Archivi del mese: luglio 2008

PILLOLE AMARE

 Pillole finanziarie amare da lanci odierni di alcune primarie Agenzie giornalistiche. Poco rasserenanti in generale, ma quella che più lascia da pensare è quella apparentemente più neutra. Il fatto che la “finestra di sconto della Fed” aperta (dopo “ere”, durante le quali questo strumento di emergenza era stato dimenticato) per Primary Dealers ed Istituzioni bancarie e finanziarie con problemi di liquidità si dimostri fonte ormai d’imbarazzo anche per i grandi nomi che eventualmente, accedendovi, si dimostrino poco solvibili quantomeno “a pronti”(tanto che, quindi, si è dovuto ideare uno strumento succedaneo) la dice lunga sulla profondità del problema del finanziario globale in corso.

Paolo Turati

 

USA: FED ESTENDE FINO A GENNAIO 2009 PROGRAMMA PRESTITI DI EMERGENZA

 (ASCA) – Roma, 31 lug – La Federal Reserve ha esteso, come gia’ preannunciato, al 30 gennaio la scadenza del programma di rifinanziamento di emergenza alle banche di investimento. La decisione serve per fornire liquidita’ ”alla luce delle fragili condizioni dei mercati finanziari”, spiega la banca centrale. Il programma e’ svolto in coordinamento con la Bce e la Banca Nazionale Svizzera e serve a fornire liquidita’ al sistema. Il programma e’ una conseguenza di quanto gia’ fatto in occasione del salvataggio della banca di investimento Bear Stears, quando per la prima volta dagli anni 30 la banca centrale ha rifinanziato una istituzione non bancaria. Il programma consente di essere finanziati prendendo a prestito titoli del Tesoro dalla Fed per soddisfare le necessita’ di cassa a breve termine. La Banca centrale ha deciso di fornire ulteriori 50 miliardi di dollari ai 200 miliardi gia’ offerti. Tra i soggetti che possono accedere a questi finanziamenti ci sono 19 banche di investimenti tra le quali big come Goldman Sachs, Merrill Lynch e istituzioni straniere. Deciso anche un nuovo programma di finanziamenti a lungo termine senza dover passare per le forche caudine della ”finestra di sconto della Fed”. Il ricorso alla ”finestra” rende infatti visibile la banca che ne usufruisce alimentando un imbarazzante effetto ”stigma”, che tende a far considerare ”rischiose e in gravi difficolta”’ le banche che accedono alla ”finestra”. Anche questo programma sara’ svolto in coordinamento con la banca centrale europea e con quella svizzera estenderanno gli swap sulle scadenze piu’ lunghe per fornire liquidita’ alle istituzioni finanziarie in Europa. Lo swap in dollari con la Bce e’ sale da 50 a 55 miliardi, quello con la banca nazionale svizzera rimane a 12 miliardi. La scadenza sempre il 30 gennaio 2009.

 

TASSI: EURIBOR RISALE AI MASSIMI

(ANSA) – ROMA, 31 LUG – Il tasso interbancario denominato in euro sulla scadenza a tre mesi e’ risalito ai massimi da sette anni. Accade all’indomani dell’estensione delle aste di rifinanziamento d’emergenza decisa da Fed, Bce( nell’immagine, l’Eurotower di Francoforte) e Banca nazionale svizzera. L’Euribor a 3 mesi e’ salito di un punto base, al 4,97%, il livello piu’ alto da dicembre 2000, e che era gia’ stato raggiunto una prima volta all’inizio di giugno. L’Euribor a una settimana e’ poco variato al 4,39%.

 

INFLAZIONE AL 4,1% A LUGLIO, AI MASSIMI DAL 1996

L’inflazione ha segnato un incremento del 4,1% tendenziale a luglio secondo la stima provvisoria dell’Istat. Su giugno l’aumento dei prezzi e’ stato pari allo 0,5%. Si tratta del livello massimo da giugno del 1996. Sulla base dei dati finora pervenuti, spiega l’Istat, gli aumenti congiunturali piu’ significativi dell’indice per l’intera collettivita’ si sono verificati per i capitoli Bevande alcoliche e tabacchi (piu’ 2,0 per cento), Abitazione, acqua, elettricita’ e combustibili (piu’ 1,5 per cento) e Trasporti (piu’ 0,9 per cento); variazioni nulle si sono registrate nei capitoli Abbigliamento e calzature e Istruzione. Una variazione negativa si e’ verificata nel capitolo Comunicazioni (meno 0,7 per cento). Gli incrementi tendenziali piu’ elevati si sono registrati nei capitoli Abitazione, acqua, elettricita’ e combustibili (piu’ 8,6 per cento), Trasporti (piu’ 7,1 per cento) e Prodotti alimentari e bevande analcoliche (piu’ 6,4 per cento). Una variazione tendenziale negativa si e’ verificata nel capitolo Comunicazioni (meno 3,2 per cento).(AGI) – Roma, 31 lug. –

 

 

 

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FINALMENTE UN PO' DI "GUARDIA NAZIONALE"!

 

“Demagogia…ma mi adeguo!”. Così, il Sindaco di Torino Sergio Chiamparino, prismatico come gli è spesso proprio, sul tema dell’impiego dell’Esercito nell’effettuazione di opera di pattugliamento – da effettuarsi sempre congiuntamente a Polizia e Carabinieri, come stabilito a livello protocollare dalla Legislazione i recente emanazione- sul territorio.

Non sappiamo se questo provvedimento darà esiti di grande rilievo o meno. Né se questi “pattuglioni” ( così neologizzati dal Ministro La Russa, di cui tutto si può dire ma non che non sia un tipo davvero tosto, tanto da aver a suo tempo avuto il coraggio di dare a suo figlio il nome di Battesimo di Geronimo)riusciranno a coordinarsi in modo efficiente con le altre Forze dell’Ordine.  Certamente, ne darebbe, come rilevano fonti militari qualificate, se l’impiego delle truppe applicate a tale servizio su tutto il territorio nazionale fosse stato previsto in un numero, anziché di soli 3.000, compreso fra i 20.000 ed i 30.000 effettivi. Il che, peraltro, ancora non costituirebbe che una forza di ordine pubblico aggiuntiva di non grande dimensione, in rapporto all’ammontare della popolazione italiana, se confrontata, per esempio, con la consistenza degli effettivi della sola Guardia Nazionale degli Stati Uniti( in merito,vedasi il contributo pubblicato su questo spazio web qualche tempo fa e magari, chissà, che questi nostri  “pattuglioni larussiani” possano creare la base per una futura Guardia Nazionale tricolore, che possa riprendere in salsa nostrana –e ben più  efficacemente di quel veltronianamente disarmante “yes we can/ se po’ fa’ ”- il motto “always ready, always there” ).

Non pare peregrino asserire che Governo non abbia avuto il coraggio politico di osare un po’ di più.

Le ragioni a sostegno della tesi opposta a quella governativa, portate avanti in ordine sparso da un’opposizione sempre più allo sbando( il che avrebbe potuto consentire al Governo, appunto, un’azione più incisiva in termini quantitativi, stante anche il fatto che si tratta, com’è noto, di un’operazione a costo economico pari a zero), non paiono condivisibili. Se continua così, il principale partito d’opposizione dovrebbe davvero fregiarsi fra un po’ del nome di Partito “Democritico” : sostenitore ormai solo più di “no” a tutti i costi, dopo essere stato portatore di istanze le cui espressioni pratiche migliori potrebbero retrospettivamente sintetizzarsi nell’ aver cercato svendere l’Alitalia alla diretta concorrenza, nell’aver lasciato riempire le strade di Napoli di rifiuti e quelle del Paese di delinquenza, nell’aver innalzato tasse e incrementato i lacci e laccioli della burocrazia.

Il “timore di creare una situazione di allarme sociale” non può in ogni caso prescindere, già di per sé, dal dovere di assicurare la sicurezza dei cittadini. Peraltro, l’allarme sociale si è andato a produrre proprio perché non sono stati presi in passato necessari provvedimenti atti a tutelare il territorio rispetto ai fenomeni incrementali di criminalità, incontrovertibilmente ed enormemente e cresciuti di pari passo con l’aumento dell’immigrazione clandestina.

Per altro verso, negare, da parte degli ambienti antigovernativi, che esista uno stato di emergenza, serio e continuativo quando, in pochi anni, sono pervenuti sul nostro territorio nazionale milioni( diconsi, milioni) di immigrati, non può che essere frutto di scarsa onestà intellettuale, quando non di patologia mentale. 

Zone franche, la criminalità( almeno quella esogena) non deve sentire che le vengano in alcun modo concesse( il Tossic Park a Torino ne è un drammatico esempio). Delinquere deve risultare sempre e comunque rischioso o, quantomeno, malagevole . E se la criminalità( quella endogena –espressa da Mafia, Camorra,‘Ndrangheta, S.C.U, ma non solo- necessita, ovviamente, di ben altre tipologie d’intervento e, più che altro, di ben più seria volontà politica perché la si possa proficuamente combattere) non si dovesse trovare più a proprio agio in un’ Italia che non venga più percepita worldwide come il ventre molle d’Europa dopo l’applicazione di provvedimenti atti ad arginarla come quello di cui sopra, ebbene, ce ne si farà una ragione se essa riterrà, quantomeno prevalentemente, di meglio“accomodarsi” in qualche altro Paese.

 

Paolo Turati.

AUTISMO: UN’EMERGENZA A LIVELLI ORMAI CRITICI

 

Se ne parla poco, ma la patologia dell’Autismo e le numerosissime Sindromi in cui se ne ravvisano tratti anche significativi sono rilevate come sempre crescenti di anno in anno: ormai, se si considerano anche queste secondarie manifestazioni della malattia, si può postulare che un 2-3% dei nati vivi presenti nel complesso manifestazioni autistiche più o meno gravi.

E’ una cifra enorme, che pone seri interrogativi per il futuro anche a livello di tenuta dello Stato sociale. Il problema principale non è poi tanto, infatti, lo stabilire se questa crescita nelle rilevazioni derivi da una maggior accuratezza nelle stesse e/o da una più precisa diagnostica rispetto al passato oppure da un’evoluzione incrementale dell’incidenza della malattia sulla popolazione appena nata, quanto sul come gestire socialmente, non esistendo sostanzialmente cure se non palliative, questa emergenza che si sta annunciando. Confidando di far cosa utile, ho elaborato qui sotto una sintesi informativa relativa a questa malattia.

In America oggi nasce un bambino ogni centosessantasei con sindrome inquadrabile nello spettro autistico.Il doppio di dieci anni fa e dieci volte di più di una generazione fa. Sono questi i crudi numeri che mostrano la gravità del problema individuato sessant’anni fa da Leo Kanner. Passo passo, si stanno identificando le caratteristiche anatomiche cerebrali presenti in molti dei portatori di questa sindrome patologica.

I lobi frontali sono allargati,con eccesso di materia bianca cerebrale che si va a sviluppare dai due anni in poi.Anche l’amigdala(che sovrintende al comportamento e alle emozioni) e l’ippocampo (sede della memoria) sono sovradimensionati,come pure il cervelletto.Il corpo calloso,che collega gli emisferi,è invece sotto misura,evidenziandosi come nei soggetti artistici,in presenza di sinapsi perfino eccessive fra zone limitrofe del cervello,sia deficitario il collegamento fra regioni lontane.

In generale,i bambini autistici di quattro anni tendono ad avere un cervello grande come quello dei ragazzi normali di tredici anni e questo è ancora più evidente nelle femmine(che però rappresentano solo il 20% dei soggetti artistici).

Quello che resta il problema di base è stabilire se,in questi cervelli sovradimensionati,il problema dell’interconnettività sia il risultato oppure la causa dell’Autismo:non è possibile,a oggi,dare una risposta,attesa la difficoltà nell’analizzare l’evoluzione cerebrale di soggetti che utilizzano parti del cervello per svolgere determinate funzioni che sono diverse da quelle nella norma. Sicché la loro attenzione tende manifestarsi nei confronti altrui in maniera dal tutto difforme rispetto ai soggetti normali(per esempio,osservano spesso la bocca e non gli occhi del proprio interlocutore).

Ecco,dunque,come finalmente la sindrome si sta mostrando in tutta la sua definizione anatomica, dopo decenni di relegazione ai margini della patologia.Questo è molto importante per le famiglie dei piccoli autistici,portatori di una sindrome spesso totalmente invalidante,che è del tutto giusto che lo Stato provveda a tutelare al pari delle altre in cui siano presenti soggetti portatori di differenti invalidità.

Ci sono due elementi per limitare l’entità dell’aggravamento della malattia. La diagnosi precoce,che prevede,naturalmente,l’assunzione di una presa d’atto che spesso tarda a manifestarsi nelle famiglie per motivi pur comprensibilissimi. Ed il trattamento,sulla base di una serie di interventi che possono derivare da tecniche mediative(es.Feuestein),sensoriali(es.Delacato), dietetiche(es.Dan) oppure essere di tipo farmacologico(es.Dimetilglicina).

Paolo Turati

(fonti scientifiche tratte da  “Time”)

 

Ciclismo, che dire? E, più che altro, che fare?

E’ ben vero, sul pronostico del vincitore di Tour de France 2008 mi sono sbagliato.Il mio favorito, Cadel Evans, l’Australiano già vincitore di due Coppe del Mondo di Mountain bike e già secondo alla Grand Boucle dello scorso anno dopo altri piazzamenti nei primissimi posti della classifica del Tour negli anni precedenti, non è riuscito a far valere la sua maggior potenza nell’ultima gara di 53 Km a cronometro sullo spagnolo Sastre, lo scalatore iberico che, sulla carta, non avrebbe dovuto aver scampo e che, invece, ha percorso quei tanti chilometri "contre la montre" con la velocità di una motocicletta. Bravo, per carità, ma qualche dubbio resta fra gli addetti ai lavori ,il cui parere ho avuto modo di sentire in merito, specie per il fatto che Sastre fa parte della squadra CSC, il cui Commissario Tecnico Bjarne Rijs, già vincitore di un Tour di molti anni fa (la vittoria gli venne poi tolta per uso di doping ), è spesso sospettato nell’ambiente, chissà se a torto o a ragione, di pratiche…disinvolte.

Speriamo, in ogni modo, che Sastre si sia conquistato legittimamente la vittoria.

Per intanto, "godiamoci"( si fa per dire) un altro dispiacere ciclistico dopo quello di Riccardo Riccò, qui sotto, da un "lancio" dell’Ansa appena pubblicato. 

Paolo Turati.

 
(ANSA) – ROMA, 28 LUG – L’azzurra Marta Bastianelli, campionessa mondiale di ciclismo su strada, e’ stata trovata positiva ad un controllo antidoping. L’atleta azzurra e’ tra le convocate per le Olimpiadi di Pechino 2008. Bastianelli e’ risultata positiva ad uno stimolante durante un controllo effettuato dall’Uci il 5 luglio scorso a Verbania ai campionati europei Under 23 di ciclismo

PENSIONI ED EFFETTI DEMOGRAFICI DELL’INVECCHIAMENTO DELLA POPOLAZIONE

L’ipotesi posta dal Governo sull’ipotesi di elevare l’età pensionabile, scelta prima o poi purtroppo inevitabile ancorchè portatrice di inevitabili polemiche ad ogni livello, si base un una situazione incontrovertibile.

Un dato di fatto odierno dei Paesi sviluppati è che un numero sempre più grande di persone

esce dal contesto lavorativo senza che un equivalente numero di giovani li sostituiscano.E’

un fenomeno così esteso che ne’ l’incremento della produttività indotto dalla tecnologia,né

la manodopera proveniente dall’immigrazione riescono a compensare la riduzione complessiva della forza lavoro. In questo senso,per quanto riguarda agli immigrati,si calcola che la Germania

dovrebbe,per reintegrare di anno in anno la forza lavoro,attrarre seittecentomila lavoratori all’anno,il Giappone circa un milione,la Spagna trecentomila. D’altra parte,naturalmente,questi Stati potrebbero ritardare di diversi anni l’andata in pensione dei propri occupati,ma con costi socio-politici incalcolabili. Solo gli Stati Uniti,oggetto di imponenti flussi migratori per antonomasia, potrebbero allo stato attuale vedere confermata,e addirittura anticipata, la quiescenza dei propri lavoratori.

Per le economie mature del Vecchio Continente e per il Giappone questa situazione impone

conseguenze rilevanti dal punto di vista della distribuzione del reddito. Se gli anziani,consumatori ma non più produttori,vedessero mantenuta costante la propria partecipazione al reddito,si ritroverebbero man mano con il ridursi della ripartizione pro capite a causa del sempre  maggiore numero di individui che ne fanno parte. Per altro verso,se la partecipazione al reddito per gli anziani venisse ad aumentare,lo sarebbe a detrimento delle classi giovani e lavoratrici,che mantengono in equilibrio i conti dello Stato tramite il sistema fiscale e contributivo.

Non è per nulla certo che,per fortuna, questo trend possa portare a conseguenze rilevanti dal punto di vista degli utili aziendali.La globalizzazione consente infatti ormai a quasi tutte le imprese di indirizzare i propri prodotti verso i paesi emergenti ad alto tasso di incremento demografico: tutt’al  più,a fronte di una prospettica diminuzione del reddito degli anziani(e quindi ad una minor quantità di denaro da collocare in consumi ed investimenti)potrebbe corrispondere un aumenti dei saggi d’interesse,peraltro ammortizzabile per via dei fenomeni d’integrazione dei mercati finanziari,ormai evidenti in tutte le loro possibili manifestazioni.

Quello che è certo è che una profonda riflessione va fatta,in particolare rispetto agli aspetti previ-denziali. Se fino a qualche decennio fa poteva risultare indifferente il sistema della ripartizione(i lavoratori giovani che pagano le pensioni di quelli anziani) oppure quello della capitalizzazione (tutti i lavoratori investono il proprio denaro per finanziare la propria pensione),la situazione attuale indica che non c’è altra via di uscita che il secondo metodo. Ma non basta.

Il processo d’invecchiamento della popolazione promette di continuare,specie se le nuove metodiche mediche cellulari si svilupperanno in proporzione alle aspettative che oggi si hanno su di loro.

Ai gestori dei Fondi pensione verrà richiesto un supplemento di attenzione rispetto alla creazione di vere e proprie riserve non solo tecniche ma anche matematiche. Cosa di cui però, detto per inciso, dubitiamo fortemente siano capaci.

Il recente passato ci ha mostrato che anche colossi come la General Motors possono rischiare di andare in “default” non solo per errori imprenditoriali,ma anche previdenziali,come si è visto con i problemi dei Fondi Pensione della multinazionale di Detroit.

Paolo Turati.

Singapore, in mostra l'arte della tecnologia digitale

Riprendo questo interessante articolo da "Reuters" sulla dinamica evolutiva dell’Arte, e della Cultura in generale, in rapporto alla Tecnologia. Mutatis mutandis, è il raccordo che Marcel Duchamp aveva approfondito un Secolo fa rispetto alla civiltà dagli oggetti "Ready made" prodotti dall’industria e commercializzati dal mercato. Come a dire che c’è un trend  relazionale che, sì, si evolve nei rapporti tra cultura e mondo sottostante ma che persiste tuttavia immutato nei suoi aspetti tradizionali. L’evoluzione civile influenza la cultura, che a sua volta agisce sulla medesima. Uovo o gallina: chi persista da prima è però da sempre un problema capirlo.
Paolo Turati 
 

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SINGAPORE (Reuters) – Apre oggi al museo nazionale di Singapore uno degli eventi più grandi al mondo di arte digitale, l’"International Symposium on Electronic Art 2008" (Isea08), in cui saranno in mostra 16 lavori che trasformano la nostra tecnologia quotidiana in opere che fanno riflettere sul mondo in cui viviamo.

Scopo della mostra, spiega il direttore artistico Gunalan Nadarajan a Reuters, è dimostrare il legame fra cultura e tecnologia, ma si tratta di un legame "che non viene sufficientemente sottolineato".

Quasi tutte le opere esposte sono interattive, e traggono ispirazione da videogiochi, pc e oggetti tecnologici di uso quotidiano per le nuove generazioni.

I temi-domande della mostra sono cinque: se la tecnologia rende poco importante la nostra collocazione fisica; come la tecnologia influisce sulla nostra percezione della realtà; l’opera collettiva di Wikipedia; la scienza "divertente" e la tecnologia che abbatte i confini.

"Si tratta di un’esibizione rilevante soprattutto nel mondo "Facebook" di oggi, dove la tecnologia è così integrata nelle nostre vite che non ci interroghiamo neanche più sulla sua esistenza", ha detto il direttore Nadarajan.

APPELLO DI UN EX SINDACO PER I SINDACI

In un’ intervista di Repubblica del 13 luglio scorso, l’amico Mariano Turigliatto, Consigliere Regionale Piemontese ed ex Sindaco di Grugliasco, è stato intervistato da Sara Strippoli, giornalista che (al di là dei rapporti amichevoli che ci legano a lei da tempo) va senza dubbio considerata come una delle migliori e più attente "penne"  del giornalismo subalpino e non solo, circa quale sia il suo giudizio in merito alle retribuzioni degli amministratori pubblici. Un tema di attualità, stanti anche i nuovi compiti che il Dl “Sicurezza” appena approvato dal Parlamento attribuisce ai Sindaci.

Lo staff di A.R.E.A. Civica di Responsabilità