spazio per lo “storico” che è in me, onde commemorare l’anniversario del Testo costitutivo della Repubblica Romana( quella di Mazzini, Armallini e Saffi, ben noti in tutti i testi delle scuole di ogni ordine e grado), risalente a centosessant’anni, fa proprio di questi giorni: appunto nel 1849. Non è tanto per gli esiti( infausti) di allora, quanto per l’attualità dei suoi contenuti, davvero profetici, che vale la pena di spendere alcune parole( e molta ammirazione) per coloro che ne furono gli estensori. Erano momenti difficili. Il ’48, inizialmente supportato dall’”italico Amleto” Carlo Alberto, era verso il suo esaurimento ed a Roma, ultima enclave disponibile( dopo la fuga di Pio IX), si erano concentrati i grandi sognatori della riunificazione italiana. Mameli, Pisacane, Manara, Bixio, Garibaldi, molti dei quali avrebbero presto pagato col loro sangue il partito preso. Bastino i primi quattro punti del documento approvato dagli organi legislativi della neonata Repubblica: annullamento del potere temporale del Papato; conferma del diritto ad esercitarlo e tutela per il medesimo per tutto quanto concerne il potere spirituale; costituzione della forma repubblicana, quale quella dell’antica Roma; promozione del dialogo e dalla cooperazione con tutte le realtà territoriali presenti sul territorio peninsulare al fine di raggiungere lo scopo dello Stato unitario. Oggi appaiono elementi ovvi e scontati, ma si ponga mente a quel periodo, con Francesi ed Austrici sempre alle porte( e prima di loro Spagnoli e Svizzeri). Lucide menti, quelle dei Padri dell’Italia unita, indubbiamente, le cui “farneticazioni” di allora sono oggi realizzate e produttive di tutti i loro effetti. Delle “farneticazioni” dei responsabili della vita pubblica ed economico-finanziaria di oggi non dico, al fine di non venir tacciato di un retrograde nostalgico dei “bei tempi andati”.
 

Paolo Turati.

AVANTI IL PROSSIMO

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sabato 17 gennaio 2009
 
di Mariano Turigliatto
Adesso tocca a Di Pietro finire nel tritacarne delle indagini. I giornali sono pieni dei racconti delle intercettazioni, delle gesta del figlio e delle illazioni intorno al suo operato… fino ad arrivare alla messa in discussione della gestione del suo partito, Italia del Valori. Qualcuno gongola: mal comune mezzo gaudio, altri si affrettano a rincarare la dose, altri ancora lo difendono a spada tratta, così pensando di difendere se stessi. Insomma, il solito desolante teatrino.
Il tessuto civile del nostro paese è rovinato da anni di tolleranze a senso unico, di ammiccamenti agli evasori fiscali, di indifferenza alle mafie, ai criminali in camicia e cravatta impuniti e immuni per via della loro elezione a parlamentari, al sistematico calpestare le regole delle moderne democrazie, perfino quelle più ovvie. Nelle pubbliche amministrazioni italiane – dalla più piccola ai ministeri – non si fanno più concorsi, ma solo contratti nominativi a tempo determinato. I politici hanno consolidato corti cospicue di soggetti che dipendono da loro in tutto per tutto e che, sovente per questo, non sono in grado di far valere interessi generali e regole comuni.
In ogni ambito della vita sociale, dall’economia alla finanza, dall’industria alla politica, trionfa la mediocrità di gruppi dirigenti scelti perché possano essere facilmente manovrabili. Ogni alzata di ingegno, ogni velleità di autonomia, ogni esercizio di creatività, ogni assunzione dir responsabilità… tutto viene piallato da ormai troppo tempo perché non si possano ignorare i guasti fin qui prodotti. Ormai a tutti i livelli, chi si assume responsabilità viene dileggiato e osteggiato dai suoi stessi colleghi; trionfa la delega, il rinvio, il tentativo di spostare altrove il lavoro, ma non lo stipendio. Chi non è così la paga cara.
La politica si fa organizzando lobbies e costruendo regole per fare fuori i concorrenti (a questo sono servite le leggi elettorali e a questo dovrebbe servire il caminetto veltroniano con il centrodestra)… fino ad accreditare l’idea che le elezioni non si vincono con persone e progetti all’altezza, ma con trucchi e trucchetti, compreso quello di costruire un parlamento di nominati, fedeli al capo sennò perdono il posto.
Perché stupirsi se anche a Di Pietro chiedono favori? Perché meravigliarsi se il suo partito manca di democrazia ed è preso d’assalto da soggetti di tutti i tipi accolti a volte con troppa disinvoltura? Perché puntare infantilmente il ditino per segnalare che siamo tutti uguali?
Continuo a pensare che si debba lavorare per cambiare il brodo puzzolente nel quale galleggia la vita politica ed economica del nostro paese. Quel brodo imputridisce tutto, qualunque cosa buona, qualunque velleità di cambiamento. Quel brodo è fatto delle tante furberie nazionali, di quell’individualismo che si giustifica nella fregatura al prossimo, nella astuzia ottusa di chi si dà la zappa sui piedi convinto che, accorciandoli, spenderà molto meno di calzature.
Anche i partiti, i movimenti, le associazioni debbono fare seriamente i conti con la loro democratizzazione. Non c’è bisogno di continuare a chiedere a dirigenti stracchi e dannosi di farsi da parte, magari a favore di rampolli cresciuti nelle loro segreterie che ce li farebbero presto rimpiangere. Ciò che si deve rivendicare è l’approvazione di regole certe che permettano a chi ha il coraggio e i numeri di farsi valere senza essere annientato dai potentati ancora prima che cominci a provarci.
Se poi il tutto fosse condito da una sana indignazione, da qualche luminosa idea su come costruire il futuro dell’Italia e da una dose di coraggio per rischiare… allora si potrebbe ricominciare a sperare.

PROSEGUIRA' I SUOI RALLIES LASSU'…

Alpine Renault

Ci ha prematuramente lasciati un caro amico. Roberto Polledro era una un uomo non comune. Campione di Rally( aveva corso il Campionato del Mondo sotto i colori di case importanti come la Volvo), aveva un debole per tutto quello che era motorizzato, ma una passione speciale per l’Alpine Renault( nell’immagine: Roberto ne possedeva diverse), croce e delizia dei puristi del Rally. Non aveva mai smesso di correre in macchina, Roberto, ed aveva trasmesso la passione alla figlia Chiara, divenuta in breve un’ottima pilota lei stessa, con numerosi successi ottenuti pur con la sua giovane età. Imprenditore dinamico nel campo dei cablaggi elettrici, Roberto( che mi divertivo a chiamare scherzosamente "ragioniere") aveva aperto anche imprese all’estero ed era una lavoratore davvero indefesso. Banale augurargli di trovare, lassù che lo aspetta fiammante, un’Alpine Renault( magari della "Scuderia San Pietro"), ma lo faccio lo stesso. Lo spazio che troverà dov’è ora lo stupirà probabilmente più di quello del Deserto del Marocco da cui si trovò inghiottito durante una prova del Mondiale per una rottura dell’auto e donde fu tratto in salvo da dei Touareg. Potrà pigiare "a tavoletta" senza pensare a curvare sul ghiaccio "tirando il freno a mano", come mi aveva insegnato a fare quando di tratta di "sdrizzare" una curva( peraltro, ora che quasi più nessuna auto ha il freno a mano tradizionale, non ho ancora capito che tipo di "manovra" alternativa inventarmi…avrei dovuto domandarglielo). Peccato non essere riusciti ad organizzare quell’ultima cena che ci si era ripromessi: sarà per "la prossima volta". Ci mancherai, Roberto, così come, ancora molto di più, alle tue Dede e Chiara ed a Fabrizio.

Paolo Turati

Paolo. 

Caos climatico, lo dice il Worldwatch

Dal sito di Mariano Turigliatto, come sempre assai sollecito ed attento alle problematiche ambientali, questa interessante segnalazione di oggetto ecologico.

Lo Staff di A.R.E.A. Civica di Responsabilità

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giovedì 15 gennaio 2009
 
 
E’ caos climatico. Lo dice una fonte molto autorevole, il Worldwatch Institute, uno dei più prestigiosi istituti di ricerca americani: nel suo "State of the World" conferma le previsioni più pessimistiche sulla situazione ambientale del pianeta. Il punto di partenza è che undici degli ultimi dodici anni sono stati tra i dodici anni più caldi dal 1800 a oggi.
Ne dà notizia "La Repubblica" in un articolo a firma di Antonio Cianciullo che parla anche delle "misure per evitare il peggio".

LEGGI L’ARTICOLO COMPLETO SUL SITO DI REPUBBLICA

VAI AL SITO DEL WORLDWATCH INSTITUTE

ORIZZONTI DEL MERCATO ARTISTICO NEL 2009

 Christo 'Running Fence', collage di tessuto e tecnica mista inscatolati in plexiglass, 55,7x70,5cm, (1975)
(Christo-Running Fence del :emblematico, pur essendo un lavoro degli Anni Settanta, degli orizzonti del mercato artistico per il 2009…un dispiegarsi variegato, quasi infinito)                     
2009: anno di grandi sfide, di attesa di conferme, di esorcismi praticati, dall’esito incerto, che interessano un po’ in tutti i settori economici. Non estraneo a tutto ciò, in un’ottica ormai globalizzata, il Mercato delle opere d’Arte. Inossidabile, immarcescibile, ineffabile sino all’estate scorsa, il comparto “economico” relativo all’Arte ha mostrato segni di, peraltro ovvia, “scompostezza” nelle ultime aste internazionali del 2008, a seguito della grave crisi economica globale in corso. Niente di drammatico, parrebbe in prima approssimazione: circa la metà dei lotti sono sempre risultati venduti ed i fatturati, banchè in calo nel corso dell’autunno rispetto a quello precedente( anche per i prezzi di riserva giunti in alcuni casi a livelli insostenibili), sono risultati ancora, tutto sommato, accettabili. In quest’ambito, meglio di tutti si sono mossi i pittori italiani e, per il 2009, anniversario del centenario della stesura del manifesto futurista di Marinetti, l’orizzonte degli artisti della Penisola non particolarmente preoccupante.
Con Giacomo Balla che, assai emblematicamente, realizza in scioltezza oltre mezzo milione di Euro per un’opera degli Anni Venti all’ultima sessione milanese di Christie’s e con un rigoglio di eventi espositivi che si concretizzeranno per tutto il 2009 sul Futurismo( dal Mart della “deperista” per antonomasia Rovereto, a Palazzo Correr di Venezia, a Palazzo Reale di Milano), non pare peregrino postulare che il tema futurista otterrà certamente una forte focalizzazione di attenzione da parte, oltre che del pubblico, degli addetti ai lavori non solo della critica ma anche del mercato.
Anche gli altri nostri grandi maestri nazionali non paiono alieni da questa tendenza. Per quanto possa apparire solo un sintomo, all’Open House newyorkese di Christie’s del 12 Gennaio 2009, Piero Dorazio è apparso, ancorchè presente con opere non di primo piano, in eccellente forma( quanto a prezzi realizzati), assieme a pochi altri, come, tanto per citare un artista estero, Paul Jenkins, finora relegato a posizioni assai immeritatamente subordinate, i cui “Phenomena” stanno ottenendo da un po’ di tempo sempre maggior riscontro in temini di valutazione.
Fra i “grandi”italiani, Manzoni e Fontana appaiono sempre molto ambiti( si può valutare un calo del 20% sulle sole opere minori, mentre i pezzi importanti tengono agevolente le quotazioni massime del 2008), ed anche i maestri dell’Arte povera non mostrano particolari segni di affaticamento per il 2009. Si pensi, quale esempio significativo, che l’opera invenduta di Pino Pascali all’Italian sale del 20 Ottobre londinese di Christie’s, il grande Ponte di corda( stimato 1,5/2 milioni di Sterline), se l’è assicurato nell’After sale nientemeno che il Moma di New York.
Una prima verifica del “sentiment” la si potrà registrare dopo le prime Fiere dell’anno: Bergamo Arte Fiera( un po’ sotto tono, come impressione superficiale che si è potuto trarre a livello quasi “implalpabile”) e l’importantissima Art First a Bologna.
In termini più generali, l’anno appena iniziato potrebbe risultare pernicioso, in termini di mercato, per i movimenti e gli artisti con modesta storicizzzione, ivi compresi i “fenomeni” indiani e, ancor più, cinesi( in effetti, già nelle ultime aste internazionali del 2008, i lotti invenduti “fioccavano” letteralmente, assieme ai primi fiocchi di neve), parallelamente con deteriorarsi della situazione economica di quei Paesi emergenti, dove una delle tante bolle finanziarie aveva indotto alla formazione anche di quella del mercato artistico locale. Al contrario, è possibile che vi sia da registrare un certo “ritorno” al reale, anche per motivi psicologici legati alla contingenza economica, e, quindi, all’arte figurativa( ma quella vera, storico: la memoria del mondo). Non per niente, un Tiepolo ritrovato fortunosamente di recente, ha realizzato ai primi di Dicembre a Londra, da Christie’s, quasi tre milioni di Sterline( quadruplicando le stime).
Le grandi Case s’Asta internazionali paiono porre attenzione a questa congiuntura. In Gennaio e Febbraio sono previste molteplici ed importanti tornate d’aste sia di grandi maestri antichi che dell’Ottocento. Da Gericault, a Guido Reni, a Pieter Brueghel il giovane: la scelta è ampia anche per chi non può permettersi cifre a sei zeri, Da segnalare, poi, in un ambito di cifra che di zeri ne ha solo quattro, un interno fiammingo( non particolarmente ben consenvato, in verità) di Peter De Hooch, da Christie’s’s, valutato sui 25/35.000 Dollari: per l’ottimo coevo e, probabilmente, amico di Vermeer varrebbe la pena di farci un pensiero.
Paolo Turati

AI NATI IN UN GIORNO DI GELO

 

Il baritono Renato Bruson, lo scrittore James Joyce, il musicista Richerd Addinsell, il poeta e librettista Metastasio( Pietro Trapassi), l’attore Ettore Petrolini, e gli atleti Marco Pantani e Stefania Belmondo, ma anche il noto criminale “Cischiteddu” Greco: tutti "capricorni"nati, come il sottoscritto, il 13 Gennaio. E’ sempre affascinante valutare le implicazioni astrologiche e comportamentali dai temi natali, ma è una scienza talmente complessa da essere riservata a soli pochi esperti. Certo, non è inverosimile considerare che la vita di un essere umano possa essere determinata, nel suo dispiegarsi, anche dal quello che è il momento “stellare” della sua nascita( o, come la pensano non pochi, della rinascita). Ad esempio, pensare che due immensi artisti contemporanei come il bulgaro Christo e sua moglie Jeanne-Claude, francese, siano nati la stessa ora dello stesso giorno dello stesso anno in due parti del mondo assai lontane e che poi si siano (ri)trovati in un altro posto ancora per “dare vita” ad un connubio affettivo ed artistico senza pari( quantomeno nel Secolo passato), è cosa che fa riflettere, c’è poco da dire. Generalizzare sul profilo astrologico dei nati del 13 Gennaio è banale, stanti le variabili quasi infinite esistenti e persistenti, ad ogni modo, quello che segnalo qui sotto mi si confà abbastanza( non so per quanto riguarda gli altri miei “colleghi”, viventi o meno, cui faccio i miei più cordiali, e “complici”, auguri).
I nati del 13 Gennaio posseggono un tema “a diamante”, quindi sfaccettato per quanto riguarda obbiettivi ed interessi. Sono pratici ma anche fantasiosi e sensibili e la loro creatività trova sbocchi significatici nel sogno romantico. Un potente spirito avventuroso ed innovativo è insito nei nati di questo giorno, sospinto dalla parte Acquario, con la presenza di Giove, Mercurio e Nettuno. Una vita intensa e sospinta da grandi passioni, anche sentimentali, con drammi importanti da affrontare come denuncia la Luna in Leone trigono a Plutone, gestita, tuttavia, con ineffabile capacità “teatrale” nell’ interpretare se stessi( e non solo) nella grande recita della vita.
 
Paolo Turati.