Archivi del mese: settembre 2008

DA LEGGERE CON ATTENZIONE:FONDO INTERBANCARIO DI TUTELA DEI DEPOSITI

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Mi raccomandavo qualche giorno fa di "fare attenzione" a chi si danno i propri danari, in questi momenti finanziariamente pericolosi: nel senso del dove depositarli. Mi pare utile, per chi non ne sia a conoscenza, specificare quanto relativo al Fondo interbancario di Tutela dei Depositi, vigente nel nostro Paese. Un trattamento a tutela dei depositanti simile a quanto accade anche in altre Nazioni più sviluppate, circa cui ci si sta domandando se non sia il caso di ampliarne la portata, essendo dappertutto sottoposto a limite massimo( negli Stati Uniti si sta valutando di portarlo a 250.000$ per depositante). Questo Fondo interviene, in caso di insolvenza della Banca( specifico:Banca; e ripeto ancora:Banca). Quanto ai depositi titoli a custodia( non quelli a garanzia con titoli conferiti in pegno a fronte di fido), l’eventuale curatela fallimentare dovrebbe restituirne senza meno il contenuto, non facendo parte della contabilità dell’ istituto ma dei soli conti d’ordine. Da leggere con attenzione( fonte della selezione normativa sotto riportata:Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi) anche se può apparire ostico o noioso: può salvare la salute (finanziaria) e la serenità.

Paolo Turati

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Il Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi, costituito nel 1987 nella forma di consorzio volontario, è oggi un consorzio obbligatorio di diritto privato, riconosciuto dalla Banca d’Italia, la cui attività è disciplinata dallo Statuto e dal Regolamento.

Scopo del Fondo è quello di garantire i depositanti delle Banche consorziate.

Queste ultime si impegnano a fornire le risorse finanziarie necessarie per il perseguimento delle finalità del Fondo.

Con il D. Lgs. n. 659/96 (pubblicato sulla G.U. del 27 dicembre 1996 ed in vigore dall’11 gennaio 1997) è stata recepita la Direttiva n. 94/19 CE, relativa ai sistemi di garanzia dei depositanti.

In virtù della previsione contenuta nell’art. 96 del D.Lgs 1° settembre 1993 n. 385 (Testo Unico delle leggi in materia bancaria e creditizia), è stato introdotto il principio dell’adesione obbligatoria ad un sistema di garanzia dei depositanti.

Aderiscono così al Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi tutte le banche italiane (circa 300), ad eccezione di quelle di credito cooperativo aderenti al Fondo di Garanzia dei Depositanti del Credito Cooperativo.

Le succursali di banche comunitarie operanti in Italia possono aderire al Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi al fine di integrare la tutela offerta dal sistema di garanzia dello Stato di appartenenza.

Per le succursali di banche extracomunitarie autorizzate in Italia vige l’obbligo di adesione salvo che non partecipino a un sistema di garanzia estero equivalente.

Gli artt. 9-bis e 96-ter del D.Lgs. 385/1993 attribuiscono infine alla Banca d’Italia ampi poteri in materia di disciplina e coordinamento dell’attività dei sistemi di garanzia dei depositanti.

L’assicurazione dei depositi costituisce, accanto all’attività di vigilanza e al meccanismo di credito di ultima istanza, una delle componenti fondamentali su cui si fonda la rete di sicurezza tesa ad assicurare la stabilità del sistema bancario.

Si riconosce e si tutela in tal modo la funzione sociale del risparmio e la funzione monetaria dell’intermediazione bancaria, evitando al contempo traumatiche ripercussioni per i depositanti in caso di dissesti bancari.

La Direttiva n. 94/19 CE, prevede un livello minimo di garanzia di 20.000 EURO per singolo depositante.

Il legislatore italiano ha recepito la direttiva con il D.L. del 4 Dic 1996 n° 659, in cui si prevede che il limite massimo di rimborso, richiamato dallo Statuto del FITD, non può essere inferiore a 103.291,38 Euro, per depositante.

Il Fondo Interbancario garantisce, nei limiti previsti dallo Statuto, i depositanti delle banche italiane, delle succursali di queste negli altri paesi comunitari, nonchè delle succursali in Italia di banche comunitarie ed extracomunitarie consorziate.

Lo Statuto del Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi, riprendendo il D.Lgs. n. 659/96, comprende nella protezione offerta ai depositanti i crediti relativi ai fondi acquisiti dalle banche con obbligo di restituzione, in Euro e in valuta, sotto forma di depositi o sotto altra forma, nonché gli assegni circolari e i titoli ad essi assimilabili.

Al di là delle fattispecie escluse (sotto elencate), sono ammessi al rimborso i crediti che possono essere fatti valere nei confronti della banca in liquidazione coatta amministrativa, secondo quanto previsto dalle norme dettate in materia di liquidazione coatta amministrativa dal D.Lgs. 1° settembre 1993 n. 385.

Ai sensi dell’art. 27 dello Statuto del Fondo, sono escluse dalla protezione alcune fattispecie come:

  • i depositi e gli altri fondi rimborsabili al portatore;
  • le obbligazioni e i crediti derivanti da accettazioni, pagherò cambiari e operazioni in titoli;
  • il capitale sociale, le riserve e gli altri elementi patrimoniali della banca;
  • i depositi riconducibili ad operazioni per le quali sia intervenuta una condanna per i reati previsti negli artt. 648-bis e 648-ter del codice penale (reati di riciclaggio e di impiego di denaro di provenienza illecita);
  • i depositi delle amministrazioni dello Stato, degli enti regionali, provinciali, comunali e degli altri enti pubblici territoriali;
  • i depositi effettuati dalle banche in nome e per conto proprio, nonché i crediti delle stesse;
  • i depositi delle società finanziarie indicate nell’art. 59, comma 1 lettera b) del D.Lgs. 1° settembre 1993 n. 385, delle compagnie di assicurazione, degli organismi di investimento collettivo del risparmio; di altre società dello stesso gruppo bancario;
  • i depositi, anche effettuati per interposta persona, dei componenti gli organi sociali e dell’alta direzione della banca o della capogruppo del gruppo bancario;
  • i depositi, anche effettuati per interposta persona, dei soci che detengano almeno il 5% del capitale sociale della consorziata;
  • i depositi per i quali il depositante ha ottenuto dalla consorziata, a titolo individuale, tassi e condizioni che hanno concorso a deteriorare la situazione finanziaria della consorziata stessa, in base a quanto accertato dai commissari liquidatori.

In tal modo è offerta tutela al cosiddetto risparmiatore inconsapevole, inteso come colui che non ha facile accesso alle informazioni necessarie per valutare lo stato di salute dei soggetti cui affida il proprio risparmio.

Nota: La tutela dei conti cointestati

Il Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi precisa che la tutela offerta sui conti cointestati è da intendersi per depositante (rif. art.1, comma 2 e art.7, comma 1 della Direttiva 94/19/CE; art.96-bis, comma 5 del D.Lgs. del 1° settembre 1993 n.385).

Il limite massimo di copertura per depositante è pari a 103.291,38 euro, come previsto all’art.27, comma 3 dello Statuto del FITD.

Pertanto, nel caso in cui due o più depositanti abbiano solo un conto fra loro cointestato presso lo stesso istituto bancario, il livello massimo di tutela offerta sarà pari a 103.291,38 euro per ciascuno dei cointestatari.

Nel caso in cui un depositante sia titolare, oltre che di un conto congiunto, anche di altri conti presso la stessa banca, la copertura massima di 103.291,38 euro si applica alla somma dei depositi dei vari conti a lui intestati. Al fine di tale computo, si rammenta l’art.8 comma 2 della Direttiva 94/19/CE, in base al quale un conto congiunto deve considerarsi ripartito in proporzioni uguali tra i depositanti, salve specifiche disposizioni.

 

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EXPO CHRISTIE'S ITALIAN SALE

Stellare davvero il consueto expo che precede l’ "Italian sale" di Londra( quest’anno il 20 Ottobre), tenuto alla sede milanese di Christie’s,a Palazzo Clerici il 29( vernissage con ricevimento: grande ed attenta la partecipazione di un gran numero di collezionisti ed appasionati d’arte, trattenutisi all’expo fino a tarda sera) e 30 Settembre.

Pubblico qui sopra l’immagine del pezzo più prezioso( 1,5-2 milioni di Sterline la stima), assieme ad un raro "Achrome" di Piero Manzoni. Si tratta del "Ponte" di Pino Pascali, l’indimenticato maestro dell’Arte Povera già protagosista di un "record price" di qualche anno fa col famoso "Cannone bella ciao". Unico problema, oltre alla cifra da sborsare, lo spazio: ci va davvero una sala per esporre debitamente questo lavoro. Bellissimi Burri e Castellani, un gigantesco Kounellis e tre Fontana di livello medio-alto altri pezzi che meritano segnalazione.

Paolo Turati.

TENERSI FORTE…

 

…e fare attenzione a chi si danno( in quali banche, specialmente se lasciati sul c/c o comunque con rischio di "credito del chirografario",  depositarli e quali titoli acquistare che non siano Titoli di Stato dei G8), i soldi: oggi come oggi, pare un imperativo sempre più ragionevole, stante l’ondata dello Tsunami finanziario che, proveniente dall’America, sta per investire( oggi i tassi dell’Euribor sono schizzati al 5,30% e la nostra disoccupazione , sulla base di dati appena resi disponibili, sta ormai puntando al 7%) l’Europa dei capitali( quella delle industrie, ahimè, rischia collateralmente di andare a fondo, ma con un gap temporale sfalsato di qualche mese o anno). Solo oggi sono state salvate da interventi governativi alcune banche del vecchio Continente più( la Fortis, belga-olandese, e la B&B, britannica)o meno importanti. In buona sostanza, la collettività andrà a farsi sempre più carico degli errori clamorosi della Finanza( non quella, d’assalto, ma quella che, fino a ieri, era considerata nel Gotha della propria classificazione). Comincia a sorgere in molti, anche economisti, il dubbio che l’ "alta responsabilità" dei Governi di tutelare la tenuta del Sistema così com’è stutturato, sia inutile, dannoso ed ingiusto. Inutile perchè gli importi immessi nella voragine immensa per dare liquidità ad Sistema e scongiurare insolvenze da mancanza della stessa sono infinitesimi, rispetto all’entità dei danni prodotti. Dannoso, in quanto, comunque, si tratta di importi giganteschi( i 700 o 1000 miliari di Dollari del piano Bush, fra i vari inerventi, il più copsicuo) a carico di una collettività già finanziariamente molto provata. Ingiusti, dal momento che, così, gran parte dei colpevoli( che, poi, sono più o meno tutti i protagonisti del Sistema:chi più chi  meno ha avuto la propria "fetta" da tagliare) rischiano di farla franca e di ricominciare come niente fosse stato.

Paolo Turati.

TRADIZIONE E RIVOLUZIONE A ITALICS

"All", di Maurizio Cattelan, del 2008, ha rappresentato il primo impatto con la grande mostra veneziana a Palazzo Grassi denominata "Italics", sull’Arte moderna e contemporanea italiana fra tradizione e rivoluzione. Scelta provocatoria, quella di "aprire" con l’opera di Cattelan,  ma talmente ad effetto che induceva a silenzioso raccoglimento gli astanti( nella foto mia moglie, come colta da pietas), quasi che ci si ritrovasse davanti a veri cadaveri. Passando a qualcosa di più classico e tradizionale, il clamoroso "Funerale di Togliatti", di Renato Guttuso, del 1972, effige, più che del leader politico tanto amato dall’artista, di personaggi del Comunismo nostrano, come Nilde Jotti ed Enrico Berlinguer.

Un’emozione particolare molto personale, se posso esprimere un mio giudizio, me l’ha data, e sì che non amo la Transavanguardia, Enzo Cucchi, con l’opera che pubblico qui sotto, che non ha nulla da invidiare ai grandi espressionisti tedeschi di inizio Novecento del "Cavaliere azzurro" come Marc o Macke.

Mostra da non perdere per nulla al mondo.

Paolo Turati.

SPOSTAMENTO DATA TRASMISSIONE AL 2 OTTOBRE

Per motivi di tecnici di palinsesto, l’ intervista in diretta al sottoscritto sulla crisi finanziaria globale da parte della giornalista Elena Del Santo sul circuito Telesubalpina( analogico e digitale satellitare) è slittato da mercoledì 1 Ottobre a giovedì 2 Ottobre, sempre alle ore 13,15.

Paolo Turati.

 

SOTHEBY'S ITALIAN SALE 1999-2008

 Immagine senza didascalia

Visto che il contributo precedente riguardava Palazzo Grassi, che fa parte del gruppo PPR di François Pinault assieme alla casa d’aste Christie’s, e considerato che si parlava di Arte moderna e contemporanea italiana, per "par condicio" pubblico questo contributo in concomitanza del decennale delle aste ottobrine londinesi che la casa d’aste Sotheby’s( principale concorrente mondiale della prima)dedica esclusivamente a tale Arte indicando i 10 lotti aggiudicati con prezzo maggiore in questo intervallo temporale.

“TOP 10 PRICES” DEGLI ULTIMI DIECI ANNI D’ASTE LONDINESI DI ARTE MODERNA E CONTEMPORANEA ITALIANA (ITALIAN SALES) OTTENUTI DA SOTHEBY’S

 

1) Piero Manzoni, Achrome, 1959, caolino su tela, 100×80 cm., st. £ 1.200.000-1.800.000 GBP, venduto per £ 2.260.500 GBP, 15 Ottobre  2007

 

2) Marino Marini** Cavaliere, bronzo, 1953, h. 132 cm., st. £1.200.000-1.800.000 GBP, venduto per £ 1.797.600 GBP, 20 Ottobre  2003

 

3) Lucio Fontana, Concetto Spaziale, Attese, 1968, idropittura su tela, 65×81 cm., st. £ 700.000-1.000.000 GBP, sold for £ 1.252.500 GBP, 15 Ottobre 2007

 

4) Lucio Fontana, Concetto Spaziale, La Fine di Dio, 1963, olio su tela, 178×123 cm., st. £ 500.000-700.000 GBP, venduto per £ 1.237.600 GBP, 19 Ottobre 2004

 

5) Marino Marini, Cavaliere, 1952, bronzo, 1/7, h. 115 cm., st. £ 900.000-1.200.000 GBP, venduto per £ 1.016.000 GBP, 24 Ottobre 2005

 

6) Lucio Fontana, Concetto Spaziale, firmato e datato ‘55’, idropittura e frammenti di vetro su tela, 70×60 cm., st. £ 600.000-800.000 GBP, venduto per £ 994.900 GBP, 15 Ottobre 2007

 

7) Piero Manzoni, Achrome, 1958-59, caolino su tela, 70×50 cm., est. 320.000-400.000 GBP, venduto per  £ 960.000 GBP, 16 Ottobre 2006

 

8) Marino Marini, Piccolo Cavaliere, 1951, bronzo, 1/6, h. 50 cm., st. £ 500.000-700.000 GBP, venduto per £ 904.000 GBP, 24 Ottobre 2005

 

9) Piero Manzoni, Achrome, 1959, caolino su tela, 60×80 cm., st. £350.000-450.000 GBP, venduto per  £ 879.200 GBP, 20 Ottobre 2003

 

10) Giorgio Morandi, Natura Morta, 1938, olio su tela, 30×42 cm., st. £ 400.000-500.000 GBP, venduto per £ 839.500 GBP, 25 Ottobre 2000

* * Sotheby’s New York detiene il record d’asta per una scultura di Marino Marini: L’idea del cavaliere, 1956 (legno dipinto, 1/1,) venduta nel Maggio 2007 a $7.040.000 (€ 4.420.000).

 

"ITALICS", A PALAZZO GRASSI

Anticipo qui sotto alcuni contenuti della mostra, che più di un indizio fa presupporre che sarà ricordata come evento epocale, ‘ITALICS’ al cui invito di partecipare all’inaugurazione di Venerdì 26 Settembre ho avuto il piacere di aderire volentieri. Palazzo Grassi e Venezia si confermano, con questa esposizione sull’arte italiana moderna e contemporanea, come sempre sensibili ai percorsi artistici "di eccellenza" che hanno interessato per millenni (e, per fortuna, continuano a farlo) il nostro Paese.

Piu sotto, un commento del curatore, Francesco Bonami. Al mio ritorno dal week-end veneziano, sarà mia cura, sperando possa risultare d’interesse per i lettori di questo spazio web, pubblicare una relazione su questo evento( catalogo a cura dell’Electa) tanto atteso e che ha prodotto molto scalpore( e qualche polemica, vedasi il caso coinvolgente la rimozione dell’opera di Jannis Kounellis o il malumore suscitato in Mimmo Paladino) ancor prima del vernissage. 

Paolo Turati 

Italics

Arte italiana fra tradizione e rivoluzione, 1968-2008

a cura di Francesco Bonami

La mostra sarà anche al Museum of Contemporary Art di Chicago dal 18 luglio al 25 ottobre 2009.

Presentazione di -Italics. Arte italiana fra tradizione e rivoluzione, 1968-2008-
a cura di Francesco Bonami, Curatore della mostra

Perche’ una mostra come -Italics- oggi? L’idea alla base di -Italics- e’ scaturita da un lato dal bisogno di celebrare 40 anni di complessità e contraddizioni nel panorama artistico dell’arte italiana, dall’altro dalla necessità di riflettere sul perche’ una realtà cosi’ ricca sia stata spesso sommersa dalle maree del mondo dell’arte contemporanea internazionale. Quali sono le ragioni per cui l’arte italiana e’ rimasta circoscritta, tanto da essere avvolta dal mistero per i curatori dei musei e i critici che operano al di fuori del paese?

Recentemente il New York Times ha pubblicato un ampio articolo di Michael Kimmelman sulla scena artistica italiana in cui sono sottolineate chiaramente sia le opportunità mancate che l’inesauribile vitalità del mondo dell’arte italiana e del suo disomogeneo sistema di musei. Il fatto stesso che una mostra di questa entità, con piu’ di 100 artisti e 180 opere non sia presentata da un’ istituzione pubblica italiana, ma da una nuova realtà privata come Palazzo Grassi a Venezia, e successivamente al Museum of Contemporary di Chicago, che ha sostenuto il progetto fin dagli inizi, la dice lunga sul malfunzionamento del contesto in cui gli artisti italiani hanno dovuto, negli ultimi 40 anni, lavorare, sviluppare e maturare i loro linguaggi creativi personali ed esclusivi.

Perche’ il 1968? Per diverse ragioni. Il 1968 e’ il primo anno della storia moderna ad assistere, sotto diverse forme e aspetti, a un fenomeno sociale e politico su scala globale. In tutto il mondo, dalla Francia all’Italia, alla Cina, al Messico e al Giappone, le società civili e le loro nuove generazioni di cittadini avvertono il bisogno di una trasformazione radicale delle istanze che regolano le loro vite, dalle università, alle fabbriche e alle strutture politiche. Il 1968 e’ l’anno con cui termina la sua indagine -Italian Metamorphosis-, altra mostra di riferimento allestita al Guggenheim Museum di New York nel 1995, curata da Germano Celant. -Italics- raccoglie simbolicamente il testimone da quella mostra per continuare la storia da un diverso punto di vista, meno lineare e organizzato, piu’ come un rizoma da cui sono nate molte radici diverse, cresciute in molte direzioni diverse. Il 1968 e’ anche l’inizio di un nuovo capitolo della cultura e della storia italiana, la fine del boom economico e l’avvento di un periodo fatto di molte contraddizioni la piu’ evidente quella fra tradizione e rivoluzione. L’arte italiana e’ sempre stata trainata da queste due forze, una incatenata al passato e l’altra ansiosa di proiettarsi nel futuro.

Da Ghiberti e Brunelleschi, al futurismo, a De Chirico, agli artisti dell’Arte Povera, a una figura come Guttuso, fino a Cattelan e Vezzoli questa tensione fra conservazione e trasformazione e’ sempre esistita.
Il 1968 ha evidenziato il peso della tradizione che stava frenando la trasformazione della cultura italiana, ma non e’ riuscito a trovare il modo di spogliarsi per sempre del passato.

-Italics. Arte italiana fra tradizione e rivoluzione, 1968-2008- e’ un viaggio attraverso 40 anni turbolenti, alla ricerca di una risposta nelle opere di grandi maestri, nuovi nomi, artisti dimenticati, sconosciuti o altri trascurati. -Italics- vuole essere un viaggio aperto, un’occasione non tanto di trovare una risposta, quanto forse di sollevare ancor piu’ domande e dubbi. Non e’ una panoramica tesa a stabilire una netta divisione tra chi e’ compreso e chi e’ escluso, ma piuttosto un’esplorazione del perche’ l’Italia sia sempre stata, per molti anni, una realtà sospesa sulla soglia di un mondo piu’ vasto. -Italics- e’ stata pensata come veicolo per trasportare lo spettatore in un territorio che sembra solo apparentemente familiare, ma che in realtà, in molte delle sue zone, rimane inesplorato. La domanda finale di -Italics- e’ perche’ gli artisti italiani si siano spesso smarriti senza ottenere quel doveroso riconoscimento mondiale che la mostra spera di poter finalmente offrire. Il successo di -Italics- dipenderà dalla sua capacità di aprire il campo a molte possibile risposte e molte altre possibili domande.

anteprima per la stampa
mercoledi 24 settembre 2008 dalle ore 10.00 alle ore 14.00
accoglienza di Monique Veaute e presentazione della mostra di Francesco Bonami alle ore 12.00
Apertura al pubblico:
27 settembre 2008 – 22 marzo 2009

Palazzo Grassi
campo San Samuele, 3231 – Venezia