Archivi del mese: agosto 2008

QUATTRO A UNO

 

           

 

 

 

E’ stato questo il rapporto tra il numero delle donne e l’unico uomo, selezionati come finalisti del Premio letterario Campiello.

Serata di quelle da gustare, quella alla Fenice di Venezia, a cui non si può che non consigliare, potendo, di partecipare, anche se, magari, ci si ritrova, come il sottoscritto, nel pieno del caos del rientro dalle Ferie, per l’atmosfera cultural-fashion che, anche per la concomitanza del Festival del cinema, la contraddistingue marcatamente. Il rito, officiato dall’ineffabile Bruno Vespa e presenziato da alcune dalle più alte autorità politiche e da una fitta rappresentanza di esponenti del mondo industriale, finanziario e culturale, si è concluso con la vittoria di una nostra concittadina putativa, Benedetta Cibrario, con “Rossovermiglio”(Feltrinelli).

Fiorentina, ma cresciuta a Torino, dove si svolge parte del suo romanzo, e poi vissuta a lungo nel Regno Unito, La Cibrario( nell’imagine-ANSA) ha saputo creare un “simil Via col vento”, che si dipana  tra gli anni Venti al Dopoguerra, fra Fascismo e Liberazione con tanto di eventi di vita, riflessioni sul matrimono, amore per un bello impossibile, come Trott( quasi il Rett di Rossella O’Hara, creatore del vino Rossovermiglio), il tutto nel caotico ricordo della protagonista ottantenne che rivede ad ondate le vicende della propria vita. Un feuilleton storico( come storici erano altri due dei romanzi finalisti), che si riconosce scritto da una donna, fatto con cura.

 

Paolo Turati. 

 

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CATTOCOMUNISMO, CHE DIAMINE!

Trovo immediata risposta dall’autorità "magistrale" di Rosy Bindi, intervenuta a margine del meeting del PD di Firenze, all’ardito neologismo dubitativo da me usato( cattoogginonsisaneppurepiùcosa) nel mio contributo precedente:il fascino del cattocomunismo nel PD, pur con qualche (appianabilissima) difficoltà di rapporti con l’estrema Sinistra, permane e persevera (possiamo stare tranquilli), che diamine!
(Paolo Turati)
Firenze, 29 ago. (Adnkronos) – "Penso che dobbiamo porci il problema dei rapporti con la sinistra radicale, anche se so bene che i risultati del congresso di Rifondazione sembrano non aiutare". E’ la riflessione in tema di alleanze da parte di Rosy Bindi alla festa del Pd a Firenze.

TRIPLET!

                                                          

Chi, come il sottoscritto, ama il biliardo ed il “giuoco alla goriziana”, ben sa quali sublimi soddisfazioni sappia dare un riuscito colpo di “triplet”.

Sono quelle soddisfazioni  che, al momento, deve provare il Premier Silvio Berlusconi dopo aver realizzato in tre mesi un gran bel“triplet”( oltretutto “dichiarato”, il che lo rende ancor più pregiato).

Risolto il problema, che pareva impossibile da affrontare, dei rifiuti in Campania; reso operativo il disposto anticriminalità, apprezzato dalla stragrande maggioranza della popolazione, che sta già dando buoni frutti;  recuperata la situazione di Alitalia, con una soluzione, al di là delle riserve pretestuose avanzate dal centrosinistra, forte ed equilibrata.

C’è poco da dire: ottimo il “rendimento” di questo Governo di centrodestra( tanto che, un po’ tutti, stanno ora salendo sul carro vincente, come quei pochi industriali che –ancora- non lo avevano fatto, o stanno cercando di farlo, come i guastatori -ormai manifestamente, ahiloro, usciti allo scoperto- dell’azione del precedente Governo di centrodestra, cioè gli "udicini") e sempre più negativa l’analisi retrospettiva sull’azione di quello ulivista di Prodi. Addirittura, per Alitalia, Air France/Klm è ora ritornata presentandosi col cappello in mano pur di assicurarsi un posticino di minoranza all’interno della consistente compagine di qualificati imprenditori ed istituti bancari italiani (ma anche esteri, in corso di ulteriore aggregazione) che rileveranno la compagnia immettendo, oltretutto, più di un miliardo di Euro( il che, garantisce delle ottime prospettive dell’operazione). Prodi, invece, per Alialia( ma anche per tante altre vicende) si era presentato al rendez-vous con Air France, in classico stile “cattoogginonsisaneppurepiùcosa”: con in mano un indumento ben più prosaico del cappello, riuscendo quasi a perpetrare  la svendita della nostra compagnia di bandiera al più pericoloso concorrente di questo quadrante d’Europa e mettendo in crisi l’intera area economica circostante alla Malpensa,  alla ricerca del solito consenso internazionale( cose, per carità, già viste e riviste ai tempi della vecchia DC, nell’abdicare, per esempio, ai diritti del nostro Paese sulle politiche comunitarie  agricole o energetiche: ovvio che ai partner europei un Governo come quelli del vecchio pentapartito o come quello ulivista prodiano andasse benissimo e lo sponsorizzassero il più possibile) per la propria compagine governativa a spese dei soliti noto: gli Italiani .

 

Paolo Turati.

DELITTO:E CASTIGO?

Punitiva, deterrente, il più possibile economicamente neutra per la Società. Queste dovranno, prima o poi, ritornare ad essere le caratteristiche principali dell’espiazione della pena detentiva per i reati violenti: il buonistici “recupero e reintegrazione sociale del detenuto”, che oggi rappresentano il principio ispiratore sommo, sarà prima o poi necessario limitarli ad circoscritto un subordine. Diversamente, non sarà possibile neppure tentare di arginare l’ondata di crimini di sangue( in gran parte generata dall’immigrazione clandestina) che si sta abbattendo sempre più imponente sulla Società. La Giustizia che le vittime hanno diritto di ottenere non può e non deve essere parzializzata dalle ormai troppo proliferate facilitazioni espiatorie a senso unico a favore di coloro che hanno perpetrato un delitto. Chi ha commesso crimini violenti( che sono ben altra cosa rispetto agli altri reati, è inutile che ci si giri intorno: chi si fosse mai ritrovato con una Beretta automatica come quella dell’immagine puntata contro non potrebbe non essersene reso profondamente conto) deve venire essenzialmente punito e l’inflessibilità di questa punizione dev’essere percepita come un serio deterrente da parte dei potenziali nuovi delinquenti. Ma, non solo: non può continuare a sussistere il fatto che criminali brutali e senza pietà come quelli protagonisti di quest’ultima violenta( specie nei confronti delle donne: sembra di essere tornati ai tempi de “La Ciociara”, quando le divisioni marocchine, di supporto agli Alleati durante la Seconda Guerra Mondiale, imperversavano nelle regioni occupate) Estate italiana, spesso pluripregiudicati, seguitino, una volta incarcerati, a rappresentare un costo sociale. Vangano, quindi, sottoposti a lavoro coatto e provvedano al ristoro dei danni alle vittime ed al loro mantenimento: tra l’altro, non si vede cosa vi sia di più recuperante e reintegrante a livello sociale che non lo svolgimento di un lavoro socialmente utile, le competenze assunte nell’effettuazione del quale potranno poi venir spese nel mondo del lavoro una volta saldati i conti con la Giustizia.

 

Paolo Turati.

CHISSA’ SE CI RIESCONO PER DAVVERO…

 

Intendo, lo Star System hollywoodiano e la Nomenklatura mediatica americana di tendenza liberal a far eleggere Barak Obama Presidente degli Stati Uniti. Sarebbe la dimostrazione di una bella prova di forza, non c’è dubbio, dopo lo smacco subito quattro anni fa con il candidato democratico( in verità, impresentabilmente “grigio”, una sorta di pre-Veltroni “stars&stripes”) John Kerry. Non solo per il fatto di essere Obama afroamericano ( cosa che, giustamente, da noi può non rivestire alcuna importanza, ma negli Stati Uniti ne ha eccome), quanto per quello di apparire, a tutti gli effetti( come, pure, mi confermano molte fonti in loco, peraltro politicamente trasversali, degne di fede), ciò che Robert Musil avrebbe definito “un uomo senza qualità”( se non nel campo della retorica oratoria), senza, oltretutto, essere supportato da esperienza amministrativa( i vari Bush, Clinton, Reagan vantavano anni di esperienza come Governatori). Un caso con similitudini c’è già stato, con John Fitzgerald Kennedy( si consideri, in primis, allo stretto rapporto con mondo dello spettacolo ed ai relativi sensali: allora, c’era l’attore-cognato di JKF Charles Laughton, oggi un’ oligarchia con George Clooney e Michael Moore ai propri vertici), ma con notevolissime varianti. La rivisitazione storica ormai consolidata su JFK parla di una sua ottima retorica oratoria, di una dote indiscutibile come sciupafemmine del mondo, e non solo quello, dello spettacolo( dalle stars come Marylin Monroe, alle starlettes come Angie Dickinson) e poco più: come tanti, se fosse arrivato al capolinea senza un fatto topico (come quello di Dallas), oggi ci si ricorderebbe di lui come di un Jimmy Carter o poco più. Rispetto ad Obama, tuttavia, Kennedy aveva il vantaggio di non essere un wasp ma di poterlo, in teoria, apparire. Non dovrebbero farcela, i Democratici, allo stato, nonostante la forte campagna mediatica volta a far percepire la sussistenza di un’Obamania ecumenica che, in realtà, esiste solo negli ambienti democratici( e neppure in tutti: si pensi all’enclave Clinton). I sondaggi danno il pur apparentemente decotto repubblicano John Mc Cain alla pari con Barak Obama ma il livello di esternazione nelle rilevazioni demoscopiche dei liberals è sempre più elevato di quello dei conservatives, dunque non è da escludere( ma non è detto e colpi di coda clamorosi da parte degli “hollywoodiani” possono sparigliare il gioco: si pensi al fatto -che molti, ormai, sostengono come plausibile, rafforzati nella loro tesi dalla constatazione che da quasi mezzo Secolo nessuno ha mai più riprovato a farlo- che le immagini dello sbarco dell’uomo sulla Luna siano a suo tempo state create sotto la regia di Stanley Kubrick e diffuse come veritiere  dall’amministrazione americana di allora per attestare una predominanza tecnologica e militare mondiale che, invece, non sussisteva) il successo dell’esperto repubblicano. Peraltro, di converso, anche i Repubblicani stanno perpetrando una faticosamente comprensibile( data la posta in gioco) prova di forza. L’anagrafe di quello che è stato un eroe del Vietnam gioca fortemente sfavore di Mc Cain: certo che se i Repubblicani(maggioranza numerica prevalente del Paese) dovessero vincere anche con questo “cavallo stanco” sarebbe per loro un viatico davvero lusinghiero. Sarà una gara sociomediaticamente interessante ed incerta. Pur ritenendo sia decisamente augurabile in chiave complessiva la vittoria di John Mc Cain, mi sarebbe piaciuta una partita più colma di contenuti politici. Che potrebbe essere stata vinta con una certa scioltezza dai Democratici, se solo avessero avuto il coraggio di candidare l’espertissima Hillary Clinton. Ma il razzismo verso le donne persiste peggio di quello che riguarda il color della pelle.

 

Paolo Turati.     

ANGELI DI TEHERAN

Con riferimento a quanto osservavo in un contenuto precedente sulla condizione femminile nelle Teocrazie ismaniche, come l’Iran, dove la lapidazione femminile ed altre forme equipollenti sono all’ordine del giorno, consiglio la lettura del libro ANGELI DI TEHERAN, della giornalista turca Rabia Kazan( nell’immagine). Dai "matrimoni a tempo"( formule che consentono agli uomini di giacere legalmente con una donna per qualche ora o giorno col consenso prezzolato dei genitori di questa, senza incorrere nelle ire spesso mortali del Regime per un uomo ed una onna che si accompagnino liberamente ) ad altri obbrobri di tal fatta, troverete di che riflettere.

Paolo Turati.

AL ROGO! AL ROGO!

Mentre qui ci balocchiamo col nostro buonismo, non ci stiamo accorgendo che, in giro per il mondo, un’ondata fondamentalista imponente sta montando minacciosa. Lasciamo stare Paesi che sono vere autorità in materia sulla violazione dei diritti dell’uomo, come Cina o Iran, ma adesso ci si mette anche l’India( vedere il "lancio" dell’ANSA qui sotto, relativo ai cristiani bruciati vivi dagli Indù, ma cose del genere capitano tutti i giorni in centinaia di casi: si pensi alle donne lapidate a morte nei Regimi islamici integralisti) e, più vicino a noi, in Turchia il fuoco sta covando sotto le ceneri. E’ un tema su cui non si può non riflettere: non è più tempo di alimentare ipocrisie stagnanti così nel campo sociopolitico come( lo ripetiamo da tempo)in quello economico-finanziario.

Paolo Turati.

India: violenze anti- cristiane
Perpetrate da estremisti indu’, due persone arse vive
(ANSA) – NEW DELHI, 25 AGO – Due le persone arse vive durante le violenze dei fondamentalisti indu’ contro la comunita’ cristiana dello stato indiano dell’Orissa. Una missionaria laica e’ morta nell’incendio appiccato dagli estremisti indu’ a un orfanotrofio, ha detto alla Misna monsignor Joseph Babu, portavoce della Conferenza episcopale indiana. Intanto l’agenzia indiana PTI ha riferito che un altro uomo, un laico di religione cristiana, e’ stato bruciato vivo durante l’ondata di violenze.(FOTO ARCHIVIO).